Sisma: situazione sotto controllo
Anche Giuliani invita alla calma
Riaprono le scuole e torna la tranquillità dopo la paura
di Roberto Scorcella
Dopo la grande paura di ieri, lentamente la situazione sembra si stia normalizzando. Nella nottata fra martedì e mercoledì sono state due le scosse sismiche registrate, la decima e l’undicesima da ieri mattina: alle 2.11 di magnitudo 2.7 e profondità di 23.5 km e alle 2.24 di magnitudo 2.5 e 22.8 km di profondità. Diverse le persone che hanno scelto di trascorrere la notte fuori casa, per lo più dormendo in auto. Intanto, dopo gli approfondimenti della serata di ieri e della mattinata di oggi, non sono stati riscontrati altri danni, oltre quelli già noti a Ripe San Ginesio dove sono state lesionate dal sisma la scuola materna e asilo nido in località Passo Ripe, la scuola elementare in viale Rimembranza, la chiesa di San Silvestro nella frazione Faveto e la chiesa parrocchiale San Michele in piazza Vittorio Emanuele. A Ripe San Ginesio anche domani, come già previsto, le scuole resteranno precauzionalmente chiuse.
Si rientra regolarmente in classe domani mattina, invece, a Loro Piceno, Sant’Angelo in Pontano, Urbisaglia, San Ginesio e Colmurano. E’stata prorogata fino alla mezzanotte di oggi l’attivazione della sala provinciale di protezione civile di Macerata.
Intanto, sul sito byoblu.com è comparsa un’intervista a Giampaolo Giuliani (nella foto), il tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, divenuto noto per le sue ricerche nel campo della previsione dei terremoti dopo il sisma che il 6 aprile 2009 ha colpito la città de L’Aquila. “Lo sciame sismico che sta imperversando nelle Marche, tra Macerata, Ascoli Piceno e Fermo, è sicuramente legato alla crisi sismica che si sta avendo in Italia dal 2008 fino ad oggi, una situazione anomala che ha colpito con particolare intensità il centro Italia ma che ha avuto ripercussioni anche in Sicilia.
Negli ultimi tre giorni, le mie macchine hanno registrato oltre una trentina di eventi, di cui alcuni abbastanza forti (3.1, 3.9, 4.4, e 4.1). Nel caso marchigiano, per fortuna gli ipocentri degli eventi sono abbastanza profondi, oltre 20Km, e lontani dai centri abitati, tra i 20 e i 40km. Questo significa innanzitutto che l’onda sismica che arriva in superficie produce meno danni di quelli che si verificato a L’Aquila. Nella conca aquilana, infatti, gli eventi sono per la massima parte superficiali, tra gli 8 e i 10Km di profondità, e possono essere localizzati anche sotto gli stessi centri abitati. A parità di grado sismico, dunque, producono danni maggiori, perché sono più vicini. Inoltre vengono avvertiti subito: un 1.5 richter può essere percepito come un 3. La situazione sismogenetica nelle Marche, invece, non è così grave come nell’Aquilano, anche se nei prossimi giorni è necessario prestare attenzione all’evoluzione dell’andamento sismico. Ai marchigiani, purtroppo, a causa dell’inattività della stazione del Gran Sasso, non sono in grado di fornire previsioni precise, anche se non sembrano rilevabili eventi sismici molto forti, ovvero superiori al 4.5. Per quanto riguarda una valutazione globale, al momento questa vivacità sismica non sembra essere destinata a terminare in tempi molto brevi. E’ necessario attendere almeno la fine di Aprile prima di poter avere un quadro più chiaro sulla sua evoluzione”.

