Due corpi carbonizzati in 48 ore:
“Sono probabili suicidi,
ma tutte le piste restano aperte”

Le strane morti di una donna a Macerata e di un uomo a Trodica

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di Matteo Zallocco

Una tragica coincidenza. Due auto in fiamme con due cadaveri carbonizzati trovati a meno di 48 ore di distanza e a pochi chilometri l’uno dall’altro. In Contrada Alberondo, tra  Macerata e Montelupone, giovedì mattina il corpo della giovane mamma Claudia Bartolozzi era irriconoscibile, così come quello del 27enne indiano (K.S. le sue iniziali), sposato e residente a Monte San Giusto, il cui cadavere è stato trovato carbonizzato stanotte all’interno della sua Fiat Brava a Trodica, a pochi passi dalla Statale che porta a Civitanova. “Molto probabilmente si tratta di suicidio” dicono i Carabinieri ma le indagini sono in corso. Il ragazzo, che aveva un regolare permesso di soggiorno, è stato trovato al posto di guida della sua Fiat Brava, parcheggiata in un campo. A dare l’allarme sono stati alcuni residenti: “Ho sentito un boato fortissimo, mi sono spaventata”, ci ha detto stamattina una signora che era ancora nei paraggi. I vigili del fuoco hanno impiegato circa quattro ore per spegnere l’incendio. Sull’episodio indagano i carabinieri di Civitanova Marche e al momento non ci sono sviluppi.
Ancora misteri sul rogo di Contrada Alberotondo. La Questura di Macerata poco fa ha diramato un comunicato stampa di poche righe in cui sottolinea che “pur non potendosi escludere alcuna ipotesi sulla causa del decesso di Claudia Bartolozzi, si ritiene che quella del suicidio sia la più probabile”. In ogni caso tutte le piste restano aperte: “Le indagini potrebbero andare avanti ancora per molto tempo, anche per novanta giorni – ci spiegano dalla Questura -. Dobbiamo attendere le perizie dei Vigili del fuoco e del medico legale. Bisognerà effettuare esami sui materiali combusti sequestrati, sui resti dell’automobile, e analisi tossicologiche. Il fatto è che si tratta di accertamenti complessi che, per la maggior parte, vengono effettuati nei laboratori esterni della polizia Scientifica”.

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Viste le condizioni in cui è stato trovato il cadavere tutto diventa più difficile. Ma dall’autopsia si sarebbe comunque trovata una quantità di fumo all’interno dei polmoni della donna che spiegherebbe dunque che Claudia era viva al momento dell’esplosione dell’incendio. Ed è anche per questo che secondo gli inquirenti l’ipotesi suicidio ora diventa la più probabile dopo il biglietto lasciato nella sua abitazione di via Ettore Rosa (una traversa di via Pace) in cui però non trasparivano chiare intenzioni di togliersi la vita. E’ ancora presto per escludere definitivamente sia la possibilità dell’omicidio che quella dell’incidente (si è anche scoperto che il freno a mano dell’auto non era tirato).
“Di sicuro per ora non c’è nessun indagato – aggiungono dalla Polizia – anche se stiamo continuando ad ascoltare diverse persone tra parenti e amici della donna”.
Si ipotizzano dunque due “probabili suicidi” con modalità a dir poco inusuali. Perché uccidersi dandosi fuoco?

Nelle foto: in alto, i resti della Fiat Brava del giovane indiano e i Carabinieri accorsi sul posto; in basso i resti della Fiat Panda di Claudia Bartolozzi.


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