Ersu Camerino da record
per i posti letto agli studenti
Bilancio positivo, per gli Ersu di Camerino e Macerata, dalla recente assemblea dell’Andisu, l’associazione nazionale per gli enti del diritto allo studio universitario, che si è svolta a Roma. Il convegno nazionale è stata l’occasione per celebrare i dieci anni dell’Ecsta (Consiglio europeo per gli affari studenteschi), che ha visto presenti i principali esponenti degli enti europei per il diritto allo studio. E’ stato rinnovato il consiglio nazionale dell’Andisu, di cui è stato eletto presidente Maurizio Natali, commissario dell’Ersu di Macerata. Nel corso della tavola rotonda c’è stato ampio spazio per il confronto tra le diverse esperienze nazionali di politiche per il diritto allo studio, esaminando differenze ed analogie, metodologie di condotta, dai dati è emerso che l’Italia presenta un deficit nel numero di alloggi offerti agli studenti, rispetto agli altri paesi europei. In controtendenza, rispetto al dato nazionale, va l’Ersu di Camerino che riesce ad offrire l’alloggio alla totalità dei borsisti e a circa l’80 per cento dei non borsisti, grazie all’elevato numero di posti letto, che gli consentono di primeggiare nel confronto, con paesi come Svezia e Germania, facendone un vero e proprio caso nazionale. “Il confronto ha portato all’attenzione numerose proposte per migliorare qualità di vita e benefici erogati agli studenti, per dare vita a quelle buone pratiche che consentono di migliorare sempre più le politiche a sostegno del diritto allo studio – spiega l’avv.Mauro Riccioni, presidente dell’Ersu di Camerino – i dati del nostro ente sono motivo di orgoglio, per il lavoro dei dipendenti e l’impegno costante nella direzione di garantire l’effettività di quanto sancito all’articolo 34 della costituzione”. Molto atteso anche l’incontro con il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, che però non ha avuto luogo. Sul piatto la questione posta da molti Ersu, dei fondi insufficienti erogati dalle regioni per le borse di studio e i benefici agli studenti universitari, che non consentono in certi casi, di attuare un’efficace politica di diritto allo studio nei confronti dei più bisognosi.
