I problemi di Sforzacosta:
“Traffico e inquinamento”
L'inchiesta della settimana

di Eros Mandolesi
e Beatrice Cammertoni
Dopo circa quindici giorni dall’inchiesta a Villa Potenza, Cronache Maceratesi questa settimana è andata ha “sondare il terreno” a Sforzacosta: le due frazioni hanno infatti problematiche in comune. Entrambe si trovano in una zona di passaggio perché vie di transito all’uscita dal capoluogo e quindi ogni giorno fanno da passerella a centinaia e centinaia di automobilisti impazienti e in continua corsa contro il tempo. A dir la verità la nuova bretella ha notevolmente migliorato le condizioni del traffico di Villa Potenza che aveva ormai raggiunto livelli insostenibili e che oggi invece registra un’adeguata organizzazione, così come gli stessi cittadini ci hanno personalmente riferito. E Sforzacosta? Da circa un mese sono iniziati i lavori per la costruzione della nuova rotonda con lo scopo di velocizzare il traffico e renderlo più fluido e dinamico. Così facendo ci si augura almeno che anche gli incidenti, sempre molto frequenti in passato, possano ridursi notevolmente. Per tutelare i pedoni è stato inoltre installato anche un nuovo semaforo all’ingresso di Sforzacosta dove in prossimità delle strisce pedonali dà l’opportunità di attraversare la strada senza il pericolo di essere investiti. Proprio in quel punto infatti circa un anno fa una signora era stata travolta e come lei lungo la via, diversi altri in passato.
Martina Ferranti, titolare della cartoleria ci dice che in precedenza, soprattutto in prossimità della stazione, erano molti gli episodi che vedevano coinvolti gli anziani intenzionati ad attraversare la carreggiata, proprio lei in alcune occasioni si è trovata ad avvertire i soccorsi. “Ora la situazione sembra essere migliorata, prima ogni volta che sentivo una brusca frenata avevo il timore di affacciarmi dal negozio. Lungo la via soprattutto negli orari di punta è un vero e proprio caos tra auto, camion, autobus motorini e quant’alto. In passato si era anche parlato di una ipotetica bretella, ma personalmente non sono molto d’accordo perché si andrebbe ad isolare una zona che vive molto anche di commercio”.

Di parere opposto è invece Umberto Sciarra dal 1957 residente nella frazione e titolare della macelleria che prende il nome dal suo cognome. “E’ da 30 anni che si parla di questa bretella, con il passare del tempo Sforzacosta ha visto incrementare il flusso del traffico in maniera esponenziale e la viabilità cittadina è rimasta pressoché invariata. Fare una strada che bypassi il borgo per me è un aspetto positivo perché darebbe l’opportunità a tutti i passanti di entrare a Sforzacosta e fermarsi per poter entrare comodamente in qualsiasi negozio. Oggi questo non è possibile perché non ci sono neanche i parcheggi. L’unico modo per sostare momentaneamente l’auto è salire sopra ai marciapiedi, che oltretutto sono in completo e continuo deterioramento.” Parlando di soste c’è chi ormai utilizza abitualmente il parcheggio riservato agli autobus come il proprio personale. E’ il caso di Ester Brutto titolare dell’agenzia viaggi Estrovagante “Si, non mi vergogno a dirlo perché è l’unica soluzione che ho per venire a lavoro. Abito a Casette Verdini e a meno che non venga in bici, sono costretta ad adottare questa soluzione. Fin’ora mi è sempre andata bene ma se dovessi prendere la multa, l’accetterei ma sicuramente farei valere le mie ragioni.”
“Speriamo che la nuova rotonda in costruzione migliori un po’ la situazione del traffico perché oggi come oggi è davvero incasinata” è questa la speranza di Laura Santanatoglia commessa al panificio pasticceria Gabrielli la quale aggiunge “Secondo me una soluzione adeguata oltre ai semafori, potrebbe essere i limitatori di velocità ai lati della carreggiata. Sicuramente per i pedoni sarebbe più semplice attraversare la strada d’altro canto però si rallenterebbe ulteriormente il traffico. Chi sa?” Gabriele Mogetta titolare dell’omonimo tabacchi alla domanda “come considera la situazione di Sforzacosta oggi?”, fa una panoramica generale del borgo. “Il traffico è aumentato a dismisura nel corso degli anni e la strada è rimasta pressoché la stessa: non ci sono parcheggi disponibili, i marciapiedi sono malridotti, la segnaletica andrebbe migliorata così come l’illuminazione che di notte è davvero poca. Lo smog aleggia lungo la via, soprattutto d’estate dove tra il nauseante odore del COSMARI e le polveri dei tubi di scarico delle auto penso superi di gran lunga i limiti consentiti dalla legge. Nella stagione estiva, quando il calore accentua gli odori, basta affacciarsi dal portone o dalla finestra di casa per farsi una bella e salutare inalata di immondizia….altro che sigarette!! Ad oggi la nuova rotonda in costruzione credo sia una delle poche cose positive fatte da 30/40 anni a questa parte a Sforzacosta. Per quanto mi riguarda chiederei anche una maggiore vigilanza visto che spesso capitano furti ad abitazioni e locali. La bretella per noi commercianti non credo sia un accorgimento favorevole, per il traffico sicuramente si.” Delio Crocetti camionista in pensione passa ora le sue giornate seduto davanti al bar e resosi conto della mole del traffico che transita per la via è un forte sostenitore di una strada secondaria a scorrimento veloce “Nelle zone in cui sono state fatte queste opere viarie, i commercianti che prima erano contrari ora si ricredono vedi proprio Villa Potenza e la stessa Abbadia di Fiastra.”
Gran pate delle nostre strade, cittadini e extraurbane, sono oramai strade che hanno 200 o 300 anni di vita, molte risalgono addirittura alle crociate se non addiritura ai romani.
Certo nel tempo sono state allargate, sono stati fatti dei bypass, abbiamo costruito superstrade ed autostrade ma, complessivamente, la nostra situazione viaria è la stessa di 20 o 30 ani fa, sebbene il traffico (nel frattempo) sia triplicato, quadruplicatio, quintuplicato….
Purtroppo i nostri “espertoni”, i nostri (catastrofici, generalmente incompetenti e inutili) uffici tecnici, i nostri “capisco-tutto-io” sono in realtà una legione di pressappochisti, di incapaci congeniti, di “ho trovato il posto di lavoro grazie alle amicizie e non alle ie capacità (che non ho)…..
Già 20 ( addirittura 30) anni fa c’erano gli studi, si facevano le simulazioni, si sapeva (di anno in anno) di quanto aumentava il parco circolante e l’aumento delle merci (che da hanno sempre viaggiato, al 90%, sui camion)
Bastava studiare..
Sarebbe bastato veramente poco: leggersi i docuenti che anche 15 o 20 anni fa erano copiosi….
Bastava (sempre a patto di sapere un’altra lingua, oltre il dialetto locale) vedere fuori dalla porta di casa (cioè in Europa) come si stavano organizzando gli altri Paesi per anticipare, anche da noi, quello che sarebbe successo….
Cioè sarebbe bastato se i nostri “esperti” non fossero così imbranati.
Siamo arrivati alle rotatorie con 15 anni di ritardo rispetto a tutti gli altri (tra l’altro facciamo rotatorie incredibilmente grandi, per il traffico, e costose.. chissà poi perchè?!?).
Adesso ci accorgiamo (con 20 anni di ritardo) che molti tratti autostradali dovevano essere a 3 se non addirittura a 4 corsie.
Adesso (con colpevole e doloso ritardo) si capisce la necessita di varianti e passanti che aggirino la città per evitare che il traffico “di transito” ingolfi le vie cittadine…
Qui (ma in tutta Italia è accaduto lo stesso) prima si sono costruiti quartieri (inchinandosi alla volontà dei costruttori, veri registi dei piani regolatori) poi ci si è ricordato di fare le strade, spesso strette e senza adeguati parcheggi.
Prima si è data libertà di stupro del tessuto cittadino ai “mattonari” e poi solo dopo ci si è (ipocritamente) fintamente accorti che c’era il bisogno di una strada più grande, di una rotatoria, di uno spizzo dove far parcheggiare auto e camion…
Spesso in tutta Italia chi doveva pianificare è stato umile servo di chi doveva costruire.
Spesso chi costuiva ricompensava i servi con ville e soldi in nero.
La verità è questa.
I costruttori in Italia per fare come volevano hanno comprato tutti: Sindaci, assessori, consiglieri, dirigenti.
Non di rado i piani regolatori votati nei Comuni erano realizzati a casa dei costruttori e non negli uffici tecnici.
Ed ecco che oggi ci troviamo piccole città (perchè Macerata è una piccola città) intasate di traffico che nemmeno a Londra o Los Angeles è così caotico…
E si deve così correre ai ripari: invece che pianificare bene prima si mettono delle toppe dopo