La prof inciampa sull’Ave Maria,
bufera sulla preghiera in aula
Il rettore: “Chiedo scusa”
MACERATA - Nell'occhio del ciclone la docente di Unimc Clara Ferranti: venerdì ha sospeso la lezione per un momento di raccoglimento in nome della pace nel mondo. Gli studenti hanno protestato sul web e il caso ha travalicato i confini dell'ateneo . Duro l'intervento di Francesco Adornato: "Si tratta di un atteggiamento assolutamente improprio e censurabile. L'università non è luogo di gesti divisivi". Lei si difende: "Tanto rumore per nulla. Offensivo il giudizio del rettore, non si è neanche accertato dei fatti". Intanto il caso approda in parlamento, interrogazione del deputato Paglia

La professoressa Clara Ferranti all’università di Macerata

Studenti a Palazzo Ugolini
di Giovanni De Franceschi
Una preghiera, una professoressa cattolica, un’aula universitaria e un centinaio di studenti a lezione. Mettiamoci anche, per allargare la prospettiva, una città che si è definita Civitas Mariae sullo sfondo e uno stato laico a far da cornice. E il gioco, o meglio la polemica, è servita. Neanche a dirlo, proprio per un’Ave Maria. Pochi secondi. Ironia della sorte, roba da Camillo e Peppone secondo qualcuno, questione di libertà per altri. Laicismo da una parte, Chiesa dall’altra. E’ una delle battaglie fondanti del nostro Paese, che evidentemente ancora cova sotto le ceneri. La dimostrazione è arrivata venerdì a Macerata, a palazzo Ugolini, una delle sedi di quella che forse è la più importante istituzione laica della città, l’università. Nell’aula G c’era la lezione della professoressa Clara Ferranti, ad ascoltarla i ragazzi del primo anno del corso di Lingue e del terzo di Letteratura. Oltre un centinaio in tutto. Proprio venerdì 13 ottobre, oltre ad essere il centenario dell’apparizione della Madonna di Fatima, era stata lanciata un’iniziativa che prevedeva una preghiera collettiva alle 17,30 in tutta Italia (e in Polonia), una sorte di invocazione di pace contro la violenza nel mondo e gli integralismi. E così alle 17,30 in punto, la professoressa ha interrotto la lezione e ha proposto agli studenti di pregare, un’Ave Maria appunto. Qualcuno ha accettato volentieri, qualcun’altro ha sorriso, chi è rimasto in silenzio. Tra l’altro in contemporanea, ma solo per completare il quadro di quel pomeriggio, va segnalato che non troppo distante si discuteva dell’apporto della massoneria nel Risorgimento (leggi l’articolo).
Finita la preghiera, la lezione è terminata come da copione, senza che nessuno fiatasse o accennasse, perlomeno pubblicamente, a quanto appena successo. Dov’è che il caso è poi esploso? Sul web, ovviamente, con una denuncia apparsa sul gruppo di Officina Universitaria. E lì che gli studenti hanno raccontato dell’iniziativa della prof, dando la stura a una polemica che ha travalicato anche i confini della rete per entrare nel mondo reale. La maggior parte dei ragazzi si è scagliata con la prof, rea di aver pregato in un’aula universitaria, laica. “Atteggiamento poco professionale”, “Inaccettabile”, “Cambi mestiere”, “Vada nello Stato Vaticano”, “E’ pagata per insegnare, non per pregare” e così via. Ovviamente c’è stato anche chi ha preso le difese della prof, la minoranza a dir il vero.

Clara Ferranti
Ma è lei soprattutto la prima a difendere quanto fatto. “Lo trovo ridicolo – ha commentato Clara Ferranti – molto rumore per nulla. Si sta facendo una polemica per qualcosa di inesistente. Non ho trasformato l’aula in un’aula parrocchiale, né sono una predicatrice: gli studenti dovrebbero preoccuparsi di cose ben più gravi. Ho semplicemente interrotto per pochi secondi la lezione e proposto ai ragazzi, in assoluta libertà, di pregare per la pace. Chi crede nella potenza della preghiera, io sono credente e non me ne vergogno, lo ha fatto, gli altri sono restati in silenzio. Massimo rispetto per tutti da parte mia. Nessuno comunque è uscito. Inoltre credo che il motivo interessasse tutti, di qualunque religione, credenti o non, soprattutto in un momento come quello che stiamo attraversando, segnato da pericolosi integralismi. Non credo di aver leso alcuna libertà o offeso qualcuno pregando per la pace, tra l’altro non era mai stato fatto, né lo faccio normalmente. Quindi non capisco proprio perché ci si scandalizzi così tanto“.

Il rettore Francesco Adornato
Difficile trovare un punto di incontro tra due posizioni così antitetiche, che la battaglia continui. Intanto, a dire perché il caso non è da relegare nel cassetto delle “polemiche ridicole” è il rettore in persona. Che è stato costretto a chiedere scusa a nome dell’Università, altro che “molto rumore per nulla”. “Se i fatti, come sembra, corrispondono alla denuncia presentata dagli studenti – ha dichiarato Francesco Adornato – si tratta di un atteggiamento assolutamente improprio e censurabile. L’università è uno spazio di convivenza pacifica e rispettosa di opinioni, culture e fedi religiose. L’Università non è luogo di gesti divisivi, né, tantomeno, di imposizione e se ciò è avvenuto nel nostro ateneo non può essere accettato dal rettore, che rappresenta l’ateneo stesso nella sua interezza e nella pluralità delle sue espressioni, che ne costituiscono la ricchezza e la distintività. Valori assolutamente da conservare, difendere, rafforzare ed è a nome dell’intero ateneo che chiedo scusa a tutti coloro che sono stati feriti nella sensibilità e nella fiducia verso l’università”. Un’ammonizione per la prof che non lascia spazio a dubbi.
AGGIORNAMENTO – “Prima di fare dichiarazioni di questo genere il rettore, che parla tanto di sensibilità, avrebbe dovuto avere almeno il buonsenso di accertarsene di persona”. Clara Ferranti non ha gradito le dichiarazioni di Francesco Adornato, che ha censurato il suo comportamento con una nota ufficiale. Secondo la professoressa, molti dei post pubblicati dagli studenti non rispondo alla realtà, in particolare per quanto riguarda il fatto di aver obbligato qualcuno. Per cui ritiene “il giudizio aprioristico del rettore offensivo. Ha chiesto scusa – ha aggiunto – senza nemmeno avere avuto prima il rispetto di chiamarmi e chiedere direttamente a me come si sono svolti i fatti”. Intanto il caso è già approdato in Parlamento. Il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia infatti ha presentato un’interrogazione al ministero per chiedere “se non sia il caso di richiamare la docente in questione per un’evidente lesione del principio di laicità dello Stato, trattandosi di un’università pubblica”. “Non avremmo creduto possibile – ha aggiunto Paglia – che in un’istituzione pubblica, quale un’aula universitaria, si fosse costretti a recitare una preghiera su imposizione di una docente, pagata dallo Stato”.

veramente la preghiera è un atto di presunzione, di malafede, come se Dio non sapesse cosa è il bene senza l’indicazione della professoressa Ferranti- l’università dovrebbe provvedere al superamento di queste usanze superstiziose di plebaglie incolte-
Gesto, quello della professoressa Ferranti,politicamente scorrettissimo, e in quanto tale anche laicamente molto a me gradito. Ricordo al liceo i sermoni marxisti delle prof di filosofia o, all’ universita’, le letture post proletarie d’ accatto delle rivolte degli schiavi romani.Un’ ave Maria può ben valere una rampogna, professoressa. Poco male.
«Se gli dèi esaudissero le preghiere degli uomini, l’umanità verrebbe dissolta a causa di tutti i mali che gli uomini si invocano l’un l’altro.»
(Euripide)
Non capisco chi possa dividere un Ave Maria proposto e non imposto.
Ci riempiamo la bocca con frasi quali “luogo di convivenza pacifica e rispettosa di opinioni, culture e fedi religiose”
E poi non si può neanche proporre, a chi vuole, di dire una preghiera per la pace?
La convivenza pacifica e rispettosa credo non possa prescindere dal fatto che chiunque possa, in qualunque momento manifestare la propria opinione in materia di politica, fede ecc., senza che nessuno si possa sentire per questo offeso o discriminato da una più che lecita proposta.
Proprio la pluralità di espressioni tanto cara al Rettore, rappresentante dell’ateneo nella sua interezza, dovrebbe, a mio modesto modo di vedere, portarlo a difendere la libertà, appunto, di una delle tante “espressioni” presenti nell’Università.
Stare tutti insieme pacificamente a patto che tutti reprimano le proprie idee e tacciano per paura di offendere l’altro, non si chiama convivenza ma sopportazione, alla lunga sfocia in guerra.
Non sono mai stato troppo religioso ma se il mio vicino buddista,musulmano (o mussulmano che dir si voglia)mi chiede di pregare con lui per la pace,proponendomi una sua preghiera, l’unica cosa che mi dispiacerebbe è che non la saprei recitare.
Grande professoressa, ha tutto il mio rispetto, siamo in Italia, paese cattolico, se non vi sta bene cambiate università ! Dobbiamo essere tolleranti verso tutto e tutti, verso i cattolici no?
https://www.youtube.com/watch?v=DVg2EJvvlF8
Ci scommetterei qualcosa che se in nome dell’integrazione si fosse proposto di leggere x un minuto il corano si sarebbe esaltata la professoressa x l’iniziativa.
Io penso che molti studenti invece di fare polemiche ideologiche del caz.zo sul web ,dovrebbero andare a lavorare anche gratis che farebbe molto meglio al paese e a loro stessi,per capire cose che il libro non ti spiega.
La prof non ha obbligato nessuno quindi di che si parla..
Esprimo la mia solidarietà a Clara Ferranti. Crollate tutte le ideologie, al punto che a costoro sono rimasti il Gender nelle scuole, il multiculturalismo e la globalizzazione, servi come sono delle logge angloamericane, dell’Alta Finanza e dei satanisti, un’Ave Maria rappresenta una sfida, un terrore e uno scandalo. I media non ci parlano del milione di Polacchi che hanno recitato il Rosario, né del milione di persone che in Equador hanno contestato il Gender nelle scuole.
Cari atei materialisti, avete tirato troppo la corda. Adesso tocca a voi ad avere paura. Sarete sconfitti con tutti i vostri partiti sostenitori.
Noto con immenso piacere che il cristianesimo mette una enorme paura. Quanto polverone inutile!
C’è da augurarsi che il Papa, quando avrà saputo di questo gesto compiuto in una landa così ostile al Cristianesimo, ne faccia una grande esaltazione, e che al Rettore tocchi la figura del Diocleziano della “grande persecuzione”.
http://www.raistoria.rai.it/articoli/diocleziano-e-la-persecuzione-dei-cristiani/12168/default.aspx
Quanta paura fa un Ave Maria! Come vedete già siamo islamicizzati, laicizzati, imbarbariti. Cge bel rettore che ha l’università di Macerata!
Solidarietà alla Professoressa Ferranti. Per quanto il Rettore ha fatto la scelta più semplice ma a mio avviso totalmente sbagliata. Gli studenti probabilmente hanno voluto riflettere bene nei loro alloggio per poi postare riflessioni in merito…….da veri geni incompresi e contestatori per status hanno partorito questa idiozia.
Franco Pavoni: Ammazza se stai avanti!
Marina Santucci: se la prof avesse parlato della sua fede, nessuno le avrebbe potuto dire nulla, ma ha lei fatto recitare una preghiera, gesto confessionale. I sermoni marxisti non sono gesti confessionali.
Massimo Giorgi: saggezza greca. Da recuperare.
Paolo Ponzelli: Che c’è di difficile? Si chiama Principio di laicità (cioè aconfessionalità) dello Stato. Anche fossero stati tutti d’accordo nel recitare la preghiera, la prof avrebbe comunque compiuto un gesto confessionale. Non è in questione il contenuto innocuo della preghiera, ma il principio di laicità dello Stato.
Yuri Paoletti: Siamo in Italia, Stato laico, non Stato cattolico. Sfugge una differenza non da poco.
Massimo Giorgi: Dreamer!
Sauro Paolucci: Scommessa persa. Leggere il Corano con fini religiosi e non didattici sarebbe comunque un gesto confessionale. Non è questione di obbligare, è questione di rispetto della laicità di un’Istituzione statale.
Giorgio Rapanelli: Il gender? Il gender?
Alberto Sbarbati: non è il cristianesimo a far paura. A far molta impressione è il disinteresse per il principio di laicità dello Stato, baluardo difensivo di ogni religione, Cristianesimo compreso.
Massimo Giorgi: Ricordiamo anche Flavio Claudio Giuliano, poverino.
Carla Torquati: l’Ave Maria non fa nessuna paura. Fa impressione, piuttosto, l’indifferenza per la laicità dello Stato, baluardo difensivo di ogni religione, Cristianesimo compreso. Ah… Già detto? Allora dico che difendere la laicità sancita da molto tempo nella nostra Costituzione non ha mai significato e non significa affatto cedere all’Islam e tanto meno alla barbarie.
Gian Paolo Cacciolari: Una cosa sbagliata è una cosa sbagliata. A prescindere dal fatto che venga contestata immediatamente oppure dopo. Poi dirò: la solidarietà alla prof mi sento di darla anch’io, non per il gesto confessionale inopportuno, ma per il fatto che ora si dovrà subire una gogna che nessuno merita.
Paglia?
Sarà quello del famoso fuoco?
Il proprietario della famigerata coda?
Quello, insieme a Fieno, delle tagliatelle?
Quello avvistato “al diminuitivo” nell’occhio del prossimo da chi nel suo aveva un tronco?
Quello delle sedie di una volta?
Non lo so, ma sicuramente rappresenta perfettamente la nostra attuale classe politica, con i voti di un condominio, per di più nelle liste di un “partito zecca” (partito che si attacca ad uno più grosso per non scomparire, e poi una volta prese le poltrone, si dissocia) per dare un senso alla sua presenza in parlamento dice una cazz..ta senza senso.
Qualcuno, alle prossime elezioni, potrebbe accorgersi di Paglia e rivotarlo, non si sa mai!!!!
E poi diciamo “Macerata Città di Maria” vergogna, magari tra quelli che hanno protestato ci sono anche coloro che vanno a Messa e si dichiarano Cristiani
Ieri mentre passeggiavo col cane ho incontrato un musulmano che con un tappeto sul marciapiede stava pregando. Io da Cattolico allora cosa avrei dovuto dirgli? Mi da fastidio vederti pregare in mezzo alla strada occupando il suolo pubblico?? Ma per favore!!! Sinceramente l’unica cosa che ho pensato è stata se qualcuno si ferma e dedica un attimo di tempo alla preghiera, qualsiasi sia il Dio a cui la dedica, è sicuramente una bella cosa perchè di sicuro sta pregando per il bene di qualcuno o il proprio. E gli estremismi di qualsiasi fede, credo o orientamento con questo non centrano niente. Dunque in parlamento interrogatevi sulle vostre coscienze piuttosto che su un argomento del genere, siete alquanto ridicoli.
Grazie Andrea Ferroni per le precisazioni da maestrina tendente al tribunale di ultima istanza… ne hai una per tutti, beato te che sei depositario della Verità. Dai commenti però mi rincuora vedere che io faccio parte della maggioranza e tu no, e nonostante questo pretendi di dare lezioni. Che proponi per la prof confessionale? Procedimento disciplinare? Commissione d’ inchiesta? Preghiera rivolta alla Mecca come atto riparatori? Secondo me, sinceramente, sei solo piccato perché nonostante il pensiero unico mainstream che i ” laici” come te vogliono imporre, c ‘ è chi ancora non si conforma. L’ intelligenza che ti riconosco ti impedirebbe di scrivere le stupidaggini in punta di diritto che hai scritto.
Dimenticavo.
Andrea Ferroni: non c’è nulla di difficile, come si chiama non ha alcuna importanza, qualsiasi sia il nome non è detto che sia una cosa giusta.
Del resto, proporre di dire una preghiera, anche se in un’aula universitaria, non vedo come possa mettere in pericolo la “Laicità dello Stato” e che danno ne possano ricavare i “laici statali”.
Non si riesce ancora a superare il regime concordatario, figuriamoci in che condizioni versi il principio di laicità: la prof. Clara Ferranti si muove in questo contesto, mica nel retrobottega della reazione oscurantista, come pensano studenti e docenti ben lontani dalla ribellione e dalla contestazione verso i soprusi veri… A un errore episodico corrisponde comunque un impegno ben noto della prof. Ferranti nella memoria della Shoah, nella attenzione ai fenomeni dell’antisemitismo e dell’antisionismo, nel segnalare oblio e ipocrisie rispetto al campo di internamento fascista nella villa Giustiniani Bandini all’Abbazia di Fiastra. Il rettore Adornato ha una concezione un po’ ristretta della cultura, della ricerca e della didattica se pensa davvero che “l’Università non è luogo di gesti divisivi”.
La storia dell’Università di Macerata in ogni caso suggerisce di coltivare qualche dubbio di fronte alla definizione che si legge nell’articolo: “la più importante istituzione laica della città”.
17 febbraio 2017. Papa Francesco visita l’ Università Roma Tre, la terza università pubblica romana dopo La Sapienza e Tor Vergata. L’attuale Papa, accolto da un bagno di folla, affronta fra gli argomenti del suo incontro con gli studenti presso l’ Ateno statale, quello dell’immigrazione ” Tutti i paesi devono accogliere gli immigrati, le migrazioni non sono un pericolo, sono una sfida per crescere”, e del ruolo dell’Università “L’università è l’universo. Il posto dove si può dialogare, dove c’è posto per tutti. Deve avere questo lavoro artigianale del dialogo. Dove c’è discussione, dialogo e confronto, c’è università”.
Gli studenti hanno applaudito.
Ricordo altresì, che nel 2003 Papa Wojtyla fece visita all’Università La Sapienza, mentre nella stessa università, Papa Benedetto XVI nel 2008 rinunciò alla sua visita a seguito della protesta di 61 docenti contro il rettore, in difesa, appunto, della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto dell’ Ateneo statale aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia. Quanti pesi e quante misure, a seconda dei temi caldi sui diritti dell’uomo trattati dalla Chiesa. Nel 2008, Papa Ratzinger condannava fermamente eutanasia e aborto.
Noto perciò alquanta ipocrisia fra i sostenitori della laicità dello Stato appartenenti al “popolo di sinistra” compresi quegli studenti di Officina Universitaria che hanno gridato allo scandalo e ora qui della laicità fanno baluardo per l’università pubblica, quando a giorni pari, sono i primi a valersi delle ingerenze della massima autorità religiosa cattolica , il Papa, dei vari appelli dei vescovi e fino all’ultima predica di un prete di campagna, nel caso le politiche della Chiesa siano conformi al proprio credo e a quelle del governo del nostro Stato.
Andrea Ferroni: comprendo il tuo stato d’animo. Coraggio,sono sicuro che ne verrai fuori
Ma pensa che problema se vede che tanti non hanno da pensare ad un ca..o buttate lo smart e lasciate internet vi mangia il cervello uscite,passeggiate,socializzate,sco..te…
E’ proprio vero il 13 ottobre è giornta di Madonne,cento anni fà quella di Fatima,oggi quelle del Rettore Adornato.Se posso,un consiglio per tutti,state alla larga dagli”oppiacei”(KM).
Sig. Ferroni
a tutte le bacchettate che ha dispensato a dx e a sx per farci sapere che un’ Ave Maria equivale a un reato o quasi,secondo lei, mascherata con cavilli e laicità di stato’,mi permetto di ricordarle che esiste ,per fortuna al mondo una cosa che si chiama BUON SENSO. Cosa buona e giusta che purtroppo viene ormai messa da parte perche’ se cosi’ non fosse di questo fatto non si parlerebbe nemmeno.
A mio figlio che tornando da scuola raccontava di professori che esprimevano idee e inclinazioni politiche,non ho mai consigliato di alzare polveroni ma di ascoltare e semmai non essere d’accordo..li finiva
Con l’interrogazione parlamentare dal parte del solerte on. Paglia ( o Carneade) , allora sì che la vicenda assumerà contorni farseschi. Ma fate, fate pure…. Conquisteremo anche con questa vicenda la ribalta nazionale? possibile…..
Premesso che, nessuna offesa agli islamici avrebbe potuto un’Ave Maria in quanto anch’essi , con le dovute differenze di credo , contemplano la figura ( non il culto dell’immagine come vietato dall’Islam ) della Vergine Maria e Madre nel Corano, Fatima – località del Portogallo, di cui il 13 ottobre scorso ricorreva il centenario dell’apparizione della Madonna, da cui il nome di Fatima- è di origine araba e molto in uso nel mondo islamico come nome femminile, deriva dal verbo fatam , svezzare, e sta per “colei che svezza i bambini”, in onore a Fatima una delle figlie di Maometto; “secondo la leggenda, la piccola cittadina del Portogallo deve il suo nome ad una principessa Moresca di nome Fatimah convertitasi al cristianesimo durante la Reconquista “
Chissà, forse il momento è anche buono per fondare un Partito dell’Ave Maria (PAM).
Mi sorprende amaramente che nessuno,Rettore compreso,si soffermi per una parola di commento sul presupposto dal quale è partita l’iniziativa della Docente,cioè il problema della pace che,poi,è figlia legittima della giustizia,oggi tanto vistosamente calpestata,il cui valore travalica di gran lunga lo strumento utilizzato nel caso specifico.Ma di questi tempi l’importante pare comunque fare polemica,e,secondo me,proprio da questo nasce il populismo dilagante,che va a tutto danno dei problemi reali,veramente gravi.
Non trasformiamo quella che è una discussione sull’opportunità o meno di dire una preghiera all’interno di una Università in uno scontro tra religioni.
Chi non ha gradito e ha “condannato” l’evento non è mussulmano, il Rettore, che io sappia, non è mussulmano; è una vicenda tutta cristiana non mettiamoci in mezzo chi non c’entra niente.
Marina Santucci: Non mi pareva di aver fatto precisazioni da maestrina, e comunque non volevo. Non credo nemmeno che far parte di una maggioranza significhi di per sé chissà che cosa. Non so se ho detto stupidaggini, ma per la professoressa propongo solo tutta la mia solidarietà per la gogna che potrebbe subire, come ho già detto. Ha sbagliato e capita a tutti. L’importante per me era far capire perché, secondo me, lei ha sbagliato, tutto qui. Sto esprimendo le mie opinioni rivolgendomi a chi le ha espresse prima di me, senza la pretesa di particolari verità in tasca.
Paolo Ponzelli: Non parlerei di danni o di pericoli. Dico solo che questa preghiera, per il luogo, il momento in cui è stata fatta (e per il ruolo di chi l’ha proposta), è un’eccezione al principio di laicità dello Stato. Senza drammi, ma è questo il punto, secondo me. Sulla seconda questione, quella dell’interrogazione parlamentare, concordo con te. Trovo sia un’assurdità, tanto più dopo che il Rettore ha già chiuso il caso.
Alberto Sbarbati: Grazie della solidarietà. Non ho capito per cosa, ma grazie.
Sauro Paolucci: Un’Ave Maria non è un reato mai in Italia, proprio grazie al principio per cui invece è stata fatta eccezione questa volta. Il buon senso –credo- non lo ha usato per prima la professoressa, che poteva usare tanti modi diversi per fare la stessa cosa.
Però è già la seconda volta che mi si dice che sto bacchettando. Volevo solo essere preciso nei riferimenti, ma forse sono stato troppo sintetico. Mi scuso se per questo sono sembrato troppo categorico. Mi scuso anche –e soprattutto- con Marina
Il comportamento del rettore ricordano certe posizioni dei presidi negli anni 70, quelle di accattivarsi le simpatie degli studenti, comunque e a prescindere
Per Cortini. Diciamo che la stragrande maggioranza di noi è battezzata e cresimata e quindi è cristiana PER DEFINIZIONE, non per pratica. In altre parole non necessariamente tutti i cristiani sono bravi e tutti gli atei o agnostici o mussulmani etc. etc. sono cattivi.
Mi pare che la preghiera non fosse proprio “per la pace” come si sta cercando di giustificare….
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https://www.radiospada.org/2017/10/un-grande-rosario-per-litalia-venerdi-13-ottobre/
Io ho studiato 8 anni ai Salesiani e le preghiere le ho fatte tutte le mattine prima di iniziare le lezioni.
Capisco che l’università sia laica, però vorrei che i giovani si indignassero per le nefandezze di questo governo abusivo e illegittimo e non solo per un Ave Maria…povera italia, serva italia, nave sanza nocchiero in gran tempesta.
Concludendo, mi vergogno di aver fatto l’Università a macerata.
Macerata città di Maria?
Solo quando ci sono lucciole per le strade..
Vescovo non si rigiri la frittata.
La potenza non è della preghiera ma degli studenti che hanno avuto la forza di opporsi ad un simile abuso.
A chi parla di vigliaccheria dietro le tastiere vorrei chiedere: Ma voi con che minchia scrivete?