Fiume umano per De Gregori,
RisorgiMarche farà il bis
l’anno prossimo
VISSO - In decine di migliaia per quello che doveva essere l'ultimo concerto del festival. Domani Bersani recupera a Pian dell'Elmo. L'organizzatore Neri Marcorè arriva in groppa ad un asino e esplode d'entusiasmo: "E' il giorno più bello della mia vita"
di Marco Ribechi
Folla oceanica per il generale De Gregori. Un fiume ininterrotto di gente ha conquistato i prati di Macereto, tra Visso e Pieve Torina, per quello che doveva essere l’ultimo appuntamento del festival RisorgiMarche che dal 25 giugno ha portato decine di migliaia di persone sui luoghi feriti dal terremoto. La kermesse però non si ferma. Domani infatti a pian dell’Elmo, nel comune di Apiro, sarà recuperata la data di Samuele Bersani, slittata per maltempo. Oggi invece l’ideatore di tutto, Neri Marcorè, arrivato sul palco in groppa a un asinello ha dato la notizia tanto sperata: i concerti si ripeteranno anche il prossimo anno. Un evento a cui l’attore si è affezionato e che potrebbe essere destinato a diventare il vero grande appuntamento delle estati marchigiane. Ma questa è stata la giornata di Francesco De Gregori accompagnato nel suo viaggio fatto di pezzi di storie dalla Form, l’orchestra filarmonica marchigiana di 40 elementi diretta in maniera impeccabile dal Maestro David Crescenzi, e da Gnu quartet che già aveva aperto la prima data con Niccolò Fabi ad Arquata del Tronto.
La folla, quella dei grandi appuntamenti, questa volta era già arrivata dalla notte precedente accampandosi in tende e camper per accaparrarsi le prime file. Forte il sole ma più clemente rispetto all’infuocato show di Max Gazzé. Impossibile calcolare la mole. Azzardando si potrebbe ipotizzare circa 20mila spettatori oppure accettare la ben più cauta visione di Marcorè: “Siamo tantissimi, almeno 200” spiega l’attore dal microfono che a fine concerto dichiarerà: “Questo è il giorno più bello della mia vita”. Un concerto quasi da camera quello di De Gregori, poche parole ma tanti grandi successi cantati dell’orario delle ombre lunghe, quello preferito dai fotografi in cui la luce che anticipa il tramonto aggiunge un velo di romanticismo alla poesia della musica. Un’ora e mezza di suoni e parole che hanno ripagato la lunga attesa: Generale, Rimmel, La leva calcistica della classe 1968, Due Zingari, Caterina, Alice e molti altri frammenti di storia della musica italiana.
“Non servono altre parole – dice a fine show Marcorè – potremmo restare altre 3 ore qui nei prati a godere di questi momenti”.
Cala la notte e l’esodo di dimensioni quasi bibliche si riversa sulla strada di casa con la consapevolezza di aver conquistato un ricordo da custodire a lungo nel cuore, proprio come il simbolo di Risorgimarche.
Sotto la galleria fotografica di Roberto Cherubini
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Bellissimo e fantastico, quando un progetto è ben fatto e l’idea è quella giusta, la gente risponde….. ci vogliono le idee, ci vogliono persone all’altezza e di spessore per rilanciare questi territori.
Che il popolo italiano sia unico nel criticare è indubbio…in questo caso dispiace però molto di più…Ero a Morro con Barbarossa/Mannoia…..unico!Ero a Macereto con De Gregori ……strepitoso…ne ho sentiti di suoi concerti, in tanti tipi di location, all’aperto, teatri e quant’altro ma la bellezza delle sue canzoni non si è mai liberata così…sicuramente grazie anche alla F.O.R.M..
Complimenti infine a Neri ed al suo staff: certo tutto è migliorabile, ma quello che abbiamo fatto “insieme” è stato unico e se posso darvi un consiglio…”non ragionar di loro ma guarda e passa”…GRAZIE ANCORA
P.S.:Certo…x chi lavora…non è stato facile partecipare, ma in “tranquilli” orari serali si sarebbe persa tutta o gran parte della magia di questi eventi…