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Bianchini svela tutti i progetti
legati a Padre Matteo Ricci

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La figura di Padre Matteo Ricci? Un’opportunità unica per Macerata. Parola dell’Assessore alla Cultura Massimiliano Sport Bianchini. Mentre continuano le iniziative per la lunga marcia di avvicinamento che porterà nel 2010 alla celebrazione del quattrocentenario della morte del più grande maceratese di tutti i tempi, Bianchini analizza quanto è stato già fatto e quello che, verosimilmente, verrà attuato nel prossimo biennio, grazie alla proficua collaborazione tra l’Istituto Padre Matteo Ricci e il Comune di Macerata.
Bianchini, cosa significa per Macerata celebrare Padre Matteo Ricci?
“La figura di Padre Matteo Ricci è fondamentale per la nostra città. È un’opportunità che tocca vari livelli. Innanzitutto sul piano nazionale ed internazionale: grazie a Ricci Macerata varca i confini regionali ed approda in una dimensione più alta, in particolare verso il mercato cinese, che è in questo momento uno dei più proficui al mondo. Avere un riconoscimento come città che ha dato i natali a questo personaggio così importante ci rende particolarmente orgogliosi”.
Su quali altri livelli la figura di Padre Matteo Ricci può risultare fondamentale nei prossimi anni?
“Sicuramente per il territorio maceratese, cercando di collegare il mondo scientifico, dato dall’Università, con un mercato più turistico-industriale. Macerata nei prossimi anni dovrà concentrare la sua attenzione sulla valorizzazione della figura ricciana, che potrà garantire un grande appeal anche verso i cinesi, con l’obiettivo di poter portare in città il maggior numero di turisti, italiani e stranieri. Per questo ci stiamo muovendo e vogliamo chiudere alcuni progetti, che entro il 2010 potranno essere visibili a tutti”.
Quali?
“Innanzitutto un sistema turistico pronto ad accogliere un evento così importante. Istituiremo un cosiddetto “Percorso Ricciano”, che può attrarre un gran numero di visitatori e servirà a far conoscere Macerata a fondo. In relazione a ciò metteremo a disposizione guide turistiche, anche in lingua cinese, con l’obiettivo di far conoscere il più possibile i luoghi che hanno segnato l’esistenza di Padre Matteo Ricci. Inoltre verrà istituito un museo permanente interamente dedicato a Padre Matteo Ricci: questo è un progetto fondamentale per non disperdere in uno o due anni la centralità della sua figura. Per quanto riguarda il museo contiamo di renderlo il più possibile accogliente per i turisti e anche per i cittadini maceratesi, che vogliono conoscere meglio questo grande personaggio. Altro progetto è quello della traduzione delle opere ricciane e in questo campo c’è e ci sarà in futuro un collegamento con il mondo universitario, per garantire un continuum a livello culturale, che non si disperda in poco tempo. Allo stato attuale fondamentale è a mio avviso il “Progetto Scuole”, che ha riscosso anche quest’anno un grande successo: ricordo che il prossimo 18 dicembre verranno premiati i ragazzi (di 6 Regioni italiane), che hanno composto gli elaborati migliori su Ricci”.
Ci potranno essere nel prossimo biennio altri collegamenti con il mondo della cultura?
“Il mio auspicio è quello di poter dedicare nel 2010 la Stagione Lirica e Musicultura a Padre Matteo Ricci. Essendo il 2010 la data del quattrocentenario della sua morte, mi pare dovuto istaurare un collegamento tra la cultura (poetica, lirica e musicale) con l’arte che Ricci durante la sua vita è riuscito a compiere. In questo senso bisogna porre le basi nel 2009 per poter preparare questo evento storico per la città al meglio”.
Sempre a livello turistico si potrebbe pensare ad una sinergia con Recanati? (Parallelo Ricci-Leopardi).
“Tutte le sinergie sono positive per fare in modo che la Provincia di Macerata continui ad essere un punto di riferimento culturale che attragga turisti. Se pensiamo che Macerata e Recanati distano circa 20 minuti, si può certamente pensare una collaborazione proficua, per facilitare l’afflusso di turisti nel nostro territorio, che ricordiamo conta circa 150000 abitanti, ovvero quanto un quartiere di Roma. L’esempio di Leopardi è importante, ma questo discorso potrebbe essere allargato ad altre città, pur mantenendo fermo l’obiettivo di facilitare al turista l’arrivo in città o in provincia”.
Chi è stato per Lei Padre Matteo Ricci?
“Un personaggio unico, con un’intelligenza straordinaria per l’epoca e che, anche per questo, mantiene con il passare degli anni la sua attualità. Padre Matteo Ricci accomuna il mondo laico e quello cattolico e per noi maceratesi è un onore avergli dato i natali. Ricordiamo che Ricci per centinaia di anni è stato cancellato dalla storia e da pochi anni la sua figura è riemersa in tutta la sua straordinarietà. Anche per questo motivo mi auguro che Macerata celebri al meglio il quattrocentenario della sua morte e soprattutto spero che la celebrazione non si fermi al 2010, ma continui per non disperdere la forza del suo personaggio”.
Si parla di una possibile beatificazione di Padre Matteo Ricci. Quanto c’è di vero?
“E’ proprio così. Durante gli ultimi Convegni si è parlato di questa ipotesi. Le possibilità di poter assistere al processo di beatificazione di Ricci sono alte, anche se poi le tempistiche non le decidiamo certo noi. Aspettiamo fiduciosi e nel caso tutto ciò fosse confermato, sarebbe un altro aspetto storico per la città”.
Tommaso Venturini


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