“Siamo rassegnati a convivere
con gli odori nauseanti del Cosmari”

L'inchiesta tra gli abitanti di Sforzacosta - di Eros Mandolesi -

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di Eros Mandolesi
Ascoltate le lamentele dei cittadini, questa settimana Cronache Maceratesi, porta l’attenzione sul tormentone che caratterizza l’opinione pubblica cittadina da tanti anni: i cattivi odori del Cosmari.  Lo spazio compreso tra la frazione di Sforzacosta, le piane di Colbuccaro, la stazione di Pollenza e Casette Verdini può di certo essere considerato il polmone nero di Macerata. La causa manco a dirlo gli odori, a dir poco nauseanti, provenienti dal Cosmari con cui gli abitanti del comprensorio sono costretti a coesistere ormai da anni. “Abbiamo imparato a conviverci, ma devo dire che si convive male!” Sono queste le prime parole con cui Ottavio Fulgenzi (nella foto in alto) ci illustra il problema presente. “Io abito a borgo Sforzacosta (la via principale che attraversa la frazione) e devo dire che nell’arco della giornata sono decine e decine i camion pieni d’immondizia che transitano davanti la mia abitazione. In alcuni casi soprattutto quando c’è un po’ di vento questi fetori entrano anche dentro casa, è una cosa davvero sgradevole – e conclude – noi oramai siamo anziani possiamo sopportare, ma siete voi giovani  che dovete preoccuparvi”.

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Robertino Beni (nella foto a fianco) titolare del caffè “Dino e Dina” dice: “Ho diversi clienti che lavorano alla Cosmari e mi dicono che l’odore di vomito che invade tutta la zona circostante la struttura dipende dalle vasche di deposito dell’immondizia, le quali quando vengono svuotate lasciano nel fondo i liquidi filtrati dai sacchi e quando queste vengono vuotate la puzza si diffonde in tutti i paesi limitrofi. Quest’estate ci ha fatto morire, il caldo infatti intensifica e di molto questo tanfo snervante. Comunque sono del parere che il Cosmari ce l’abbiamo e purtroppo credo che dobbiamo tenercelo; tengo a precisare che sono padre di tre figli e sarei la persona più felice del mondo se venisse smantellato ma sono convinto che non sarà semplice farlo. In una riunione indetta dal Comitato di quartiere, vista l’impossibilità di trovare una soluzione adeguata al problema, ho proposto di far si che gli abitanti residenti nei pressi dello smaltimento di rifiuti quali: Sforzacosta, Casette Verdini, la stazione di Pollenza e delle piane di Colbuccaro, vengano esentati dal pagamento della tassa sui rifiuti. Credo sia una prospettiva adeguata visto che dobbiamo respirarci l’immondizia di tutta la provincia”.

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Anche un cliente abituale del bar entra nel vivo della conversazione puntando l’attenzione non tanto sugli odori nauseanti quanto ai fumi dannosi che provengono dallo smaltimento dei rifiuti. “Oltretutto – aggiunge – vedo che si continua a costruire palazzine come ad esempio a Casette Verdini dove i nuovi appartamenti sono quasi tutti venduti, poi magari si lamentano dei cattivi odori”. Lo stesso Lucio Monteverde ausiliare del traffico davanti la scuola elementare durante l’orario di uscita ci riferisce che per lui il problema non è tanto il cattivo odore che invade costantemente la zona, anche se a suo dire non è di certo piacevole, anche perché dice: “L’immondizia è una cosa che tutti producono quotidianamente, ci dovrà pur essere un punto di smaltimento, però la domanda che mi pongo è questa: è mai stato fatto uno studio di rilevamento sui valori dei fumi e dei gas che emana quell’impianto? Noi ci abitiamo da sempre in questi luoghi, sono dannosi per l’uomo?” Anche una signora fermatasi da fruttivendolo lunga via Natali ci conferma che la puzza soprattutto in certi orari del giorno è tantissima. “Da quando mi sono trasferita dal centro a Sforzacosta non ce la faccio più. Sono otto anni che abito qua e soprattutto d’estate non si resiste, non si può nemmeno aprire la finestra e al mattino quando aspetto l’autobus a volte ho il volta stomaco. L’inceneritore l’avrebbero dovuto fare sul monte di San Vicino e non vicino ai centri abitati”.

(Nella foto di Guido Picchio una veduta aerea del Cosmari)


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