Solo Pasqui può usare l’ufficio del sindaco,
Buldorini non ci sta e sbotta:
«Forza Italia spieghi da che parte sta»
APPIGNANO - Nella proposta di delibera si parlava di utilizzo della sala per tutti i consiglieri regionali, mentre in quella approvata viene riservato l'uso al solo presidente del Consiglio, che è anche segretario provinciale forzista. L'esponente della Lega: «È incomprensibile che Calamita e Montecchiarini consolidino un rapporto privilegiato con chi ha sostenuto e votato contro la nostra coalizione»

A sinistra Luca Buldorini; a destra, dall’alto, Gianluca Pasqui, Mariano Calamita e Stefano Montecchiarini
Frizioni in casa centrodestra per una stanza. Non una stanza qualunque, certo, visto che è l’ufficio del sindaco di Appignano, Mariano Calamita. A sollevare la questione è Luca Buldorini, consigliere comunale di opposizione e vicepresidente della Provincia in quota Lega, che mette nel mirino l’accordo siglato dalla giunta comunale (che gode del sostegno di Forza Italia) e la Presidenza del Consiglio regionale (guidata dal segretario provinciale forzista Gianluca Pasqui) per l’utilizzo dell’ufficio del sindaco per attività collegate alla sua funzione sul territorio.
«Quanto accaduto ad Appignano pone una questione che Forza Italia non può liquidare come ordinaria collaborazione istituzionale – tuona l’esponente del Carroccio – il 23 luglio il parere tecnico favorevole riguardava una proposta di delibera che prevedeva l’utilizzo dei locali comunali da parte di tutti i consiglieri regionali: una disponibilità generale e coerente con la pari dignità tra gli eletti. Il 30 luglio, però, la giunta Calamita ha approvato qualcosa di sostanzialmente diverso. Il riferimento a tutti i consiglieri è scomparso e l’Ufficio del sindaco è stato riservato al solo presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, segretario provinciale di Forza Italia. Non è cambiata una formula burocratica: è cambiato il beneficiario politico. Chi ha chiesto questa trasformazione? Perché una possibilità generale è stata personalizzata? La modifica è stata sottoposta a un nuovo vaglio tecnico oppure il parere del 23 luglio è rimasto associato a un oggetto differente?».
Alla votazione unanime ha partecipato anche il vicesindaco Stefano Montecchiarini, esponente di Forza Italia e collaboratore dell’Ufficio di Presidenza regionale, «con un rapporto retribuito per circa 40mila euro lordi annui – evidenzia Buldorini – questa sovrapposizione politica, amministrativa e professionale avrebbe suggerito trasparenza e astensione, almeno per opportunità istituzionale. Le coalizioni richiedono reciprocità, confronto e pari dignità. Non si può pretendere lealtà dagli alleati e contemporaneamente coltivare iniziative territoriali unilaterali».
Da qui l’attacco ai due forzisti Pasqui e Montecchiarini, che teoricamente sarebbero compagni di coalizione dello stesso Buldorini, quantomeno a livello nazionale e regionale, oltre che al sindaco Calamita. «Pasqui spieghi perché sia stato individuato come unico beneficiario. Montecchiarini chiarisca il proprio ruolo. Calamita dica se abbia cambiato collocazione politica o stia costruendo un asse trasversale funzionale a nuove ambizioni personali – rilancia Buldorini –. L’amministrazione Calamita ha sostenuto Matteo Ricci alle regionali e, alle successive provinciali si è schierata contro il candidato presidente del centrodestra Alessandro Gentilucci. È incomprensibile che Forza Italia consolidi oggi un rapporto privilegiato con chi ha sostenuto e votato contro la nostra coalizione. Non basterà rispondere che la convenzione serve ad avvicinare la Regione ai cittadini. Se questa è davvero la finalità, l’Ufficio del sindaco venga reso disponibile, alle stesse condizioni, a tutti i consiglieri regionali, come prevedeva la proposta sottoposta al parere tecnico. La Regione non coincide con il suo presidente del Consiglio regionale. Se non esiste alcuna esclusiva politica, Calamita e Pasqui accettino questa soluzione. Diversamente, spieghino perché un’opportunità prevista per tutti sia diventata un privilegio riservato a uno solo».