Feronia patrimonio dell’Unesco,
boom di visite alla prima:
in 250 alla scoperta del teatro gioiello

SAN SEVERINO - Il direttore artistico Francesco Rapaccioni ha fatto da guida al pubblico arrivato da diverse zone delle Marche per scoprire i segreti dello storico edificio da poco inserito tra i beni tutelati dell'umanità. «Il pezzo forte è la presenza di tantissima documentazione che spiega passo passo i cambiamenti che sono avvenuti dai primi teatri condominiali, fino a quelli moderni». Il più antico è del 1493

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Un momento della serata

di Marco Ribechi

Oltre 250 persone alla scoperta del Feronia, il nuovo gioiello Unesco. Grande pubblico nella serata di ieri al teatro di San Severino, recentemente inserito tra i beni Unesco patrimonio dell’umanità insieme ad altri sette teatri marchigiani tra cui il Lauro Rossi di Macerata (leggi l’articolo). La visita, la prima dopo la proclamazione avvenuta a fine luglio, ha visto un anfitrione d’eccellenza, il direttore artistico Francesco Rapaccioni, che ha traghettato i presenti in un viaggio nel tempo che, per il Feronia, arriva fino al 1493.

«Il riconoscimento dell’Unesco non è stato assegnato per la grandezza, l’importanza del luogo o per i preziosi affreschi — spiega Rapaccioni — il criterio applicato è stato quello del contributo alla storia dell’umanità. In questo senso il Feronia possiede dei rarissimi documenti che testimoniano la nascita e lo sviluppo dei teatri condominiali. Attraverso i documenti presenti nella Biblioteca e nell’Archivio Comunale è possibile ricostruire i cambiamenti avvenuti nel teatro e nella società dell’intera Italia e più in generale in Europa».

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Francesco Rapaccioni, direttore artistico del Feronia

Moltissime le persone arrivate per assistere all’incontro guidato: «Sono rimasto stupito dalla varietà del pubblico con persone provenienti da Ascoli, Comunanza, Porto San Giorgio, Fabriano, Macerata — prosegue il direttore artistico — un interesse che senza dubbio mette il nostro teatro al centro dell’offerta turistica cittadina poiché accomunato nella stessa lista con monumenti di fama planetaria come il Colosseo, la Muraglia Cinese o gli scavi di Pompei».

Merito che però va ripartito insieme agli altri teatri della regione: «Non bisogna fare l’errore di pensare i vari teatri come realtà singole, isolate — spiega Rapaccioni —. L’Unesco ha dato questo premio perché i teatri delle Marche, tutti insieme, sono in grado di raccontare una storia, un cambiamento epocale e sociale. Ognuno ha le sue prerogative; il pezzo forte del Feronia è appunto la presenza di tantissima documentazione che spiega passo passo i cambiamenti che sono avvenuti dai primi teatri condominiali, fino ai moderni teatri. I documenti raccontano di chi poteva acquistare i palchi, di quali classi sociali dovessero essere, di come piano piano sia stata ampliata la platea ammessa, fino a diventare un luogo che potesse ricevere anche artigiani e operai».

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Alcuni visitatori sul palco

Proprio nel documento del 1493, il più antico finora ritrovato, si trova un’istanza per mettere in scena una rappresentazione della Festa della Madonna da realizzare con il sostegno di soldi pubblici in una struttura privata. In un documento del 1699 si legge invece dell’esistenza di un teatro nel Palazzo Consolare della città alta, oggi non più esistente, mentre nel 1740 si ha la costituzione del primo teatro dove oggi si trova il Feronia, poi modificato attorno al 1823. «I teatri scelti dall’Unesco — spiega Rapaccioni — sono in grado di raccontare tutti insieme una storia. Il mio augurio è che si possa creare un coordinamento regionale per permettere lo sviluppo di flussi turistici, non si può procedere in ordine sparso».

Una curiosità vede tre volte premiato Ireneo Aleandri, colui che disegnò lo Sferisterio di Macerata: «Deve essere un orgoglio per gli abitanti di San Severino — conclude Rapaccioni — il concittadino Aleandri infatti è stato inserito tre volte nel patrimonio dell’Umanità grazie al Feronia, al teatro Ventidio Basso di Ascoli e al Teatro Nuovo di Spoleto, oggi Teatro Menotti. Un’ulteriore testimonianza del fatto che le Marche sono la regione dei Teatri per eccellenza».

La visita guidata insieme al direttore artistico Francesco Rapaccioni sarà ripetuta il 23 agosto alle 21 con ingresso gratuito e prenotazione consigliata. Il Feronia invece è visitabile gratuitamente dal martedì alla domenica mattina e pomeriggio contattando la Pro Loco di San Severino.

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I saluti del sindaco di San Severino Rosa Piermattei

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