Addio a Franco Del Medico,
oltre 80 anni con la Rata nel cuore

LUTTO - Il “Tifoso numero 1”, come lo ricorda la società biancorossa, è morto a 89 anni. Saldatore di condotte di metano, ha girato il mondo ma non ha mai smesso di seguire la Maceratese: partiva in auto da Gagliole per assistere a tutte le partite e agli allenamenti. Aveva espresso il desiderio di far spargere le proprie ceneri all'Helvia Recina

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di Alessandro Vallese

In qualunque categoria, nei momenti belli e in quelli più difficili, Franco Del Medico era sempre lì. Sugli spalti dell’Helvia Recina, con il cappellino e la sciarpa biancorossa, nel suo immancabile seggiolino. A seguire la Maceratese. Sempre. È morto a 89 anni uno dei tifosi più fedeli della storia della Rata. Una passione lunga più di ottant’anni, nata quando era ancora bambino e il padre lo accompagnava allo stadio e diventata una presenza costante nella sua vita.

Franco era nato a Macerata, in corso Cairoli, per poi trasferirsi a Gagliole. E da lì partiva per raggiungere l’Helvia Recina. Fino a poco tempo fa guidava ancora la sua macchina per non perdersi una partita o anche semplicemente un allenamento della sua squadra.

Franco del medico

La sua storia era stata raccontata circa vent’anni fa, quando il giornalista Matteo Zallocco lo aveva incontrato per un servizio dedicato proprio alla sua incredibile fedeltà alla Maceratese. Allora Franco aveva 69 anni e raccontava di una passione che aveva resistito anche ai continui spostamenti legati al lavoro. Aveva lavorato per l’Eni come saldatore di condotte di metano, girando il mondo e trascorrendo anche diversi periodi in Africa. Ma neppure il lavoro era riuscito ad allontanarlo dalla Rata. Anzi, raccontava di essere arrivato persino a prendere le ferie per poter andare a vedere la Maceratese. «Questa squadra è sempre stata la mia grande passione», raccontava già allora.

Una passione che lo aveva accompagnato anche nei trasferimenti. Dopo il matrimonio si era spostato da Macerata a Castelraimondo, prima di stabilirsi definitivamente a Gagliole. Ma la distanza dall’Helvia Recina non aveva mai rappresentato un problema: erano tanti gli anni in cui Franco partiva da Gagliole per raggiungere Macerata e assistere agli allenamenti.

E quando si parlava della sua Rata, Franco non scherzava. In quella vecchia intervista aveva raccontato anche un desiderio che diceva di aver confidato al figlio: «Quando morirò ho già detto a mio figlio di mettere la mia sciarpa dentro la tomba». E insieme all’amico Luciano Montedoro, tifoso di San Severino che condivideva con lui la stessa passione, aveva fatto sapere di voler disperdere le proprie ceneri all’Helvia Recina. «Come faremo sennò senza vedere la Maceratese?», aveva detto allora.

Parole che oggi assumono un significato ancora più forte. Tra i tanti ricordi legati alla Rata, Franco aveva indicato come uno dei più belli il derby vinto 1-0 contro la Civitanovese nella stagione 1980-81, deciso da una rete di Morbiducci. Era in gradinata con la moglie e raccontava di non essere riuscito nemmeno ad accendersi una sigaretta, tanta era la gente presente.

Ma la sua storia con la Maceratese è andata molto oltre una singola partita o una singola stagione. Franco ha attraversato decenni di calcio biancorosso, categorie, promozioni e delusioni, restando sempre fedele alla sua squadra. Negli ultimi anni era diventato una figura familiare per tutto l’ambiente. Ha vissuto anche le soddisfazioni più recenti, condividendo con la società e con la tifoseria le due vittorie di campionato sotto la presidenza Crocioni.

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Da qualche settimana Franco era ricoverato all’hospice di San Severino. Fino a quando ha potuto, però, ha continuato a seguire la sua Maceratese, che lo ha ricordato con una foto in cui Franco tiene su un due aste con scritto: “Se giocassi in cielo morirei per tifarti”. «Adesso ci tiferai davvero da lassù, ciao Franco». Scrive la società, nel suo messaggio di cordoglio: «La Maceratese piange la scomparsa di Franco Del Medico, detto Franco De Gagliole, storico tifoso biancorosso, venuto a mancare a 89 anni. “Tifoso numero 1”, proprio come riportava la sua maglia biancorossa, nonché tra i più longevi. Fino all’ultimo ha seguito la sua Rata con una passione incrollabile: sempre presente all’Helvia Recina, agli allenamenti e vicino alla squadra. Lo ricorderemo sempre lì, nel suo seggiolino, con il cappellino e la sciarpa biancorossa, pronto a vivere ogni partita e a far sentire il suo sostegno. Il presidente Alberto Crocioni e tutta la Maceratese esprimono il più sincero cordoglio alla famiglia e ai suoi cari. Con Franco abbiamo condiviso anche la gioia della vittoria dei due campionati sotto la presidenza Crocioni, momenti che ha vissuto con l’entusiasmo e la passione di sempre. E resteranno proverbiali anche i suoi interventi nei momenti più istituzionali e durante le conferenze stampa, quando non mancava mai di far sentire la propria voce e di ribadire, con la sua inconfondibile schiettezza, tutto il suo attaccamento ai colori biancorossi. Ciao Franco, Tifoso numero 1. La tua voce, la tua passione e il tuo amore per la Rata resteranno per sempre parte della nostra storia». 

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L’assessore Andrea Marchiori sugli spalti dell’Helvia Recina insieme a Franco Del Medico

A ricordarlo anche l’assessore Andrea Marchiori: «Sei il numero 1 Franco, il miglior tifoso. Ogni volta che mi volterò e troverò la sedia vuota, so che ci guarderai dal cielo. Buon viaggio Franco, ti voglio bene».


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