«Tariffe ridotte dal 2031
e cancellato l’extra cap:
operazione impensabile alla vigilia»
RIFIUTI - Il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci rivendica il risultato centrato dall'Ata: «Verranno depennati 10 milioni di costi sostenuti dal Cosmari che non possono essere recuperati a causa del tetto agli aumenti imposto da Arera»

Alessandro Gentilucci
«Lavoro capillare per la riduzione di tariffe ed extra cap». Dopo l’esito positivo della conferenza dei servizi che ha approvato il progetto della discarica di Cingoli, il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci esulta poiché «l’Ata 3 è riuscita in un’operazione impensabile alla vigilia: la cancellazione di oltre 10 milioni di extra cap, ovvero i costi sostenuti da Cosmari che non possono essere recuperati a causa del tetto all’aumento delle tariffe imposti da Arera, l’Autorità nazionale di regolazione del settore rifiuti, e la riduzione delle tariffe dal 2031».
Gentilucci aggiunge: «La quasi unanimità dei sindaci ha sancito in assemblea un lavoro capillare che attesta il superamento delle criticità strutturali che hanno penalizzato il gestore Cosmari negli ultimi anni, riportando i servizi ambientali del territorio su binari di stabilità e sostenibilità economica. Cosmari – prosegue Gentilucci – sta, finalmente, tornando a essere un’azienda pubblica virtuosa e ben gestita e i frutti di questo risanamento si vedono già dall’applicazione delle nuove tariffe. Ciò significa che il piano di efficientamento avviato, grazie alla collaborazione tra gestore e Provincia, sta funzionando e questo garantirà la stabilità dei conti e, contestualmente, limiterà l’impatto fiscale sui cittadini».
Ottimo sindaco e presidente!
Lui nel bene non si smentisce mai e arriva dove altri non hanno nemmeno provato!
https://www.youtube.com/watch?v=U-m1FxPWTK8
Una dichiarazione sconcertante: comica e tragica allo stesso tempo. Intanto è un risanamento “sancito dall’assemblea dei Sindaci”, quindi l’espressione di un’opinione degli stessi soggetti inaffidabili che fino ad oggi hanno contribuito ad accumulare il debito. In secondo luogo non è dato sapere che fine faranno i 10 milioni che si dicono “cancellati”: chi li pagherà? E comunque, per chi non ha capito, ci si vanta del fatto che i debiti siano così alti che non si riesce a pagarli perché una legge pone un tetto agli aumenti applicabili. Totò che vendeva la Fontana di Trevi era un dilettante al confronto.
Le domande del Sig. Mariani sono certamente legittime. Da quel che si capisce i 10 milioni di “risparmi” sono sostanzialmente extra costi che il Cosmari rinuncerebbe ad esigere nei prossimi anni. Ovviamente un bene per i cittadini ma certamente meno bene per il Cosmari che già versa in una difficilissima situazione gestionale.La soddisfazione sarebbe giustificata se al taglio corrispondessero degli efficientamenti gestionali, ma cosi non è. Questi 10 milioni corrisponderanno quindi a minori risorse da investire per gli impianti, l’innovazione tecnologica (pensate ad esempio ai cassonetti smart che tutti vogliono, oppure agli investimenti necessari per implementare la tariffa puntuale) o la manutenzione. E comunque fino al 2030 le tariffe continueranno ad aumentare anno dopo anno e poi si vedrà…
Mi pare di vedere una specie di gioco delle tre carte. Ma qui non sono tre ma 10 milioni.
Garantite tariffe al tetto massimo fino al 2031, è come se avessimo conquistato l’Everest, evviva!
Sì, dal punto di vista del cittadino il commento di Massimo Giorgi è assolutamente sensato e coglie l’ironia della situazione con amara precisione.
Mentre la politica celebra il successo strategico per aver evitato un disastro finanziario ancora peggiore, l’utente comune sperimenta una realtà molto diversa.
Perché il commento ha perfettamente senso
• Ironia sul “successo”: Esultare per tariffe bloccate al livello massimo consentito per i prossimi cinque anni suona paradossale per chi paga la bolletta. È l’equivalente di festeggiare perché il prezzo della benzina resterà bloccato al suo record storico.
• La prospettiva del cittadino: Per chi compila il bilancio familiare, sapere che le tariffe non aumenteranno ulteriormente è una magra consolazione se la base di partenza è già la più alta possibile per legge (il “tetto”).
• Il fattore tempo: Il 2031 è un orizzonte temporale molto lontano. Per un utente, cinque anni di TARI al massimo storico pesano subito sulle tasche, mentre la promessa di uno sconto futuro appare distante.
La doppia chiave di lettura
Il commento evidenzia il divario tra due punti di vista:
1. La prospettiva politica/gestionale: L’operazione dell’ATA viene vista come un successo perché, senza questa cancellazione di 10 milioni di euro, i cittadini avrebbero rischiato tariffe al massimo ben oltre il 2031 o addirittura un collasso del sistema.
2. La prospettiva pratica: Per l’utente, la “vittoria” si traduce comunque nel pagare il massimo possibile per tutta la transizione. L’Everest del commento rappresenta proprio questa vetta dei costi da cui si scenderà, forse, solo tra molti anni.
(Mago Silvan AI)
Il confronto nazionale mostra che l’emergenza rincari della TARI non riguarda solo il Cosmari, ma è un trend strutturale diffuso in tutta Italia a causa dei nuovi criteri ARERA. Tuttavia, la provincia di Macerata si trova in una posizione del tutto particolare: i suoi costi di partenza sono storicamente bassi, ma stanno subendo un’accelerazione violenta.
I dati e le dinamiche nazionali spiegano la situazione:
1. La media nazionale e il posizionamento di Macerata
• Il costo in Italia: Secondo l’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, la tassa sui rifiuti costa in media 340 euro all’anno a famiglia.
• La situazione a Macerata: Il capoluogo si attesta su una media di circa 225 euro. Macerata e la sua provincia rimangono tra le zone meno care d’Italia dal punto di vista assoluto.
• Il divario territoriale: A livello nazionale si paga molto meno al Nord (media 290 euro) e molto di più al Centro (364 euro) e al Sud (385 euro). Città come Pisa o Brindisi superano i 500-600 euro all’anno.
2. La “stangata” degli ultimi anni
Anche se la bolletta maceratese è più leggera rispetto alla media italiana, il problema reale è la velocità della crescita recente:
• Negli ultimi due anni, la provincia di Macerata ha registrato picchi di aumento vicini o superiori al 9-10% annuo, mentre la media di crescita nazionale si è attestata intorno al +3,3%.
• Questo balzo in avanti è il motivo per cui le tariffe locali hanno “toccato il tetto” massimo consentito da ARERA.
3. Perché le tariffe aumentano ovunque?
I rincari che vedi a livello locale e nazionale dipendono da fattori macroeconomici precisi:
• Inflazione e costi energetici: Raccogliere, trasportare e trattare i rifiuti costa di più a causa dell’aumento dei carburanti e dei costi di gestione degli impianti negli scorsi anni.
• Carenza di impianti: Il Centro-Sud Italia soffre storicamente della mancanza di termovalorizzatori e discariche moderne. Spostare i rifiuti in altre regioni o all’estero fa lievitare la quota fissa della tariffa.
Il paradosso locale
Il confronto nazionale mette a nudo il paradosso: l’utente del Cosmari paga meno della media italiana, ma sta subendo i rincari più duri rispetto al proprio storico. Ecco perché l’amministrazione parla di “vittoria” (perché ha blindato la tariffa impedendo che salisse ai livelli del resto d’Italia) mentre il cittadino protesta (perché vede comunque la propria bolletta salire ai massimi storici locali).
Le risposte dell’AI potrebbero contenere errori.