Prima l’aggressione alla madre,
poi il suicidio in mare:
arrestato il pusher che gli cedette la droga
L'INCHIESTA dei carabinieri è nata dopo il ritrovamento del corpo del 20enne Riccardo Merkuri, di Pollenza al porto di Civitanova. Oltre alla droga il giovane arrestato, il 21enne Ayman Mahmoud Aly Elboushy, è stato trovato con due bilancini di precisione elettronici, due coltelli hashish e due cellulari

Il materiale sequestrato
di Alessandro Luzi
Otto etti di panetti di hashish nascosti in una borsa frigo: arrestato un 21enne. L’operazione nasce dal gesto choc di Riccardo Merkuri, 20 anni, di Pollenza, che ha aggredito la mamma e poi si è suicidato gettandosi in mare al porto di Civitanova. Fatto che risale a febbraio scorso e che ha dato il via all’indagine dei carabinieri della stazione di Pollenza, insieme a quelli del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Macerata, per capire chi quel giorno avesse venduto la droga al giovane.
L’inchiesta questa mattina ha portato all’arresto del 21enne, Ayman Mahmoud Aly Elboushy, residente a Macerata che ora deve rispondere per spaccio. Ora è ai domiciliari.
All’alba, erano circa le 6, è scattato il blitz dei militari. Insieme ad un’unità cinofila antidroga del Nucleo carabinieri cinofili di Pesaro, hanno eseguito un decreto di perquisizione nei confronti del giovane.
Nascosti all’interno di una borsa frigo, i carabinieri hanno rinvenuto 9 panetti sigillati di hashish, circa 880 grammi in tutto, due bilancini di precisione elettronici, due coltelli con lame intrise di hashish e due cellulari. Tutto il materiale e la droga sono stati sequestrati. Il pm di turno, Enrico Riccioni, per il giovane ha disposto gli arresti domiciliari nella sua abitazione in attesa dell’udienza di convalida che si svolgerà nei prossimi giorni al tribunale di Macerata.
L’arresto arriva dall’indagine che è scattata dopo il ritrovamento del corpo del 20enne Riccardo Merkuri nel porto di Civitanova, dopo che era stato visto buttarsi in mare.
Una sera di febbraio i carabinieri della stazione di Pollenza erano intervenuti d’urgenza in un’abitazione privata per una violenta lite in famiglia. L’allarme era stato lanciato dal padre del 20enne, avvisato da una vicina di casa che aveva sentito delle urla strazianti provenire dall’appartamento. Lì era in corso una lite tra la moglie e il figlio. Una volta rientrato a casa, l’uomo ha scoperto la moglie riversa sul pavimento del bagno, priva di sensi e con il volto interamente coperto di sangue.

I carabinieri, arrivati immediatamente sul posto, hanno accertato che la donna era stata aggredita dal figlio. Il violento raptus era scaturito subito dopo che il padre si era temporaneamente allontanato da casa. Una lite che per gli inquirenti era nata dopo che il giovane aveva assunto droga. A seguito del pestaggio, il 20enne si era dileguato a bordo della propria auto, rendendosi irreperibile.

Le ricerche al porto di Civitanova del 20enne
La donna, soccorsa dai sanitari del 118, era stata trasportata d’urgenza in “codice rosso” in ospedale e successivamente ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale di Macerata. Due giorni dopo il giovane è stato trovato morto nelle acque del porto di Civitanova. Lì qualcuno aveva visto il 20enne tuffarsi in mare.

Riccardo Merkuri
All’interno del porto, il personale del nucleo subacqueo dei vigili del fuoco, insieme ai militari del Nucleo radiomobile della locale Compagnia Carabinieri e della Capitaneria di Porto, aveva individuato e recuperato sul fondale dello specchio d’acqua davanti al molo sud il cadavere del ragazzo. Secondo la versione degli inquirenti, subito dopo il drammatico litigio e l’aggressione alla madre, si era diretto verso la banchina per poi lanciarsi in acqua.
Intanto i carabinieri hanno proseguito le indagini per scoprire chi avesse venduto la droga al giovane. Gli elementi raccolti hanno permesso alla procura di Macerata di emettere un primo decreto di perquisizione nei confronti di un 20enne residente a Macerata, ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti correlata ai quei fatti. Nel corso di quella prima operazione, i militari avevano sequestrato 3 telefoni cellulari, un bilancino di precisione e ulteriori 1,552 grammi di hashish.
In un secondo momento le indagini si sono concentrate sul 21enne, oggi arrestato e messo ai domiciliari. Il giovane è assistito dagli avvocati Paolo Morena e Valentina Romagnoli.
(Ultimo aggiornamento alle 15)
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Dio, quanti drammi causa la droga, quante morti, quanti ragazzi con il cervello spappato dalla sola cannabis attualmente in commercio, quanti suicidi indotti dalle fasi down delle droghe eccitanti, quante tragedie, quante famiglie distrutte, quanti omicidi, quanti infarti e ictus di quarantenni causati dalla cocaina, quanti incidenti stradali a 150 km all’ora!
E le Marche, in questo dramma collettivo, in questa epidemia sociale, sono in prima fila, come sottovalutazione da parte delle agenzie educative (istituzioni, famiglie, scuola, chiesa) e da parte delle stesse istituzioni, che continuamente minimizzano il problema e la presenza aggressiva sul territorio di tutte le mafie italiane e straniere dedite al traffico e allo spaccio di droga.
Le Marche, dove il consumo inizia a 11-12 anni, sono la prima regione italiana come tasso di mortalità per overdose.
Viva le Marche, isola felice (sì, ma per i trafficanti e gli spacciatori)!
Pensiamo alle tante denunce che rimangono inevase perchè non c’è personale per le investigazioni da parte delle forze dell’ordine, alle tante richieste di deleghe per le indagini che rimangono inevase o vengono immotivatamente negate, alle tante case del crack che vengono ignorate come se fossero fissazioni di qualche condomino, ai tanti luoghi di spaccio da tutti conosciuti che non vengono attenzionati, alle tante sentenze stupefacenti, in cui si cerca ogni cavillo per diminuire la responabilità e la pena dei pochi (rispetto a quanti spacciano) pusher fermati e infine processati.
Bisognerebbe parlare anche di casi inquietanti, come quello di Rogoredo, in relazione al quale c’è una novità importante: https://www.rainews.it/articoli/2026/06/lagente-carmelo-cinturrino-in-carcere-per-lomicidio-di-rogoredo-e-stato-destituito-dalla-polizia-4e63e984-b93b-4e5d-9177-4e121ae9f2f7.html