Delitto Pennesi, il 62enne morto dissanguato
I vicini hanno parlato con la fidanzata:
«Ci ha detto “Marco è in ospedale”»

OMICIDIO A CIVITANOVA - L'uomo è stato ucciso questo pomeriggio (l'ipotesi è tra le 14 e le 15). E' stato accoltellato ad un braccio e aveva delle lesioni al capo: due ferite che sarebbero state inferte con un corpo contundente. Sospettata del delitto è la compagna, che in serata è stata portata in commissariato. La famiglia che vive nella stessa palazzina ha detto di aver sentito delle grida e di essere salita a controllare. Analizzate le telecamere: nessuno era entrato nello stabile

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Le ricerche a Civitanova dentro i sacchetti vicino alla casa

di Laura Boccanera (Foto di Alessandro Panichelli)

È morto dissanguato Marco Pennesi, per una sola coltellata al braccio, emerge dai primi accertamenti, e a seguito di due colpi inferti con un arnese contundente al capo. La principale indiziata dell’omicidio del 62enne, è la compagna, presente all’arrivo della polizia nell’appartamento di via Matteotti a Civitanova. Solo a tarda notte, al termine dei rilievi della polizia scientifica si è iniziato a mettere qualche punto fermo sul delitto. La donna trattenuta per alcune ore sulla volante, intorno alle 22,30 è stata poi portata in commissariato.

marco pennesi omicidio civitanova

Intanto l’ora della morte, che risalirebbe tra le 14 e le 15, molte ore prima rispetto a quando è scattato l’allarme e la polizia è arrivata sul posto per svolgere gli accertamenti.

I primi a capire che qualcosa di brutto era accaduto sono stati i vicini di casa che abitano al piano inferiore. Si tratta di una famiglia pachistana che vive in affitto nell’appartamento di proprietà proprio di Pennesi.

marco pennesi

Marco Pennesi

La vicina ha raccontato alla polizia, pur in un italiano stentato, di aver sentito delle grida e dei colpi e di aver visto poi il sangue sulle scale. A quel punto ha chiamato anche il marito. L’uomo ha riferito di aver anche provato a suonare di sopra e che la donna avrebbe detto: “Marco è andato in ospedale” e che stava bene.

Non convinti da quella dichiarazione hanno cercato i familiari, prima il fratello di Marco che però non ha risposto, poi il cugino, che vive nelle vicinanze ed è proprietario dell’altra parte della palazzina di fronte allo chalet Hosvi.

omicidio civitanova marco pennesi - polizia

Solo quando il cugino è arrivato ed è entrato nell’appartamento ha trovato Marco in un lago di sangue. La compagna era ancora lì all’interno. Da quel momento in via Matteotti sono arrivati tutti, il 118, la polizia, la Scientifica, la Squadra mobile, i carabinieri e la polizia locale.

La compagna, principale indiziata dell’omicidio, all’arrivo delle forze dell’ordine è stata accompagnata all’interno di una volante non pienamente in sé. La donna infatti si è addormentata all’interno dell’auto della polizia ed è rimasta così per tutto il tempo dei rilievi da parte delle forze dell’ordine. Dalle telecamere gli inquirenti hanno però potuto accertare che nessuno è entrato all’interno della palazzina.

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Resta da chiarire il contesto entro il quale il delitto è maturato e per questo in queste ore si stanno ascoltando anche altre persone a loro vicine: lei, originaria dell’Abruzzo, viveva però a Civitanova Alta e da circa una settimana frequentava assiduamente la casa di Marco.

La posizione della donna al momento è al vaglio in attesa della conclusione dei primi accertamenti. La scientifica ha cercato all’interno della mansarda l’arma utilizzata e l’eventuale oggetto che ha provocato le due ferite alla testa.

omicidio civitanova marco pennesi - Enrico Riccioni e Riccardo Zenobi

Il pm Enrico Riccioni con il commissario Riccardo Zenobi

La notizia della morte di Marco Pennesi ha corso velocemente di bocca in bocca in città. Era molto conosciuto, tanti lo chiamavano “Marcozzi”: viveva da sempre in quella casa di proprietà che era stata prima del padre. Un passato turbolento il suo, costellato di fragilità e di qualche eccesso.

Grande tifoso della Roma, un passato segnato dalla tossicodipendenza e da alcuni fatti di cronaca, ma tutti oggi, appresa la notizia, si sono precipitati sotto casa ricordandolo come una persona buona, che non ha mai rinnegato le proprie responsabilità, che ha vissuto anche in solitudine, ma circondato comunque da tutti quei civitanovesi che non gli facevano mancare il saluto e l’amicizia.

 

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