Macerata sbarca su Disney+
col documentario di Stanley Tucci
CINEMA - L'attore ha realizzato nel capoluogo una parte di una puntata della docuserie della Bbc per National Geographic in cui racconta i piatti e le tradizioni di diverse regioni italiane

La visita di Stanley Tucci
di Mauro Giustozzi
Il piatto tipico dei vincisgrassi, l’Arena Sferisterio e l’Osteria dei Fiori. Per una Macerata che sbarca sulla piattaforma Disney+ in streaming per una puntata di “Tucci in Italy”, la docuserie della Bbc per National Geographic per in cui l’attore e regista statunitense Stanley Tucci racconta i piatti e le tradizioni di diverse regioni italiane.
A due anni dalla calata della troupe nelle Marche, che ha toccato Macerata il 26 luglio del 2024, ecco che le riprese ed i luoghi visitati sono diventati un documentario che è stato messo online sulla piattaforma Disney+ proprio in concomitanza con l’uscita nelle sale cinematografiche del sequel “Il Diavolo veste Prada” dove Tucci interpreta Nigel Kipling, il collaboratore di Miranda Priestly nei cui panni c’è la grande Meryl Streep.

Stanley Tucci con Letizia Carducci
Una concomitanza che sicuramente fa da traino al lavoro fatto da Stanley Tucci che ha toccato tante eccellenze marchigiane: oltre all’Arena Sferisterio ed ai vincisgrassi alla maceratese anche Campofilone, dove racconta la storia della famiglia Spinosi e dei celebri maccheroncini, il ristorante ‘Emilia’ nella Riviera del Conero, il caffè Meletti in piazza del Popolo ad Ascoli, il Palazzo Ducale di Urbino.

Iginia e Paolo Carducci, due dei tre fratelli ristoratori dell’Osteria dei Fiori, hanno avuto modo di ricordare l’esperienza avuta ed il piacere di accogliere una star internazionale come Stanley Tucci che ha avuto modo di apprezzare sia il piatto tipico dei vincisgrassi che altre specialità della gastronomia locale cucinate dalla chef Iginia Carducci mentre il fratello Paolo ha saputo consigliare i migliori vini del territorio all’attore ed alla troupe che sono stati accolti nel locale che si trova nel centro storico di Macerata.
Ma protagonista della visita allo Sferisterio dell’attore americano è stata soprattutto Letizia Carducci, sommelier e maitre di sala, addetta alle relazioni con il pubblico e con il personale, laureata in Scienze politiche all’Università di Macerata e poi in management e formazione dei sistemi turistici, che si è trasformata in autentico cicerone accompagnandolo sia nella visita della città che poi anche allo Sferisterio.

«Le riprese sono state effettuate due anni fa, poi montate ed ora vengono trasmesse dalla piattaforma Disney+ – dice Letizia Carducci – una produzione di altissimo livello quella che arrivò in città con uno staff di 25 persone, tre telecamere e due droni, che resterà in circolazione per i prossimi anni in tutto il mondo e questo ha un rilievo importante perché all’interno c’è tanta Macerata con le sue bellezze, i monumenti e anche la gastronomia. Il format è stato scelto in base a ciò che piace al pubblico inglese ed americano a cui si rivolge. Tra le sedi marchigiane scelte c’è stata anche Macerata con i suoi vincisgrassi e siamo stati prima segnalati e poi contattati come Osteria dei Fiori per raccontare sia questo piatto tradizionale che il territorio dove è nato.
Ci abbiamo tenuto che della nostra città emergesse nel mondo anche quello che è il monumento simbolo, l’Arena Sferisterio. Ho accompagnato personalmente Tucci e la troupe allo Sferisterio la cui bellezza ha portato poi la produzione del docufilm a costruire un filo che ha messo in evidenza anche la stagione lirica oltre ai vincisgrassi che rappresentano il piatto tipico della provincia.
Un docufilm che racconta le nostre Marche come un paesaggio legato all’agricoltura ed alla mezzadria. E devo dire che Stanley Tucci si è innamorato dei vincisgrassi, piatto cult della cucina maceratese».
La Macerata a livello Nazionale, viva, straviva si e’ Macerata Granne !!!
Beata Macerata Granne, perché nell’occhio delle telecamere di Disney+ sono la Via, la Verità e la Vita.
— E le scalette di v. E. RICCI.???
— Da 2 anni ANCORA CHIUSE.!!!
— DISPREZZO TOTALE per i residenti e gli utenti, costretti a lunghi giri, più volte al giorno.!!!
— Mandiamo un servizio fotografico, a Tucci.???
L’ho vista si tratta veramente di un documentario tanto tanto fatto bene è interessante che rende onore alla nostra regione
26 luglio 2024, Calata della Troupe di Disney+, sembra già di vedere questa data scolpita nella Storia delle Marche.
Uno sbarco praticamente paragonabile a quando il 27-28 gennaio 1949 il celebre divo hollywoodiano Tyrone Power sposò l’attrice Linda Christian nella Chiesa di Santa Francesca Romana a Roma, segnando l’inizio dell’epoca definita “Hollywood sul Tevere”.
Bellezze ridotte a ricette di cucina!
IL MIRACOLO DI MACERATA: VACANZE MARCHIGIANE!
In-cre-di-bi-le! Quello che è successo resterà scolpito per sempre, altro che le tavole della legge! È arrivata la troupe di Disney+, proprio loro, quelli dell’America, quelli che sanno come si sta al mondo! E c’era lui, Stanley Tucci, un divo che pareva un santo sceso dal cielo della bachelite, con un vestito che luccicava più del marmo bianco dell’Altare della Patria appena tirato a lucido!
Vacanze Marchigiane? Ma molto di più!
Sembrava di stare dentro a un film di quelli belli, di una volta, quando Tyrone Power sposò quella bella attrice e Roma divenne la capitale del mondo. Ecco, Macerata è diventata la Hollywood del Chienti! Lo sbarco di Tucci è stato come lo sbarco sulla Luna, ma con più stile e meno polvere.
L’ho visto, sapete? Ha guardato un nostro vicolo e ha sorriso. Ha sorriso! In quel momento ho capito che tutto il martirio di noi provinciali, tutte le fatiche per rammendare la nostra vita quotidiana, avevano finalmente un senso. Se lo dice Disney+, allora siamo diventati Number One pure noi!
È l’inizio di un’epoca, cittadini! Prepariamo le fasce tricolori, perché da oggi non siamo più soli. Siamo dentro al documentario, siamo dentro alla Storia con la “S” maiuscola, quella che si guarda sul divano con l’abbonamento mensile!
(Entusiasmo di Sira la Sferisterica, l’AI col foulard di seta e il decoder sempre acceso su Disney+)
IL SOGNO DI IOLANDA: UN “WHAT ELSE” SUL CHIENTI
Nazzarè, m’hai da scusà, ma m’è scappata la lacrimuccia pure a me, che so abituata a piallà la sfoja pure quanno tira la tramontana. Vardà Stanley che se vardava lu vicolo nostro come se fosse la cappella Sistina… m’ha rammendato il cuore. Che carisma, che pulizia, pareva un figurino.
Ma io lo dico sempre all’amiche mia, mentre sbrigamo spesa: se è venuto Stanley, prima o poi deve sbarcà pure l’altro. Quello col sorriso che ghermisce pure le pietre del selciato. Sì, proprio lui… George. Immaginatelo, Nazzarè, che parcheggia la decappottabile davanti allo Sferisterio, se toje l’occhiali da splendido e me varda dritto negli occhi.
‘Iolà, me dice con quella voce che squarcia le tenebre, ‘un piattino de tagliolini fatti col micio?’. E io lì, pietrificata dall’emozione ma con la mano ferma, a spadellà cuscì forte che il rumore se sente fino a Los Angeles.
Perché sognà non costa gnente, Nazzarè, e noantri semo fatti cuscì: lavoramo in silenzio, rammendamo la vita ogni giorno, ma sotto sotto lo sapemo che se George se magna la galantina nostra, sul Lago de Como ce torna solo per chiude le persiane e traslocà da queste parti. Saremmo Number One pure per lui!”
(Sogno di Iolanda la SpadellAI, col grembiule di lino crudo, la padella di ferro pesante e l’abbonamento a Disney+ pagato col resto della spesa di Nazzareno.)
…Massimo, perdona la mia ignorantaggineria, ma se è arrivata la Disney, allora, cosa vuol dire, che Macerata è diventata una specie di Paperopoli!!? Mah!!! Scusami, sai, ma qui, tra Papallopoli e Paperopoli, non mi ci raccapezzo più, ahimè… gv
O Princisgrassi, o tu, antico e grasso principe delle lasagne marchigiane, tu che nel secolo decimottavo già facevi luccicare le stoviglie di casa Nebbia con quel tuo biancore d’avorio lardoso e tartufato, tu che non ti degradasti mai alla plebea rossura del pomodoro plebeo! Tu, che discendi per linea retta dal princisgras maceratese, tu che conservi ancora nelle tue viscere l’aroma nobile del prosciutto di montagna e del tartufo bianchetto che odorava di bosco umido e di nobiltà terriera, mentre i tuoi degeneri pronipoti vincisgrassi si son dati al rosso volgare delle conserve industriali e alle rigaglie tritate di secondo ordine, oh! come ti elevi, sublime e intemerato, al di sopra di quella marmaglia stracotta che oggi osano chiamare con il tuo stesso nome storpiato!Che cosa sono mai questi vincisgrassi moderni, se non un pasticcio ibrido, un compromesso storico tra la lasagna emiliana e il ragù da osteria, un’accozzaglia di besciamella anemica e di interiora che han perduto ogni memoria gentilizia? Essi, che si son fatti democratici, che han accolto il pomodoro come un forestiero qualunque, che han sostituito il tartufo con funghi porcini di bosco comunale, essi che si son fatti vinci (quasi a omaggiare chissà quale generale austriaco o prussiano di passaggio), mentre tu, o Princisgrassi, restavi fedele al tuo nome di grasso principe, di princeps lardoso, di sovrano incontrastato della tavola maceratese!Nel tuo strato tu hai il candore del latte appena munto e la nobiltà del tartufo che sa di terra umbra e di segreti signorili; nei vincisgrassi invece domina il rosso sanguinolento del sugo di scarto, il plebeo trionfo della cipolla soffritta e del pomodoro che sa di latta. Tu sei sinfonia bianca e bruna, loro sono canzonaccia stonata di pommarola e rigaglie tritate. Tu richiedi almeno sette sfoglie sottili come ostie consacrate; loro si accontentano di quattro o cinque lasagne spesse come suole di scarponi.O Princisgrassi, tu sei la cognizione del sapore! Tu sei la memoria storica della cucina marchigiana prima che la Rivoluzione industriale e il turismo la guastassero con le loro mani unte di democratismo culinario. Tu sei l’aristocrazia del forno, mentre i vincisgrassi sono la repubblica del tegame, la triste uguaglianza di tutti gli strati sotto la medesima crosta bruciacchiata.Perciò io canto te, o antico Princisgrassi, e ti proclamo superiore per diritto di nascita, per densità di besciamella, per profondità di tartufo, per maestà di prosciutto, e per quella ineffabile, quasi metafisica, grassezza principesca che i moderni, ahimè, hanno perduto per sempre.E chi non è d’accordo… ebbene, che si contenti del suo vincisgrassi annacquato. Noi, fedeli alla stirpe, restiamo al bianco nobile, al grasso antico, al principe che non si è mai fatto chiamare vinci. Gloria ai Princisgrassi!
Abbasso la repubblica del ragù!
T’illumino d’immenso, Giuseppe: Sugodipaperopoli.
…il lumino, Massimo (lo fa capire anche il nome), è una piccola lampada, spesso fatta di cera con uno stoppino, che si mette davanti a immagini sacre, ma anche ‘pagane’, e che non fa un’immensa luce, ovvio, quindi per riuscire a veder bene cosa si illumina, bisogna avvicinarsi molto a quel che si vuol vedere. Ecco, non so se mi sono spiegopallato…Per il sugo, invece, opterei per un buon sugo di carne di cinghiale, ma senza frattaglie, però, poiché poi con le interiora, sentirei un sapore troppo forte e non riuscirei a sopportarlo, oramai… gv