Assalto all’Abbadia (Foto)
FESTA - Camper, picnic, partite di pallavolo, mountain bike e sonnellini sui prati: il Primo maggio all'Abbadia di Fiastra resta imperdibile

di Francesca Marsili
“Ora et labora”, dicevano i monaci cistercensi che fondarono l’Abbadia di Fiastra. Oggi, nella festa dei lavoratori, la moltitudine di gente che l’ha scelta per festeggiare il Primo maggio lo ha fatto per trascorrere una giornata a pieno contatto con la natura.
Fin dalle prime ore, le strade che portano alla Riserva naturale si sono animate di un corteo allegro e variopinto: famiglie con passeggini e zaini carichi di buon cibo, comitive di amici con le coperte arrotolate sottobraccio, coppie in moto arrivate dai quattro angoli delle Marche, camper ordinati in fila nell’apposita area sosta.

Un pellegrinaggio spensierato verso uno dei luoghi più iconici e amati della provincia di Macerata. Sui prati intorno all’abbadia, c’era un patchwork di tovaglie, asciugamani e tappetini. La riserva, abituata al silenzio dei suoi boschi, oggi si è ritrovata ad ospitare una festa spontanea, allegra, easy, come si conviene al primo maggio.
C’è chi ha fatto picnic sul prato, chi ha arrostito sui barbecue improvvisati, tanti i bambini a giocare sui prati e poi la musica: oltre ai cestini del picnic, in tanti hanno pensato di portarsi dietro anche gli strumenti musicali. Chitarre acustiche appoggiate agli alberi, altri a percussione attorno ai quali gruppi di amici si sono accerchiati dopo il pranzo.

Altri hanno improvvisato una partita di pallavolo. Non sono mancati gli irriducibili della tintarella: nonostante una temperatura non proprio “scottante”, diversi hanno sfilato la t-shirt per essere baciati dal sole, che ha comunque brillato generoso per tutta la giornata. Non tutti hanno scelto il dolce far niente distesi sull’erba.

C’è chi il Primo Maggio lo ha voluto vivere in movimento. Intere famigliole hanno inforcato le mountain bike, per snodarsi nei percorsi della Riserva. Altri hanno scelto di salire a cavallo nel maneggio poco distante, e passeggiare lentamente in sella tra i boschi di cerri e roverelle.











Alla faccia del calo demografico.