
La musica entra in sala operatoria, accompagnando medici e pazienti in un percorso che unisce scienza e suono. Dalle neuroscienze alla chirurgia, fino alla sala parto, il potere terapeutico delle note diventa oggetto di studio e confronto tra specialisti, con l’obiettivo di capire come il suono possa influenzare concentrazione, performance e benessere.
È il cuore del convegno “La musica in sala operatoria. Evidenze scientifiche e prospettive multidisciplinari”, in programma sabato all’hotel Horizon di Montegranaro. L’iniziativa, organizzata dall’Ast Macerata riunisce medici, infermieri, psicologi e professionisti sanitari in una giornata di approfondimento che intreccia ricerca, pratica clinica e innovazione.
Il programma si articola in due sessioni principali. La prima, dedicata all’ambiente sonoro e al team operatorio, affronta il rapporto tra cervello e musica, l’impatto degli stimoli sonori durante gli interventi e il ruolo del ritmo nella concentrazione e nella performance. Spazio anche a una lettura magistrale di Emanuele Frontoni sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto del prompting musicale e alla misurazione degli effetti.
La seconda sessione, intitolata “Il suono che cura”, entra nel vivo degli effetti clinici della musica: dal suo utilizzo in ambito perioperatorio all’influenza durante il parto cesareo, fino ai benefici della musicoterapia nella pratica chirurgica. Il congresso, presieduto dal dottor Mauro Pelagalli conla collaborazione delle dottoresse Elisabetta Garbati e Silvia Battistoni ha come relatori, tra gli altri, Stefano De Luca, Willy Giannubilo, Mauro Pelagalli, Cesare Carlucci, Luciano Minestroni, Michele Paniccia, Andrea Compagnucci, Emilio Giorgetti, Maurizio Belletti, Filiberto Di Prospero, Alberta Anna Conte, Stefano Cecchi.
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