«Cittadella sanitaria,
un percorso che continua:
lavoro di cui vado molto fiera»

TOLENTINO - L'apertura dell'ambulatorio diurno per l'ex assessora Flavia Giombetti è motivo di orgoglio: «Dismettere i container fu un atto di dignità per le persone, oggi c'è chi raccoglie i frutti di un lungo percorso»

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Flavia Giombetti

Flavia Giombetti

di Francesca Marsili

Nel 2023 la chiusura dell’area container di via Colombo di Tolentino voluta dall’ex assessore alla Ricostruzione Flavia Giombetti. Lì, proprio a seguito di quella scelta, la comunità ora trova risposte ai propri bisogni di salute nella cittadella sanitaria.

L’apertura dell’ambulatorio straordinario diurno per fronteggiare la carenza dei medici di base, è per Giombetti motivo per rivendicare quella scelta: «La chiusura dei container è stata un atto di restituzione di dignità alle persone e una scelta strategica per il futuro della sanità cittadina, individuando con responsabilità l’area più adatta per la delocalizzazione dell’ospedale».

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La cittadella sanitaria

Una decisione figlia di una visione senza la quale la cittadella sanitaria non sarebbe stata possibile. Esattamente tre anni fa, nell’aprile 2023, la dismissione dei moduli abitativi al termine dell’emergenza post sisma del 2016. Un’azione non semplice, che ha portato l’ex assessore anche ad essere minacciata di morte. L’apertura, martedì, dell’ambulatorio straordinario diurno in quel presidio allestito in attesa della costruzione del nuovo ospedale cittadino, per l’ex assessore è «un percorso che continua». Ripensa all’iter che ha portato dalla delocalizzazione dell’ospedale alla nascita della cittadella sanitaria, avviato con la chiusura dei container, una decisione necessaria anche per una nuova fase della sanità sul territorio.

tolentino Cittadella Sanitaria

«Sono stati anni complessi – spiega – fatti di responsabilità, passaggi delicati e lavoro condiviso tra più istituzioni e professionalità ed è per questo che sento il bisogno di ringraziare l’Ast Macerata e tutti coloro che, con impegno costante e spesso silenzioso, hanno contribuito a costruire questo percorso. Non è stata una strada facile, esposta a forti pressioni personali e istituzionali». «Ci sono decisioni che hanno un costo, anche personale e politico e i cui risultati spesso vengono raccolti da altri – aggiunge riferendosi al sindaco Mauro Sclavi, che l’ha cacciata dalla giunta nel febbraio dello scorso anno -. La responsabilità di chi amministra si misura proprio nel fare ciò che è giusto anche quando non conviene». Le sue parole suonano come un bilancio orgoglioso di un mandato, interrotto a metà: «Ci sono risultati che non nascono in un giorno e che si costruiscono nel tempo – conclude Giombetti-. Quando arrivano, raccontano sempre una storia più grande di chi li annuncia. Il tempo distingue tra chi ha deciso e chi ha solo raccontato, ma di quel lavoro sono profondamente fiera».

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