Cade la porta dello spogliatoio,
«incidente sfiorato in palestra,
non serve fortuna ma manutenzioni»
MONTE SAN GIUSTO - E' successo ieri sera: nella stanza c'erano bambini tra i 6 e gli 11 anni, ma nessuno è rimasto ferito. Centro Destra Sangiustese all'attacco: «Si poteva e doveva prevenire. E anche l'uscita di emergenza dà segni di cedimento»

La porta dello spogliatoio danneggiata
Incidente sfiorato ieri sera alla palestra comunale di Monte San Giusto, quella utilizzata quotidianamente anche dagli alunni dell’Istituto comprensivo Lotto: la porta di uno spogliatoio è crollata mentre all’interno erano presenti bambini tra i 6 e gli 11 anni. Solo il caso ha voluto che nessuno si trovasse sulla traiettoria della caduta.
A far emergere la vicenda è il Centro Destra Sangiustese. «Non possiamo continuare a chiamare “fortuna” ciò che dovrebbe essere garantito da manutenzione, prevenzione e responsabilità amministrativa – afferma il gruppo di opposizione – oggi, guarda caso, verrà riparata. In ambienti umidi come spogliatoi e aree docce, l’umidità non perdona. Le porte in legno pressato con interno in cartone sono state installate qualche anno fa, non 20 e come abbiamo visto, si gonfiano, si deformano e non rispettano i requisiti igienico‑sanitari richiesti. Le normative tecniche parlano chiaro: servono materiali resistenti all’umidità, stabili e sanificabili. Queste scelte possono generare responsabilità personali, forniture di materiale inadeguato, può configurare un danno erariale e profili di colpa per mancata sicurezza. Che dobbiamo fare, chiedere danni alle imprese che hanno eseguito i lavori qualche anno fa?».
L’incidente sfiorato, però, porta la minoranza a sollevare un’altra questione. «L’uscita di emergenza che consente l’esodo dagli spogliatoi non si apre correttamente, è fissata male e dà segni di cedimento – aggiunge il Centro Destra Sangiustese – un episodio più volte segnalato dai genitori e dalle associazioni sportive. Il Comune non ha mai risposto, né è intervenuto prima che il pericolo diventi un incidente. Ancora una volta, come già accaduto nel caso dell’intossicazione da monossido di carbonio a Campiglia (leggi l’articolo), questa amministrazione non previene: interviene solo dopo che il danno è avvenuto. La giurisprudenza è chiara: la mancata manutenzione è responsabilità diretta dell’ente proprietario. Non basta riparare dopo: la legge impone di prevenire. Ci aspettiamo che questa volta non ci sia la stessa comunicazione con il disegnino da fiaba dell’asilo e la voce “problema” per parlare di un incidente che si poteva prevenire».
Chi è che chiama ciò fortuna? Poi dall’occhiello si comprende che l’amministrazione è di sinistra.