Mattatoio, l’allevatore Marcolini vince l’asta.
Parcaroli: «Notizia positiva per il territorio»
Perticarari: «Il Comune doveva partecipare»

MACERATA - Presentata una sola offerta dopo una decina di tentativi a vuoto negli anni. Il primo cittadino: «Non siamo riusciti ad attivarci in tempo utile per il mutuo e avevamo chiesto un rinvio. L’importante è risolvere un problema e questo sta avvenendo grazie alla nostra sollecitazione e al coinvolgimento di un qualificato imprenditore». Il consigliere del Pd: «Il sindaco dovrebbe dimettersi. Clamorosamente disattesa la volontà dell’assise»

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Ex-Mattatoio_FF-4-650x434di Luca Patrassi

Aste a vuoto per diverso tempo ed oggi finalmente l’esito positivo. Aggiudicata l’asta per la vendita del mattatoio di Villa Potenza, a Macerata, e di un terreno limitrofo: una sola l’offerta, quella presentata dall’imprenditore Ilario Marcolini, titolare di una azienda agricola di rilievo nazionale e proprietario del più importante allevamento di bovini di razza marchigiana.

Definita dunque una procedura che aveva già visto una decina di aste immobiliari a vuoto: la procedura fallimentare era partita nel 2015, il primo tentativo di vendita risale al 2022 a un prezzo fissato a poco meno di 3,5 milioni di euro. Ieri l’ultima asta, la base era nel frattempo scesa a 525mila euro con offerta minima fissata a 394mila euro e su quell’importo è arrivata l’offerta dell’imprenditore maceratese.

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Il sindaco Sandro Parcaroli

Dopo l’annuncio del sindaco Sandro Parcaroli, e il voto di un atto in Consiglio comunale, ci si attendeva l’offerta del Comune ma questa non c’è stata: secondo il primo cittadino non ci sono stati i tempi tecnici per partecipare all’asta (il Comune aveva chiesto un rinvio) e per accedere ad un mutuo. Fin qui i fatti. Il dato sicuro è che la proprietà dell’immobile e del terreno circostante è passato, o sta per passare, di proprietà. Ilario Marcolini ha formalizzato l’offerta, la gara è stata aggiudicata ed ora si tratta di attendere per il versamento dell’intera cifra indicata nell’offerta e per il decreto di aggiudicazione. Poi si vedrà.

Intanto bocche quasi cucite sul fronte Marcolini. Dall’imprenditore arrivano per ora poche parole, la conferma della partecipazione all’asta e un «Vedremo, ora non lo so» alla domanda sul futuro utilizzo del bene acquistato. E’ anche vero che c’era il timore della chiusura del mattatoio di Villa Potenza e l’azione dell’imprenditore sembra scongiurare il timore della cessazione dell’attività. Il commento del sindaco Sandro Parcaroli: «La notizia è l’avvenuta aggiudicazione dell’asta. Il Comune non ha partecipato perchè non è stato possibile attivarsi in tempo utile per l’asta attivando il mutuo, a questo fine avevamo chiesto il rinvio: comunque l’importante è risolvere un problema e questo sta avvenendo grazie alla nostra sollecitazione e al coinvolgimento di un qualificato imprenditore del nostro territorio».

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Andrea Perticarari

Diverso il pensiero del consigliere comunale del Pd Andrea Perticarari: «Parto dalle conclusioni, perché quanto accaduto è talmente grave da non consentire giri di parole. In seguito a questa vicenda, un sindaco dotato anche solo di un minimo di schiena dritta, amor proprio e senso di responsabilità verso la comunità maceratese che lo ha eletto non potrebbe che rassegnare immediatamente le proprie dimissioni. Il 16 dicembre 2025 il sindaco Sandro Parcaroli presentava un emendamento al Dup finalizzato – a suo dire – alla salvaguardia dell’attività di macellazione locale gestita dal Cozoma. Con tale emendamento si chiedeva al Consiglio comunale l’autorizzazione a contrarre un mutuo pari a 525.600 euro destinando l’intera somma alla partecipazione all’asta giudiziaria del 15 gennaio 2026 per l’acquisto dell’immobile del mattatoio. Durante la discussione in aula, esponenti di primo piano della maggioranza confermavano pubblicamente la bontà e la necessità dell’operazione. La delibera veniva votata all’unanimità, configurando una chiara volontà politica e amministrativa del Consiglio comunale. Volontà che, nei fatti, è stata clamorosamente disattesa.

All’asta tenutasi stamane il Comune – nonostante un atto deliberativo valido, efficace e approvato all’unanimità – non ha nemmeno partecipato. Un’assenza che non può essere liquidata come una svista o un contrattempo tecnico, ma che rappresenta una gravissima violazione del rapporto di fiducia tra organo esecutivo e Consiglio Comunale. L’immobile diventerà ora proprietà di un soggetto privato, con la conseguente perdita definitiva di qualsiasi capacità di indirizzo pubblico su un’infrastruttura strategica. Oltre alla figuraccia istituzionale – della quale il sindaco dovrà dare puntuale e pubblica giustificazione – siamo di fronte a un danno concreto per la città, privata di un’opportunità che il Consiglio Comunale aveva espressamente e responsabilmente deciso di cogliere. Qualora siano stati avviati atti propedeutici all’accensione del mutuo deliberato (istruttorie, impegni di spesa, costi finanziari, consulenze o oneri accessori), senza che l’Amministrazione abbia poi dato seguito all’atto principale per cui tali spese erano state autorizzate, si profilano con estrema chiarezza tutti gli elementi tipici del danno erariale».

 

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