
Il Comune di Macerata
Due numeri possono bastare per evidenziare come funzionano le cose nei tempi moderni e non è solo, e non tanto, un problema di coloriture politiche. Quindicimila euro di fondi regionali a metà dicembre per “Letture maceratesi”, 1.500 euro di fondi comunali per l’edizione numero 57 della rassegna nazionale d’arte drammatica Angelo Perugini.
Sembra un numero che esprime una valutazione sull’operato di qualcuno ma in realtà dice – per usare un brand del generale Vannacci – che il mondo va al contrario. Numero di poco conto ma indica compiutamente come vanno le cose di questi tempi. Un paio di settimane fa la sala Cesanelli (speriamo che le voci non gli siano arrivate e comunque che non se ne sia avuto a male) ha ospitato la rassegna “Letture maceratesi” organizzata da una associazione lombarda e sostenuta da fondi regionali per 15mila euro per scelta dell’ex capogruppo regionale Fdi Simone Livi (i consiglieri hanno un budget di fondi pubblici da gestire a loro piacimento). La rassegna era stata aperta da un esponente di Casa Pound, Michele Iozzino, che ha presentato il suo libro “Ernst Junger. Il volto della tecnica”.
Con uno zero in meno si entra nel mondo dei finanziamenti comunali alle associazioni cittadine. All’albo pretorio in questi giorni c’è una delibera per la concessione di un contributo di 1.500 euro agli organizzatori della rassegna Perugini, rassegna che è un pezzo di storia della città e del teatro amatoriale italiano. Uno zero di differenza appunto con quelle “Letture Maceratesi” che, secondo lo sponsor politico, avrebbe portato la cultura maceratese a un livello europeo. Che dire? Nulla.
(l. pat.)
Rassegna Esplicita: 15mila euro per pochi intimi, unico pericolo la noia
Con un coordinamento di forze ampio sera scesi in piazza proprio a contestare questa scelta e lo stesso striscione riportava sinteticamente il significato dellarticolo: soldi ai fascisti, paga la democrazia!
La città dove amerai vivere e lavorare (ma non recitare) ipse dixit
Questi sono quelli di destra, soldi per amici, per la propaganda e per il loro orticello. Misera gente con misere vite.
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Un confronto che si commenta da solo!
1500 euro per la rassegna “Perugini” è una presa in giro, i 15000 euro per gli amici degli amici è un’ulteriore presa in giro
Che idee dissonanti,
già odiate eran state,
certo si tutte distanti,
da chi altre agognate,
s’era pur ormai capito,
‘strascicume’ è stantio,
non diventi anch’esso rito,
quel ch’è ormai borbottio;
che le idee son di tutti,
che vi piaccia o meno,
sia di belli che di ‘brutti’,
se no spargi tu veleno,
e veleno chi uccide,
non di certo il malvagio,
ma chi ahimè non coincide,
con chi cerca un sol plagio… m.g.
Non faccio i paragoni tra i due eventi anche perché i fondi hanno diversa origine, mi limito soltanto a dire che nell’attuale Amministrazione forse non hanno idea di cosa sia la cultura ed ignorano anche il valore di una manifestazione di artisti locali che ha alle spalle una tradizione consolidata. Se Futuro per Macerata avrà l’opportunità di amministrare la città il dialogo e la collaborazione con le associazioni maceratesi sarà costante per agevolare la loro attività, e non solo con i contributi ma anche con il supporto di idee, spazi pubblici e meno burocrazia.
Ode â Rassegna “Angelo Perugini”
O piccerella Rassegna mia cara,
tu ca nasciste a Macerata antica,
comm’ nu fiore semplice e sincero
into o teatro Lauro Rossi, luminuso e maggico.
Nun sì gran festa ‘e denare e ‘e splendore,
riceve sulo nu piccolo contributo,
comm’ na manna modesta d’ ‘o Comune,
e patrocini d’ ‘a Regione e Provincia,
ma isso basta pe campà,
pecché o vero amore nun ha bisogno ‘e oro.
Sponsor privati, banche e aziende bone,
incassi d’ ‘e biglietti d’ ‘o pubblico fedele,
tutt’ isso aiuta, ma o core resta umile:
tu sì na via piccolina ‘e passione pura,
ammore pe o teatro amatoriale,
ca nun cerca gloria, sulo ‘e servì.
Otto, dieci spettacoli ogni edizione,
apertura e chiusura fora concorso,
premiazioni ca fanno brillà l’uocchie.
Classici eterni, Goldoni, Pirandello,
Shakespeare rivisto cu riso e tenerezza,
De Filippo, Veber, Steinbeck profondo…
“Uomini e topi” ca tocca o cuore,
“Non ti pago” ca fa ridere e pensà,
“La cena dei cretini” brillante e arguta,
e Matteotti ca ricorda o sacrificio.
Compagnie d’ogni parte d’Italia,
amatori ma d’oro puro into l’arte,
testi ca impegnano, umoristici e sociali,
comm’ na rosa piccolina ca sboccia
sulo pe dà profumo â gente semplice.
A cinquantasettesima edizione,
dicembre duemilaventicinque,
s’è chiusa cu grande successo ‘e pubblico,
cu applausi ca salgono comm’ preghiere.
O Rassegna mia, tu m’ ‘nsegne
ca a santità d’ ‘a vita sta into o piccolo,
into o donarsi senza aspettà niente,
comm’ na bambina ca se affida â Dio.
Resta piccerella, resta umile e bella,
e o cielo d’ ‘o teatro t’abbraccerà eterno.
Gesù mio, benedici sta opera modesta,
falla fiorì comm’ na rosa into o giardino tuo,
peccché into o piccolo se nasconde o grande amore.
Amen.
Ciò che dovrebbe preoccupare non è solo la qualità delle decisioni prese, spesso discutibili o dannose, ma il paradosso per cui a ogni fallimento o scandalo corrisponde un aumento del consenso…
Che popolino siamo diventati..Il tifo lo abbiamo spostato dai tanti stadi ai pochi studi…
Qual è il colmo per l’Atene delle Marche? Per la risposta l’attuale amministrazione fornisce una miriade di possibilità. Purtroppo l’insulto subìto dalla Rassegna “Angelo Perugini” non è una barzelletta: da quelle file sono usciti attori come Franco Graziosi e Silvio Spaccesi; per quella rassegna hanno calcato il nostro palcoscenico le migliori compagnie teatrali amatoriali di tutta Italia. Grazie a quella rassegna (come grazie ad altre sparse sul territorio) i nostri teatri storici sono potuti sopravvivere e mantenersi attivi (e questo è il pregio incommensurabile del teatro amatoriale, molto spesso per niente inferiore per qualità a quello professionale).
Del resto, cosa aspettarsi da chi briga per finanziare quattro volte tanto i dj set e le castagnate?
Era l’Atene delle Marche, siòre e siòri.