Il dirigente dell’istituto Marco Polo
visita le scuole amiche in Cina
MORROVALLE - L'iniziativa ha voluto ripercorrere idealmente le orme del celebre esploratore veneziano per promuovere il dialogo culturale con le scuole della provincia di Taicang
Un viaggio che ha unito culture, abbattuto barriere e aperto nuove prospettive didattiche. È questo il cuore pulsante dell’esperienza vissuta in Cina dal dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo Marco Polo di Morrovalle Rosario Suglia insieme ad altre tre istituti del Maceratese: i comprensivi Regina Elena di Civitanova e il Vincenzo Monti di Pollenza e l’omnicomprensivo di San Ginesio.

Il gemellaggio con due scuole della provincia di Taicang, nei pressi di Shanghai, è il frutto del progetto “In viaggio con Marco Polo”, un’iniziativa che ha voluto ripercorrere idealmente le orme del celebre esploratore veneziano, promuovendo il dialogo interculturale e la cooperazione educativa. Grazie al prezioso supporto dell’associazione Via Soccer, il viaggio ha preso forma, trasformandosi in un’opportunità concreta di scambio e crescita.

Durante il soggiorno, la delegazione italiana ha avuto modo di visitare diverse istituzioni scolastiche di Taicang. Particolarmente sorprendente è stata l’importanza attribuita allo sport, elemento centrale nella formazione degli studenti cinesi, non solo come attività fisica ma come strumento di disciplina, socializzazione e benessere.
«Il viaggio ha incluso momenti di grande rilievo istituzionale – dicono dal Comune – l’incontro con il viceprovveditore della provincia scolastica, con i sindaci delle città ospitanti e con le autorità civili e scolastiche ha permesso di instaurare un dialogo diretto e costruttivo. Questi confronti hanno evidenziato una forte volontà di collaborazione e una sincera curiosità verso il sistema scolastico italiano. L’aspetto più significativo del viaggio è stato l’incontro con gli studenti cinesi. Attraverso attività condivise, scambi culturali e momenti di dialogo, si è creata una connessione autentica che ha superato le barriere linguistiche e culturali. I pregiudizi si sono dissolti, lasciando spazio alla scoperta reciproca e alla voglia di costruire insieme un futuro educativo più aperto e inclusivo. Le scuole coinvolte si sono impegnate a confrontarsi su metodologie didattiche, organizzazione scolastica e problematiche educative, con l’obiettivo di arricchire reciprocamente le proprie pratiche e visioni».