«Un consigliere non può essere sfiduciato,
Cesetti cercava una scusa per non parlare
del debito fuori bilancio»
MOGLIANO - La maggioranza punge sulla scelta dell'opposizione di lasciare l'aula per la mancata discussione sulla mozione contro Riccardo Castellani: «Hanno pure accusato il segretario di ingerenza per aver dato la sua interpretazione della norma: in realtà il problema erano quegli 83mila euro che ereditiamo dalla precedente amministrazione»

Fabrizio Luchetti, sindaco di Mogliano
«La richiesta fatta dalla minoranza non è stata accolta per il semplice motivo che un consigliere comunale non può essere destinatario di una mozione di sfiducia, invero riservata a sindaco e giunta». Parte da questo assunto la difesa della maggioranza dopo la plateale protesta dell’opposizione nel consiglio comunale di giovedì: i quattro consiglieri di minoranza avevano lasciato l’aula per il mancato inserimento della mozione di sfiducia al collega di maggioranza Riccardo Castellani, reo di aver “suggerito” un’interpretazione “flessibile” per la normativa Imu.
«Non è stata sufficiente la spiegazione tecnico-giuridica data dal segretario comunale, accusato di ingerenza nelle questioni politiche e addirittura di incompetenza, per distogliere la minoranza dalla propria determinazione di abbandonare l’aula consiliare – fa sapere la maggioranza in una nota – spiace constatare tanta tracotanza e tanta superficialità da parte di chi ha amministrato per anni. Il consiglio, responsabilmente, preso atto di ciò, ha dunque deliberato in assenza del gruppo di minoranza sui punti messi all’ordine del giorno».
Il vero motivo che ha spinto i consiglieri guidati dall’ex sindaca Cecilia Cesetti all’abbandono dell’aula sarebbe un altro, secondo la maggioranza. «Volevano evitare il confronto su un punto all’ordine del giorno decisamente scomodo per la minoranza: il riconoscimento di un debito fuori bilancio di oltre 83mila euro, che l’attuale amministrazione ha ereditato dalla precedente, guarda caso, guidata proprio da Cecilia Cesetti – continuano – il sindaco Fabrizio Luchetti, alla fine del consiglio, ha stigmatizzato la condotta del gruppo di minoranza, con sincero dispiacere, evidenziando che, al di là delle ovvie divergenze tra le forze politiche, una democrazia ha in ogni caso bisogno di un confronto costruttivo, pur sempre fondato sulle norme del nostro ordinamento giuridico. All’abbandono della minoranza fa da contraltare la numerosissima partecipazione di cittadini che hanno assistito al primo consiglio Comunale trasmesso in diretta streaming dal sito del Comune di Mogliano. Questo è il segno evidente che i moglianesi vogliono essere parte attiva della vita politica ma una parte di coloro che li dovrebbe rappresentare, evidentemente, non onora il proprio ruolo, preferendo fuggire dalle proprie responsabilità e sottrarsi al confronto, come già avvenuto in passato. Anche stavolta la minoranza ha perso un’occasione importante».
Consiglio, la minoranza esce dall’aula «Non è stata discussa la sfiducia per Riccardo Castellani»
Come correttamente riportato in questo comunicato, si tratta di un debito fuori bilancio di € 83.000,00. Ovviamente non si può parlare di costi aggiuntivi per i cittadini moglianesi.
La minoranza ha presentato al Consiglio Comunale un documento dal quale risulta che l’importo era dovuto contrattualmente all’IRCR per i servizi alla casa di riposo, ma non era stato inserito in bilancio, in quanto l’Ufficio contabilità non aveva rilevato l’importo liquidato dall’IRCR che comunque non aveva mai sollecitato il pagamento.
A seguito di questo disguido l’amministrazione dovrà comunque pagare quanto dovuto. Non vengono mai citate penali, quindi il costo a carico della collettività era ed è rimasto di € 83.000,00. Certamente si tratterà di un esborso finanziario non previsto, dovuto a un pagamento in ritardo (mi pare però senza sanzioni né interessi a carico dei cittadini).
A seguito della decisione presa dall’Amministrazione Luchetti di revocare il progetto per la realizzazione della nuova casa di riposo (dal valore di € 6,5 milioni), che avrebbe potuto partire lo scorso luglio, si prolungherà il pagamento dell’affitto della struttura di Urbisaglia (attualmente pari a circa € 8.000,00 al mese).
Il costo aggiuntivo a carico della collettività, ad oggi, è pari a € 96.000,00 (12 mesi × € 8.000,00). Ovviamente, per ogni mese che passerà fino all’avvio dei lavori di ristrutturazione di Santa Colomba, dovranno essere aggiunti ulteriori € 8.000,00.