Apre il gas e dice alla madre
di voler far esplodere i palazzo:
due anni per un 56enne

CIVITANOVA - L'imputato ha patteggiato al tribunale di Macerata. Era accusato di maltrattamenti nei confronti della mamma e di lesioni personali per un'aggressione alla figlia. E' difeso dall'avvocato Igor Giostra: «C’è stata una piena riconciliazione tra il mio assistito e la madre, dal punto di vista personale la vicenda si è chiusa nel migliore dei modi»

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tribunale-macerata-2-325x244di Alessandro Luzi

Apre i rubinetti del gas e minaccia di far esplodere il palazzo: 56enne patteggia a due anni, due mesi e dieci giorni. L’uomo, residente a Civitanova, era finito sotto accusa per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Ieri si è svolta l’udienza davanti al giudice Federico Simonelli del Tribunale di Macerata.

I fatti contestati dall’accusa, sostenuta dal pm Stefano Lanari, partono dal 2020 e sarebbero stati commessi tutti nell’abitazione della madre a Civitanova, dove i due vivevano. Il 56enne avrebbe più volte aggredito la donna per ottenere i soldi per acquistare droga o alcol. Durante i litigi, dice l’accusa, l’uomo avrebbe avuto degli scatti d’ira durante i quali avrebbe danneggiato porte, tavoli e specchi.

Una volta, ad agosto 2020, avrebbe aperto i rubinetti del gas dicendo che voleva farla finita e avrebbe minacciato di far saltare in aria il palazzo. L’accusa parla anche di spinte nei confronti della mamma e in diverse occasioni il 56enne le avrebbe chiesto dei soldi e, in caso di rifiuto, avrebbe minacciato di rompere tutto.

giostra

L’avvocato Igor Giostra

Poi si arriva a settembre 2024 quando, prosegue l’accusa, il 56enne per ottenere i soldi dal genitore avrebbe sfondato la porta della camera da letto e lì avrebbe preso 100 euro.

L’ultimo episodio contestato risale al 29 gennaio. Quel giorno, dice il pm, la mamma avrebbe chiamato sua nipote per far calmare il figlio.

Arrivata ad aiutare la nonna, il 56enne avrebbe aggredito sua figlia con un colpo sul viso e e diversi calci e pugni. L’uomo, continua l’accusa, avrebbe anche afferrato la giovane al collo provocandole delle lesioni con prognosi di 10 giorni.

Ieri l’imputato, difeso dall’avvocato Igor Giostra, ha patteggiato. «C’è stata una piena riconciliazione tra il mio assistito e la mamma. Dal punto di vista personale, per loro la vicenda si è chiusa nel migliore dei modi» ha detto il legale a margine dell’udienza.


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