«Una sala vuota costata 25mila euro»
Bufera sul contributo al premio Cesarini
CIVITANOVA - La consigliera Elisabetta Giorgini (Dipende da Noi) contesta la somma e le modalità dell'organizzazione: «Evento in un orario infelice di cui si è saputo poco o niente se non a posteriori, soldi pubblici spesi senza un reale ritorno per la città»

La platea durante l’evento di Zona Cesarini
«Dal Comune 25mila euro per una sala vuota: un evento di cui la città ha saputo poco o niente se non a posteriori, uno sperpero che non possiamo ignorare». Dipende da noi, attraverso la consigliera comunale Elisabetta Giorgini pone il problema del contributo assegnato dal Comune per il premio “Zona Cesarini”, manifestazione dedicata allo sport che ha richiamato a Civitanova tanti nomi del mondo del calcio, ma che ha avuto un’eco minima sulla popolazione.

Elisabetta Giorgini (Dipende da noi)
Semivuoto infatti martedì pomeriggio il teatro Rossini, cornice della manifestazione. «Apprendiamo con crescente sgomento dell’ennesimo evento organizzato dal Comune di Civitanova all’ultimo minuto – dice Giorgini – senza alcuna pubblicità, senza coinvolgimento della cittadinanza, senza trasparenza e, cosa ancora più grave, con un contributo economico pubblico di ben 25 mila euro. Il Comune ha infatti stanziato, con una delibera approvata appena dieci giorni prima dell’iniziativa, una cifra considerevole così suddivisa: 20mila euro in contributo economico diretto e 5.000 euro per la concessione del Rossini. Il tutto a favore dell’associazione Mia San Mia di Castelplanio, un evento di cui la città ha saputo poco o nulla, se non a posteriori e pochissimi cittadini hanno partecipato. L’iniziativa si è svolta nel primo pomeriggio, orario infelice e incompatibile con qualsiasi reale volontà di coinvolgere la cittadinanza. La sala, come era prevedibile, era vuota o quasi. Questo pone una domanda cruciale: perché spendere una cifra simile per un evento organizzato in questo modo?»

Tanti campioni dello sport sul palco per il premo Cesarini ma il teatro era semivuoto
Giorgini contesta la retribuzione dei finanziamenti, paragonandoli a quelli teatrali e a quelli per le politiche giovanili «a cui il Comune ha destinato in un anno appena 31mila euro – prosegue – ma ne spende 25mila per un “Gran Galà” di discutibile utilità pubblica, calato dall’alto e senza alcun ritorno visibile per la comunità. Ci chiediamo quale valutazione è stata fatta sul rapporto costi-benefici? A chi è servito realmente questo evento? Per capire l’ordine delle cose, analizzando il bilancio dei TdC per gli spettacoli teatrali vari nell’arco di un anno sono stati investiti 26.800 euro. Come movimento Dipende da noi riteniamo doveroso sollevare un dibattito pubblico sulla gestione delle risorse del Comune: ad esempio per sostenere il teatro amatoriale sono stati dedicati solo 183,72 euro, per le attività con le famiglie poco più di 1000 euro. Civitanova merita rispetto, non eventi vuoti e inutili spot».
(l. b.)
Per venire a vedere il Basso Bacino del Chienti, uno dei luoghi più inquinati d’Italia, con tassi di mortalità infantile altissimi, si deve spendere.
Poi, magari, se questi signori (compresa la signora consigliere comunale) si attivassero affinché venga iniziata la bonifica, che attende da trent’anni, sarebbe meglio.
La cultura è più importante dello sport!