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Quando l’orto è poesia,
un viaggio nel verde
del Colle dell’Infinito

RECANATI - L'appuntamento targato Fai e patrocinato dal Comune sarà il 4 maggio dalle 10 alle 19

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Orto-sul-Colle-dellInfinito-Recanati-MC_Foto-Lorenzo-Cicconi-Massi_2023_©-FAI-–-Fondo-per-lAmbiente-Italiano-650x433

L’Orto sul Colle dell’Infinito

Una domenica dedicata all’orto, circondati da “interminati spazi e sovrumani silenzi” del Colle dell’Infinito. Tutto questo nella seconda edizione di Hortus, l’evento targato Bene del Fai Fondo per l’Ambiente Italiano Ets. L’appuntamento, patrocinato dal comune di Recanati, è previsto per il 4 maggio dalle 10 alle 19 all’Orto del celebre “ermo colle”.

L’evento è dedicato alla riscoperta di una delle attività di cui si occupavano le clarisse dell’antico Monastero di Santo Stefano e che serviva alla sussistenza dell’intera comunità religiosa: la cura dell’orto. Durante la giornata, le colture, le tradizioni e le storie di questo luogo verranno raccontate al pubblico attraverso speciali visite guidate, incontri di approfondimento e dimostrazioni di antichi mestieri.

Orto-sul-Colle-dellInfinito-Recanati-MC_Foto-Barbara-Verduci_2023__©-FAI-–-Fondo-per-lAmbiente-Italiano-2-650x433

L’orto-giardino del convento è un vero e proprio hortus conclusus di ispirazione medievale. Con il suo spazio verde cinto da mura era un’oasi di pace e spiritualità, dove il lavoro manuale si esprimeva secondo la regola dell’ora et labora attraverso coltivazioni di ortaggi, alberi da frutto, erbe aromatiche e piante officinali. Grazie all’evento organizzato dal Fai, i visitatori potranno rivivere l’atmosfera che si respirava in questo luogo ai tempi in cui era abitato dalle monache e conoscere la vita, a contatto con la natura, che in esso si svolgeva, tra ricette e antichi saperi tramandati fino ai giorni nostri.
Ad arricchire la manifestazione la presenza di espositori del territorio che proporranno in vendita piante da frutto e varietà locali, prodotti cosmetici, oli essenziali a base di erbe aromatiche e piante officinali, distillati a base di erbe, vino cotto, prodotti da forno e tanto altro. Alcuni espositori offriranno, inoltre, brevi dimostrazioni legate alle antiche arti e ai mestieri di un tempo: dalla raccolta e lavorazione della lavanda alla preparazione del lievito madre, passando per altre pratiche tradizionali, tramandate di generazione in generazione, che testimoniamo un ricchissimo patrimonio di saperi manuali.

Orto-sul-Colle-dellInfinito-Recanati-MC_Foto-Dario-Fusaro_2019_©-FAI-–-Fondo-per-lAmbiente-Italiano-4-325x371Nel corso della giornata si susseguiranno visite guidate speciali dedicate alla vita in convento e alla scoperta del giardino e incontri tematici.

Alle 11 e alle 16 è prevista la visita guidata “La vita in convento: memorie e racconti di ordinaria semplicità”.
Partendo da alcuni passi del Memoriale del Sacro Monastero di Santo Stefano, i visitatori saranno accompagnati in un percorso alla scoperta di questo antico complesso religioso. Attraverso le fonti storiche, i documenti scritti dell’epoca e la tradizione orale delle suore, si potrà comprendere lo stretto legame che univa le nobili famiglie che abitavano a Recanati e il Monastero. Grazie a notizie, aneddoti e curiosità si approfondirà la storia del convento e del suo antico hortus conclusus, ai tempi delle clarisse, tra spiritualità e lavoro manuale.

Alle 12 ci sarà l’incontro con le monache benedettine del monastero di Sant’Anna di Bastia Umbra, intitolato “Tra passato e presente”.
La vocazione all’ora et labora di San Benedetto continua ancora oggi a vivere nella fortezza di Sant’Anna che ospita dal 1609 la comunità delle monache benedettine, le quali con il loro tocco umile e votato alla natura hanno fatto rifiorire l’edificio in declino per la sanguinosa guerra fra Perugia e Assisi. I riti e le regole, la preghiera comunitaria recitata in coro sette volte al giorno e il lavoro manuale, scandiscono il tempo del lavoro e quello della preghiera della comunità monastica, così come la millenaria Regola prescrive. Il monastero di Sant’Anna è oggi una realtà agricola che produce frutti genuini e di una qualità unica, coltivati nel rispetto del creato e dell’uomo, che legano le monache le une alle altre, forgiando il legame di sorellanza di chi condivide casa, cibo e fede. All’Orto sul colle dell’Infinito saranno presenti due suore del monastero, suor Anastasia e suor Debora, quest’ultima uno dei volti del programma di food network La cucina delle Monache, insieme ad altre sue consorelle.

Alle 15 è prevista la visita guidata “Il giardiniere racconta”, dove l’esperto dell’Orto sul Colle dell’Infinito condurrà i partecipanti alla scoperta degli aneddoti storici e delle peculiarità botaniche del luogo. Racconterà la paziente ricerca di antiche sementi, di ortaggi e frutti del territorio, al centro del progetto di valorizzazione delle specie coltivate nell’Orto, dedicato al recupero di antiche cultivar a rischio scomparsa. La visita si concluderà con i preziosi consigli del giardiniere e con qualche piccola curiosità sulla cura di un antico orto-giardino e sul valore di un’agricoltura sostenibile.

Orto-sul-Colle-dellInfinito-Recanati-MC_Foto-Dario-Fusaro_2019_©-FAI-–-Fondo-per-lAmbiente-Italiano-650x434

Poi alle 17 ecco l’incontro con Tommaso Lucchetti “Arti ed orti tra laboratorio e refettorio: memorie e pratiche nei monasteri”. La conversazione sarà l’occasione per comprendere come la sapienza monastica abbia nel tempo saputo codificare e trasmettere la conoscenza e il saper fare dei religiosi, a partire dalla dimensione simbolica e agronomica dell’orto, dalla trasformazione delle colture e dei frutti nella dimensione della mensa, luogo di delizia, convivialità e devozione, e dei laboratori monastici, spazi di produzione di beni realizzati dalle comunità religiose.

Ultimo appuntamento alle 18 con l’incontro con Fabio D’Orazio “Melodie monastiche: il patrimonio musicale dei monasteri”.
Attraverso il racconto di Fabio D’Orazio, direttore di coro, organista e clavicembalista, si approfondirà il ruolo della musica nella tradizione monastica, elemento fondamentale per la preghiera, la meditazione e la vita delle antiche comunità religiose. Tra le attività che si svolgevano nei primi monasteri della cristianità, la musica strumentale e il canto erano strettamente legati alla liturgia. Strumenti di preghiera e connessione spirituale, scandivano il ritmo delle giornate tra le attività quotidiane e il silenzio. I monasteri sono diventati, così, custodi e depositari di un ricco patrimonio di cultura musicale. Durante l’incontro, il pubblico potrà immergersi nell’ascolto di alcuni brani selezionati per l’occasione.

Per maggiori informazioni e per prenotare i biglietti è possibile visitare il sito dell’Orto o del Fai. E’ possibile anche inviare una email all’indirizzo faiortoinfinito@fondoambiente.it o contattare lo 071.4604521.


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