«Cambiamento climatico e specie aliene,
abbiamo perso il 40% delle api»

TOLENTINO - Ieri all'Abbadia di Fiastra il Consorzio apistico provinciale ha rieletto alla presidenza Alvaro Calamanti, che ha lanciato l'allarme: «E' finita l'era dell'individualismo: bisogna fare squadra per fronteggiare le nuove sfide»

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Il direttivo del Consorzio apistico provinciale

Ieri nell’Aula verde dell’Abbadia di Fiastra, il Consorzio apistico provinciale ha organizzato l’assemblea annuale ordinaria e il convegno “Le nuove sfide dell’apicoltura”. Una doppia occasione per i soci del consorzio per rivedersi per uno scambio di idee su un settore che ha davanti molte sfide su cui concentrarsi. 

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Il presidente Alvaro Caramanti

Soddisfatto della partecipazione e dell’esito dell’incontro Alvaro Caramanti, riconfermato alla presidenza del consorzio che guida dal 2010. «Abbiamo provveduto al rinnovo del direttivo quasi confermato per intero rispetto a quello uscente – dice Caramanti – abbiamo lavorato bene ed è importante sentirsi supportati in questo momento in cui il mondo delle api, e dunque quello apistico, è continuamente minacciato dal cambiamento climatico che alla fine della stagione estiva ha costretto a una diminuzione del numero delle api con una perdita di un 40% del patrimonio apistico. Abbiamo avuto perdite di diverse famiglie. Ci auguriamo che questa ripresa primaverile possa contribuire ad incrementare e a ricostituire le arnie. Poi c’è la lotta ai pesticidi e verso questi nuovi “alieni” come la vespa orientalis che si può aggiungere al nostro calabrone. Poi ci sono i gruccioni, uccelli bellissimi che però si nutrono solo di api. Poi dobbiamo fronteggiare i parassiti come la varroa. Tutti questi sono nemici pericolosi per il mondo apistico ma su tutti lo scorso anno il nemico più grosso è stato il cambiamento climatico».

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Caramanti con le relatrici dell’incontro

Il convegno tecnico rivolto ai soci del consorzio, ha visto come relatrici Sara Ruschioni del Dipartimento scienze agrarie alimentari e ambientali dell’Università Politecnica delle Marche, che ha proposto un dettagliato focus sulla “Vespa orientalis: morfologia, biologia, abitudini e possibili punti deboli”, e Serenella Mortani, responsabile del Coordinamento nazionale delle città del miele, che ha fatto conoscere l’opera e il valore di questa realtà presente nel panorama nazionale da oltre 20 anni. La Mortani si è soffermata sulla collaborazione avviata con il Consorzio apistico maceratese nella creazione della prima Strada del Miele provinciale italiana, tesa a promuovere l’apiturismo. «Occorre promuovere l’apicoltura del territorio perché è importantissima – sostiene Caramanti – fondamentale è la collaborazione con l’apicoltore vicino, il continuo confronto sulle metodologie di conduzione delle api, sui prezzi da applicare al prodotto miele. È finita l’epoca di un’apicoltura individualista come in passato. Andiamo verso l’apicoltura di territorio che ha bisogno di condivisione con il mondo agricolo e con gli altri attori locali. Anche con questo spirito abbiamo accolto con entusiasmo di essere i partner de “La strada del miele della provincia di Macerata”, perché crediamo che sia una grossa opportunità capace di legare il miele al turismo lento in continua crescita».Caramanti con le relatrici dell’incontro.

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