«L’isola ecologica di Piediripa chiusa
perchè non era più sicura»
MACERATA - Il centro da oggi è chiuso e l'azienda fa sentire la sua voce: «Realizzarne uno nuovo? Possibile, ma non in tempi brevi. Disponibili a valutare raccolte settimanali domiciliari di verde e ingombranti»

L’isola ecologica di Piediripa
Ora parla il Cosmari. Da questa mattina l’isola ecologica di Piediripa ha chiuso i battenti e allora l’azienda mette i punti sulle i sull’iter che ha portato al provvedimento, molto contestato dai cittadini della frazione.
«In prima battuta si precisa che la necessità di chiusura consegue a una valutazione tecnica sulla sicurezza sia per gli utenti che per i dipendenti Cosmari che se ne occupano giornalmente – fa sapere il Cosmari in una nota – questo a significare come la chiusura non sia per nessun motivo minimizzata da Cosmari che al contrario ha dato disponibilità a procedere per gradi e con un congruo tempo di adeguamento. I servizi vanno resi al cittadino nella massima sicurezza e conformità altrimenti sono disservizi. Risulta infatti che i cittadini di Piediripa, in qualità di cittadini del Comune di Macerata, possano usufruire di tutti i servizi da questo concessi in tema di smaltimento dei rifiuti. In particolare per quanto attiene alle isole ecologiche o centri di raccolta comunali nel Comune di Macerata è presente il centro di Fontescodella, che come concordato con l’amministrazione ha visto ampliato l’orario di apertura al fine di consentire una maggiore affluenza. A questo si aggiunga che da qualche anno il Macerata e tutte le sue frazioni hanno attivo un servizio di raccolta a chiamata di ingombranti e sfalci. Inoltre, seppur sicuramente valutabile, l’ipotesi di una nuova isola ecologica a Piediripa non può vedere esecuzione in pochi mesi in quanto necessita di varie fasi quali pianificazione d’ambito, individuazione di un sito, iter di progettazione e di autorizzazione secondo precise norme di realizzazione».
Secondo il Cosmari, però, non si può associare la chiusura della vecchia isola ecologica e la non realizzazione di una nuova alla sofferenza finanziaria del consorzio. «Associazione assolutamente fuori luogo – continua l’azienda – il Cosmari sta cercando di veicolare al meglio investimenti specifici su mezzi e impianti secondo una pianificazione d’ambito approvata. Per quanto attiene ai rifiuti nei territori serviti forse c’è da chiedersi se l’educazione, la civiltà e il rispetto sono ancora alla base della nostra società in quanto anche su questi principi si fonda il lavoro quotidiano dei dipendenti Cosmari. Troppo spesso le situazioni che si trovano sul territorio provinciale risultano non conformi ai regolamenti comunali sia nel semplice sacchetto dedicato che nei cassonetti di prossimità oltre che negli abbandoni. Le soluzioni possono essere trovate in un clima di civiltà e di maggior rispetto coinvolgendo, come prospettato, anche altri Comuni. Da parte del gestore, in collaborazione con l’amministrazione, resta la disponibilità a valutare raccolte settimanali di verde e a potenziare la raccolta domiciliare ingombranti in relazione alle richieste che tempo per tempo si registreranno».
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