No allo spostamento dell’isola ecologica:
Piediripa in rivolta, raccolte 475 firme

MACERATA - I cittadini contestano la decisione dell'amministrazione e chiedono di congelare la situazione e individuare un nuovo terreno adatto nei pressi del quartiere

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L’isola ecologica di Piediripa

di Mauro Giustozzi

Dal cancello dell’isola ecologica di via Volturno a Piediripa è scomparsa la scritta che indicava la chiusura al pubblico dal primo dicembre del centro di raccolta. Solo una casualità o l’indizio che la decisione è stata al momento congelata o soltanto rinviata? Siamo nell’imminenza della scadenza fissata dall’amministrazione comunale che aveva portato però ad una vera e propria rivolta civica dei residenti di Piediripa, con una raccolta firme promossa dai cittadini della frazione su un duplice binario: un passaparola che ha riguardato molti condomini del quartiere dove le persone hanno firmato ed una che ha coinvolto cinque esercizi commerciali della zona.

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Nel giro di qualche settimana il comitato “Si all’isola ecologica”, promotore dell’iniziativa partita dal basso, nata e sviluppatasi solo grazie all’azione di liberi cittadini senza il sostegno di alcun partito o movimento politico, ha raggiunto il considerevole numero di 475 adesioni che sono state depositate e protocollate in Comune lo scorso 22 novembre. Un segnale forte di come questa decisione non sia affatto condivisa dalla maggior parte di chi abita nella popolosa frazione alle porte del capoluogo. La comunicazione del Cosmari circa la chiusura prevista per il 1° dicembre ha suscitato infatti forti preoccupazioni, specialmente per le difficoltà logistiche legate all’ abbancamento di materiali ingombranti nell’isola ecologica di Fontescodella, già a pieno regime. Nel documento depositato con le firme raccolte il comitato promotore chiede quindi all’amministrazione comunale e al Cosmari di posticipare la chiusura fino a quando non sarà trovata un’alternativa che garantisca un servizio di raccolta adeguato.

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Le proposte che giungono dai residenti includono un’installazione diffusa nel quartiere di cassonetti per la raccolta differenziata di cartoni, legno, verde, il servizio di raccolta porta a porta con chiamata gratuita al Cosmari per il ritiro di materiali ingombranti e soprattutto l’individuazione di un nuovo sito a norma all’interno del quartiere che possa svolgere le stesse funzioni di quello di via Volturno. L’auspicio del comitato è che la chiusura venga posticipata e che venga trovata una soluzione adeguata per continuare a garantire un servizio essenziale ai cittadini. Al momento dall’amministrazione comunale, dalle forze politiche, dallo stesso Cosmari non è giunta alcuna comunicazione in merito a quello che accadrà dal 2 dicembre, giorno nel quale dovrebbe essere chiusa l’isola ecologica di via Volturno che non rispetta la distanza di 150 metri dalle abitazioni e quindi non potrà restare comunque aperta in futuro. L’obiettivo della raccolta firme è di almeno congelare per qualche mese, magari sino a febbraio, la situazione e nel frattempo individuare una soluzione che, pur portando alla chiusura dell’attuale sito, non penalizzi troppo i residenti del quartiere. Di qui le richieste fatte al Comune di Macerata. Nelle prossime ore si capirà se questa raccolta firme avrà centrato o meno lo scopo di sensibilizzare gli amministratori pubblici.

 

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