«Il ponte sulla diga del lago Le Grazie
dovrà essere chiuso durante l’estate?
Il sindaco dia spiegazioni»
TOLENTINO - Interrogazione presentata dalla consigliera di FdI Silvia Luconi: «La popolazione è seriamente preoccupata per la chiusura che comporterebbe disagi costringendo auto e mezzi ad utilizzare tragitti alternativi più lunghi e talvolta anche più scomodi»

Ponte sulla diga “Le Grazie”, le barriere posizionate dopo la lettera del Ministero
di Francesca Marsili
«E’ vero che il ponte sulla diga del lago “Le Grazie” dovrà essere chiuso definitivamente durante l’estate 2025? Per quanto tempo? Esiste un progetto? I fondi necessari per il rifacimento sono stati reperiti?». Ad interrogare il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi sul futuro del ponte nell’assise consiliare di domani pomeriggio è la consigliera di opposizione Silvia Luconi. «E’ un tema che mi sta particolarmente a cuore perché so bene quanti disagi abbia generato la limitazione al traffico nel 2020 – premette. Ad oggi, non si hanno notizie sulla situazione del ponte. La popolazione, sia del mondo agricolo, sia anche residenziale, è seriamente preoccupata per la chiusura che comporterebbe disagi costringendo auto e mezzi ad utilizzare tragitti alternativi più lunghi e talvolta anche più scomodi».

Il semaforo posizionato dopo la lettera del Ministero
E’ appunto nel 2020 che il Ministero delle Infrastrutture, a seguito della tragedia del Ponte Morandi, pretese su tutte le strutture italiane, quindi anche a Tolentino, una serie di adempimenti volti ad evitare catastrofi e pericoli per l’incolumità delle persone, ed inviò una lettera all’allora sindaco Giuseppe Pezzanesi. Nel luglio dello stesso anno il Ministero rilasciò il Certificato di Idoneità statica dell’impalcato stradale sulla diga che avrebbe avuto validità di 5 anni pretendendo che nel frattempo l’amministrazione mettesse in campo una serie di restrizioni al traffico così da evitare eccessive sollecitazioni per la struttura. «Ricordo tutti i passaggi fatti dall’allora sindaco – prosegue Luconi -, ricevemmo tanti agricoltori che non sarebbero più riusciti a passare con le barriere che restringevano la carreggiata. Ovvio che in quella fase iniziò l’ interlocuzione con gli enti preposti per iniziare a capire l’entità dell’intervento e di conseguenza reperire i fondi necessari. Per il tramite del sindaco arrivarono 5 milioni di euro che servivano per lo sfangamento e mi pare che di quella cifra circa 1,4 milioni di euro sarebbero stati utilizzati per la sistemazione delle briglie sul fosso di Troiano e per l’adeguamento sismico della diga stessa. A quello sarebbe proseguito un dialogo per tutto il resto. Si parlava di cifre importanti e lavori imponenti. L’ufficio tecnico del Comune a seguito della nota del Ministero progettò e realizzò opere di ridimensionamento della carreggiata e installò anche un impianto semaforico e il restringimento della carreggiata provocò grandissimo malumore oltre che enormi disagi soprattutto nel mondo dell’agricoltura in quanto trattori e mietitrebbie per raggiungere i campi da coltivare o da mietere dovevano utilizzare strade secondarie, allungando il tragitto».
Tornando a tempi più recenti: «Ricordo anche un incontro nel giugno 2022 promosso da Coldiretti in cui il tema centrale fu proprio questo, e che alcuni dei presenti mi riferirono che prima di me, Sclavi, allora candidato, aveva dato rassicurazioni sul tema in quanto conosceva materia ed interlocutori – sottolinea la consigliera di FdI – Non ho mai toccato l’argomento in questi due anni e mezzo di giunta Sclavi, ho dato per scontato che la situazione fosse sotto controllo. L’interrogazione è stata presentata perché sono stata raggiunta da molteplici cittadini che hanno appreso della possibile imminente chiusura in quanto i termini dell’ordinanza del 2020 dovrebbero scadere la prossima estate. E’ importante che la città sappia se la chiusura del ponte in quest’estate coincida con l’inizio del cantiere perché certamente il disagio avrebbe un’altra valenza e sicuramente un significato diverso. Non che la popolazione sia contenta, ma certamente capirà che tutto è propedeutico alla risoluzione del problema. Diverso sarebbe se venisse chiuso senza ancora aver reperito i fondi e iniziato le procedure di gara a seguito di presentazione del progetto». Sclavi dovrà quindi rispondere all’interrogazione che chiede anche: «Se è vero che la società per la progettazione dell’opera è stata incaricata a solo a gennaio 2025, a quanto ammonta l’importo per il rifacimento dell’opera e quale sia il cronoprogramma preciso che il Comune e l’Assm hanno intenzione di mettere in campo per il ponte sulla diga di via Piersanti Mattarella». Il documento è stato sottoscritto anche dagli altri consiglieri comunali di minoranza di centrodestra: Francesco Pio Colosi e Silvia Tató (FdI) e Monia Prioretti (Tolentino nel cuore).
Che volete che sia, noi a Macerata è un anno che facciamo le gimkane per lavori e chissà quando finiscono
L’acqua del lago lì sotto deve essere estremamente fredda e molto molto profonda.. Meglio non passarci su quel ponte