Lo Sferisterio si apre all’elettronica
con la due giorni di “Torpedine”

MACERATA - Sabato e domenica torna il festival curato da Paolo Bragaglia e Gianluca Gentili. Paolo Ravaglia suonerà l'unico esemplare ancora funzionate del Syn-ket, il primo sintetizzatore made in Italy

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Paolo-Bragaglia

Paolo Bragaglia

Sabato e domenica, nella Sala Cesanelli dello Sferisterio, torna “Torpedine”, il festival di musica elettroacustica e arti visive diretto da Gianluca Gentili e Paolo Bragaglia nell’ambito della “Rassegna di nuova musica”. Nato tre anni fa su proposta dell’Assessorato alla cultura e all’istruzione è organizzato dall’associazione Nuova Musica con la compartecipazione della Città di Macerata e la collaborazione del Museo del synth marchigiano e Acusmatiq Matme. 

«Ci tengo a sottolineare che sta crescendo un festival nuovo in città dedicato alla musica elettronica – interviene l’assessore alla cultura Katiuscia Cassetta – grazie alle conoscenze e sensibilità artistiche di tanti musicisti che da tempo si dedicano con passione e professionalità a diffondere nuovi linguaggi tra i giovani, intercettando un nuovo pubblico che così scopre la varietà della musica oltre al luogo dove si svolge, la Sala Cesanelli dello Sferisterio che si manifesta location perfetta per queste iniziative».

Sabato alle 17.30 aprirà il festival “Rito sonoro/Suonare lo spazio” durante il quale Serena Abrami e Valentina Sciurti costruiranno un rito sonoro site specific. Lo spazio diviene vera e propria cassa di risonanza entro cui convivono le fonti sonore e chi ne è testimone per un’esperienza d’ascolto collettiva. Attraverso la traccia di precisi punti, caratterizzati ciascuno da un differente riverbero, le voci e gli strumenti musicali si amplificano e dialogano tra loro. In scena: Rocco Del Pozzo, Francesca Fusari, Elisa Michelini, Enrico Vitali, Francesca Zenobi. Seguirà alle 18.30 la violoncellista e compositrice Flavia Massimo, che presenterà “Glitch”, un lavoro incentrato sull’estetica di interferenze, errori e granuli sonori in una fusione di acustica ed elettronica. Un glitch, un guasto in un sistema elettronico, diventa un malfunzionamento del modo classico di suonare il violoncello, lontano dai canoni della musica “colta” per decostruire il suono dello strumento in piccole cellule sonore e sperimentare diverse possibilità. “Glitch” rende il violoncello potenziato con tecniche estese, voce, synth, field recording e live electronics. Alle 19 Paolo Bragaglia (synth, loop, elettronica), Gianluca Gentili (chitarra elettrica) e Flavia Massimo presenteranno “Sferixxx”, un nuovo progetto costruito su un tessuto sonoro funk/lounge dedicato all’ex Sala Cinema Sferisterio (l’attuale Sala Cesanelli). Un ricordo del luogo e delle persone che l’hanno frequentata tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottante attraverso l’evocazione dei morbosi e lontani “fantasmi sonori” che lì aleggiano. Concluderà la giornata, alle 21, “REbirth”, un “audio video concert” del compositore torinese Simone Bosco in cui le immagini reagiscono in tempo reale al suono che viene prodotto durante l’esibizione. L’interazione tra suono e immagini è sempre diversa e questa imprevedibilità lo rende un’esperienza sorprendente ed emozionante. È uno spettacolo che affronta i temi della rinascita, della ciclicità, della sostenibilità e del rinnovamento, invitando il pubblico a dare la propria interpretazione alle suggestioni audio/visive e a compiere il proprio viaggio semantico.

Macerata_Sferisterio_Gran-Sala_Cesanelli

La Sala Cesanelli

La domenica si aprirà alle 17.30 con la replica di “Rito sonoro/Suonare lo spazio” seguito alle 18.30 dalla visione dei video finalisti della call internazionale “Landscape 2024” del collettivo Zeugma sulla morte e rinascita del paesaggio. A chiudere il festival, alle 19 “Il respiro elettronico” di Paolo Ravaglia, con clarinetti modificati, strumenti speciali, elettronica, Syn-ket. Ance semplici (e doppie) delle più disparate tradizioni, ciascuna col suo peculiare timbro, si trasformano e si espandono, dissolvendo i confini tra suono naturale e artificiale. Duduk, bawu, sheng, piri, hulusi, campane di clarinetto aumentate da Arduino, diventano fulcro di un’esperienza di mutazione sonora dove il corpo e la tecnologia si fondono, dando vita a un linguaggio musicale nuovo, in cui ogni suono è in grado di respirare, evolversi e rinascere. Tra gli strumenti utilizzati nella performance ci sarà il Syn-ket, il primo sintetizzatore italiano realizzato da Paolo Ketoff a Roma nei primi anni Sessanta e contenuto nella collezione del Museo del synth marchigiano. Unico strumento funzionante degli otto esemplari esistenti al mondo, era di proprietà del clarinettista e compositore americano Bill Smith, del quale Ravaglia è l’unico allievo italiano.

L’ingresso sarà di 7 euro per ognuna delle sessioni pomeridiane di sabato e domenica e di 5 euro per il solo “REbirth” di Simone Bosco. A partire dalle ore 12 di domani sarà possibile prenotare o acquistare i biglietti alla Biglietteria dei teatri di piazza Mazzini, 10, telefono 0733 230735, email: boxoffice@sferisterio.it. Ulteriori informazioni su rassegnadinuovamusica.com.

 


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