Prestigioso incarico per il chirurgo Sartelli:
è il nuovo presidente della Simpios
NOMINA - Il professionista, da oltre venti anni all’ospedale di Macerata, è uno dei più importanti opinion leader del mondo sulla prevenzione e sul trattamento delle infezioni. «Questa carica mi onora, ma mi mette davanti una grande sfida che cercherò di svolgere nel migliore dei modi»

Massimo Sartelli
Il chirurgo Massimo Sartelli, da oltre 20 anni in servizio all’ospedale di Macerata, nominato presidente della Simpios, una società scientifica multidisciplinare che si propone di integrare le diverse competenze acquisite dalle varie professionalità coinvolte nel controllo e nella prevenzione delle infezioni legate alle procedure sanitarie.
Sartelli, nella classifica che redige ogni anno la Stanford University nell’ambito del progetto “World’s Top 2% Scientists” per valutare i ricercatori più influenti del mondo, nell’ottobre scorso è risultato essere il terzo chirurgo italiano più citato al mondo e il quarantanovesimo chirurgo più citato in assoluto al mondo.
La sua expertise nel controllo del rischio infettivo e nella gestione delle infezioni è testimoniata da numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali, ha curato la realizzazione di 12 libri di chirurgia e rischio infettivo, coordinando linee guida mondiali che sono il riferimento per la gestione delle infezioni in chirurgia e studi clinici globali che hanno permesso di valutare i profili clinici e microbiologici delle infezioni chirurgiche nel mondo.
«Questa carica mi onora, ma mi mette davanti una grande sfida che cercherò di svolgere nel migliore dei modi – dichiara Sartelli -. Simpios è una società coinvolta in sfide di grande importanza e attualità come l’antibiotico-resistenza, che in questi ultimi anni ha assunto i connotati di una crisi sanitaria globale, uno “tsunami silenzioso”. L’Italia, nel contesto Europeo, è uno dei paesi con i tassi più alti di antibiotico-resistenza.
La lotta a questo problema parte proprio dalla prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e dal contenimento della diffusione dei germi multi-resistenti nelle organizzazioni sanitarie. Sono convinto che la multidisciplinarietà sia fondamentale e rappresenti un principio cardine nella sanità moderna: ogni professionista porta con sé le proprie competenze ed esperienze, mettendole a disposizione del team con cui collabora, e questo è fondamentale per il rischio infettivo e in ogni campo della medicina.
Ho sempre pensato che un chirurgo completo, oltre a saper effettuare un intervento, debba anche saper prevenire, gestire e trattare appropriatamente le infezioni- spiega il chirurgo. Le infezioni nei pazienti chirurgici sono spesso associate ad una prognosi sfavorevole, in particolare nei pazienti più fragili, quindi è importante prevenirle e saperle curare adeguatamente quando compaiono.
Negli anni ho approfondito le mie conoscenze sulla prevenzione e sul trattamento delle infezioni, questo piacere per la ricerca scientifica svolta esclusivamente nel tempo libero, mi ha portato a realizzare più di un anno fa un documento multisocietario per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza in chirurgia, coinvolgendo le nove Società scientifiche italiane più prestigiose in merito».
Sartelli ha collaborato con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e nel 2016 ho fondato la Global Alliance for Infections in Surgery, un’alleanza internazionale indipendente, la cui mission è quella di promuovere standard di cura e programmi educativi e formativi per tutti gli operatori sanitari coinvolti nella gestione delle infezioni chirurgiche, con rigore scientifico e responsabilità etica, coinvolgendo tutte le figure professionali che si confrontano quotidianamente con queste problematiche, quindi non solo il chirurgo, ma anche il medico specialista di sanità pubblica, il microbiologo, l’infettivologo, l’epidemiologo, il farmacista ospedaliero, il medico dell’emergenza-urgenza, l’anestesista, il rianimatore e in particolare l’infermiere del rischio clinico, solo per citare alcuni esempi.
Dalla collaborazione con professionisti di tutto il mondo sono stati attuati nel corso del tempo numerosi progetti di ricerca e l’alleanza ha promosso, l’anno scorso, la realizzazione di una “call to action” per il corretto uso degli antibiotici nel setting ospedaliero, coinvolgendo 295 esperti da 115 paesi di tutto il mondo.
Complimenti Massimo: un traguardo prestigioso raggiunto ed un trampolino per un futuro ancora migliore!
Un medico veramente straordinario, di cui andare profondamente fieri
Dottor Sartelli, saprebbe indicare la percentuale di chi viene ricoverato in ospedale, inteso come letto in camerata se non viene beccato già sulle barelle del Pronto Soccorso per una qualsiasi necessità non dovuta a infettività e non esce con le sue gambe magari dopo una lunga e spaventosa agonia, ben vigile per accorgersi del peggioramento continuo dovuta ad infezione presa in ospedale e non curabile per resistenza antibiotica dedotta dal fatto che non è mai guarita? La domanda può sembrare lunga ma sapesse come lo possono essere le risposte… Ad una ho assistito direttamente io per un signore che all’ospedale di Civitanova dopo aver beccato una bella, si fa per dire polmonite è passato via via per tutto ciò che lo ha portato alla soluzione finale da un letto del reparto aggiusta ossa a quello di morte, dopo mesi e in un altro ospedale. Ha scritto dodici libri sull’argomento, quanti ne dovrà ancora scrivere?
Massimo complimenti vivissimi, meriti l’onore che hai ricevuto. Sempre umile, però preparatissimo. Complimenti ancora.