Macerata a tavola con Carlo Cracco:
«Non riempite il frigorifero,
la ricetta per tutelare l’ambiente» (Foto)
LO CHEF questa sera al Lauro Rossi ha raccontato la sua esperienza di sostenibilità durante la tavola rotonda "Alimentiamo l'ambiente" organizzata da Fondazione Carima. Sul palco tra i relatori di alto livello Giulia Biondi, biologa della nutrizione e divulgatrice scientifica: «Ormai siamo troppivori»

Lo chef Carlo Cracco è stato ospite della tavola rotonda della Fondazione Carima
di Alessandra Pierini (foto Fabio Falcioni)
«Qui siete fortunati perché nelle grandi città la familiarità si perde, si pensa a se stessi e a raggiungere l’obiettivo. Poi queste cose le paghi prima o poi. Vivere qui i tiene coi piedi per terra». Parola dello chef Carlo Cracco, che ammirando il teatro Lauro Rossi di Macerata, ha anche parlato della sua esperienza di imprenditore agricolo, durante la tavola rotonda “Alimentiamo l’ambiente”, il secondo appuntamento promosso dalla Fondazione Carima sul filone della sostenibilità che ha portato sul palco un panel di di relatori di alto profilo per indagare l’impatto ambientale del sistema alimentare.

I relatori sul palco
«Quest’anno abbiamo raccolto 200 quintali di olive – ha detto il cuoco raccontando di aver investito in una azienda agricola – è la prima volta normalmente ne raccolgo 20. E’ una fortuna ma devo capitalizzare il metodo, devo capire che la terra va curata con costanza. Bisogna intervenire dove si può e dare il nostro apporto positivo. Quello che conta è cercare equilibrio tra ciò che si produce e ciò che si consuma». E a tal proposito lo chef ha consigliato di non riempire il frigorifero: «Se uno pensa di comprare tre cose ne basta una e mezza altrimenti lo spreco è notevole. Comprando l’indispensabile si risparmiano soldi e si tutela l’ambiente».

Giuseppe “Peppone” Calabrese
Incalzato da uno spumeggiante Giuseppe “Peppone” Calabrese, conduttore di Linea Verde, che non si è risparmiato sul palco, cantando e raccontando le sue esperienze in tutta Italia, il noto chef ha sottolineato: «Una volta il cuoco – ha continuato Cracco – doveva solo cucinare bene. Oggi ha la responsabilità e il potere enorme di scegliere un ingrediente piuttosto che un altro e questo fa la differenza anche sull’ambiente».
Ad aprire il giro degli interventi è stato il presidente della Fondazione Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi: «L’obiettivo che ci siamo dati è promuovere dei momenti di confronto e di sensibilizzazione allo scopo di educarci a migliorare i comportamenti individuali per lasciare alle future generazioni un pianeta prospero. Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi ma ognuno può fare qualcosa».

Da sinistra Michele Bucceletti, Franco Fassio e Carlo Cracco
Silvio Barbero, co-fondatore di Slow Food e Presidente del comitato scientifico di Filiera Futura, associazione che si occupa di innovazione nel settore agroalimentare cui la Fondazione Carima è associata. Il professor Barbero ha scattato una fotografia realistica del settore agroalimentare italiano, richiamando anche due produzioni locali a rischio: il carciofo di Montelupone e la razza marchigiana. «Il sistema agroalimentare italiano dovrebbe puntare all’ecoqualità, recuperando i sapori tradizionali e facendoli dialogare con la scienza e la tecnologia per creare innovazione rigenerativa. La vera innovazione sostenibile non deve distruggere radici, sapere e conoscenze della cultura contadina».
Un quadro allarmante quello descritto con grande ricchezza di dati, Franco Fassio, Systemic Food Designer e Professore di Circular Economy for Food dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo: «Da un modo lineare di pensare è scaturita una economia lineare per la quale produci, consuma e dismetti. Ci stiamo letteralmente mangiando il sistema che fa sopravvivere il pianeta. Dobbiamo sognare un futuro diverso immaginandoci virando verso un approccio sistemico e olistico.»

Ha parlato di «gente troppivora» Giulia Biondi, biologa della nutrizione e divulgatrice scientifica molto attiva off e on line che ha esaltato il modello mediterraneo, evidenziando che è ben diverso da quello che pensiamo basato sul consumo di pasta, pane e olio: «La realtà è che mangiamo troppo. Solo attraverso la consapevolezza di ciò che mettiamo in tavola possiamo agire con buon senso e dire basta agli schemi alimentari e a tutti i falsi miti che girano sul cibo. In tal senso l’educazione alimentare è fondamentale per costruire un rapporto sano ed equilibrato con il cibo e prevenire disturbi alimentari e malattie cronico-degenerative, con ricadute anche in termini di sostenibilità ambientale e sociale».

Carlo Cracco e Gianni Fermanelli
Ha concluso l’evento il segretario della Fondazione Gianni Fermanelli che ricordandone le attività ha concluso: «Il nostro essere sostenibili sta nei nostri impegni come mecenati della provincia, sulle strade della solidarietà, nella sanità. Tema del 2025 saranno le comunità energetiche per il quale prevediamo importanti contributi».

Il presidente Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi


ù 
Qui ci sta bene la poesia “Il pollo di Trilussa”
”
Sai ched’è la statistica? È ‘na cosa
che serve pe fa’ un conto in generale
de la gente che nasce, che sta male,
che more, che va in carcere e che spósa.
Ma pe’ me la statistica curiosa
è dove c’entra la percentuale,
pe? via che, lì, la media è sempre eguale
puro co’ la persona bisognosa.
Me spiego: da li conti che se fanno
seconno le statistiche d’adesso
risurta che te tocca un pollo all’anno:
e, se nun entra nelle spese tue,
t’entra ne la statistica lo stesso
perch’è c’è un antro che ne magna due.
Er compagno scompagno:
Io che conosco bene l’idee tue
so’ certo che quer pollo che te magni,
se vengo giù, sarà diviso in due:
mezzo a te, mezzo a me… Semo compagni.
No, no – rispose er Gatto senza core –
io non divido gnente co’ nessuno:
fo er socialista quanno sto a diggiuno,
ma quanno magno so’ conservatore.
“
Riempire il frigorifero? Bellissimo problema (il mio fa l’eco…)!