Il no al centro commerciale a Piediripa
di 9 (su 12) consiglieri di minoranza
MACERATA - In tre (Del Gobbo, Orazi e Garbati) non firmano la mozione per lo stop al progetto della Simonetti. Finora senza riscontro la pec dell'impresa che chiedeva una pronuncia in trenta giorni prima di ricorrere alle vie legali. Ora la vicenda torna in aula

Un rendering del progetto del nuovo centro commerciale a Piediripa
di Luca Patrassi
L’opposizione ci riprova: una mozione è infatti stata presentata in Consiglio comunale per la questione dell’ipotizzato centro commerciale Simonetti a Piediripa. La vicenda è sempre quella dell’insediamento commerciale rispetto al quale il Comune deve esprimere un parere che non arriva da anni, pur sollecitato via pec e con l’annuncio di azioni legali. L’opposizione cerca di mettere in difficoltà la maggioranza a guida Parcaroli ma il primo elemento, sul fronte politico, che balza agli occhi è che la mozione non ha le firme di tutti i consiglieri di opposizione: dei 12 oppositori – in attesa di chiarimenti sulla posizione dei due consiglieri della ex civica Parcaroli, ora Pensiero e Azione – sono nove (i Democrat Andrea Perticarari, Narciso Ricotta, Ninfa Contigiani e Alessandro Marcolini, Alberto Cicarè di Potere al Popolo, David Miliozzi di Macerata Insieme, Roberto Spedaletti e Roberto Cherubini del Movimento 5 Stelle e Stefania Monteverde di Macerata Bene Comune) quelli che hanno sottoscritto l’atto, mancano infatti all’appello il dem Maurizio Del Gobbo, il renziano Ulderico Orazi e la civica Elisabetta Garbati.

Quanto ai contenuti della mozione si parte da una premessa: « Le scelte urbanistiche circa la disciplina del territorio costituiscono espressione del più ampio potere discrezionale dell’amministrazione; di conseguenza, esse possono formare oggetto di sindacato giurisdizionale nei soli casi di abnormità ovvero di palese travisamento dei fatti…L’esercizio dei poteri di pianificazione territoriale ben può tenere conto delle esigenze legate alla tutela di interessi costituzionalmente primari, tra i quali rientrano quelli contemplati dall’articolo 9 della Costituzione, tra cui la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. Nell’ambito dell’attività amministrativa di pianificazione, la discrezionalità è per sua natura lata e che al Comune spetta comunque il potere-dovere di pianificare il territorio, il suo assetto e il suo sviluppo secondo le proprie linee politiche». Fatta la premessa i nove consiglieri illustrano i compiti dell’assise: «spetta al Consiglio interpretare gli interessi generali della comunità e di orientare ad essi l’azione dell’Amministrazione. In data 16 maggio 2023 veniva predisposta dalla presente Amministrazione la proposta di deliberazione di Consiglio comunale avente ad oggetto la variante parziale al piano regolatore generale adeguato al piano paesistico ambientale regionale relativa all’area in frazione Piediripa e relativo piano di lottizzazione. E’ ormai risalente la pec della Flli Simonetti spa con la quale – tra le altre – invitava il Comune di Macerata ad “aggiornare immediatamente l’istruttoria della proposta di piano urbanistico alla sopravvenuta normativa urbanistica” ed “a sottoporre all’attenzione del Consiglio la proposta di provvedimento, così come aggiornata ai sensi del precedente punto, entro e non oltre il termine di 30 giorni dal ricevimento della presente”. A distanza di alcuni mesi dall’invito sopra citato non è emersa nel merito una indicazione politica chiara circa gli intendimenti dell’Amministrazione comunale. E’ competenza, prerogativa ed interesse di questo Consiglio comunale esprimere un indirizzo generale sulla vicenda in modo tale da orientare l’azione amministrativa al riguardo».
Esposte le premesse e le considerazioni i nove consiglieri di opposizione chiudono la mozione con la richiesta di impegnare l’amministrazione comunale ad «esprimere, in sede di proposta di adozione della richiesta di variante, un parere contrario rispetto all’aggiornamento del piano urbanistico che costituisca il presupposto per la realizzazione di un nuovo centro commerciale all’interno del tessuto urbano della frazione di Piediripa».
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Serve a deturpare ancora l’ambiente!
Un nuovo centro commerciale serve purtroppo ad aumentare il consumismo, anche se sappiamo che:
“. . . rappresenta il principale nemico della tutela ambientale: se si producono sempre nuovi beni, oltre che i costi della produzione e dell’inquinamento derivante dai processi produttivi, bisogna considerare che ciò che si possedeva diventa un surplus, uno scarto”
A Fabriano direbbero :
Mappercaridàssà !!!
Percorrendo la strada della lottizzazione Valleverde, mi prende lo sconforto nel vedere i pochi lotti utilizzati e quindi quella ferace terra sottratta alle attività agricole. Stiamo perdendo connessione con l’ambiente che ci ospita, anzi spesso, facciamo danni. Questa riflessione è comunque fuorviata, dalla mia deformazione professionale di vecchio tecnico agrario.