L’impegno del Banco Marchigiano
«Avviato l’iter per ottenere
la certificazione sulla parità di genere»
INCLUSIONE - Il direttore generale dell'istituto civitanovese, Massimo Tombolini: «I requisiti richiesti sono già ampiamente rispettati, ma essendo molto stringenti ci permetteranno di fare un ulteriore effettivo salto di qualità su questi temi»
Inclusione e parità di genere: temi cui il Banco Marchigiano è particolarmente attento. L’istituto di viale Matteotti è da sempre impegnato nella promozione e nel rispetto della parità di genere per garantire pari opportunità nei confronti di tutto il personale e collaboratori.
Per rafforzare ulteriormente in modo rilevante il proprio impegno nel promuovere ambienti di lavoro sempre più inclusivi, il Banco ha ora deciso di avviare l’iter per tentare di ottenere un riconoscimento specifico su questi temi, ovvero l’importante certificazione sulla parità di genere (Uni/PdR 125:2022).
Un impegno, quello dell’istituto civitanovese, testimoniato con i fatti anche da chi è ai suoi vertici, come Maria Concetta Di Saverio, vice direttrice generale: «Questi temi sono di primaria importanza. Stiamo facendo tutto un lavoro culturale e di sensibilizzazione interna sui vari aspetti legati all’inclusione ed alla parità di genere che prevede, tra l’altro, anche l’invio sistematico di una newsletter che si focalizza sul linguaggio, solo apparentemente un elemento secondario ma in realtà primario tassello per una vera crescita culturale e comportamentale quotidiana – dice la vice Dg -. Prestare attenzione, nel parlare e nello scrivere, ad esempio a non utilizzare sempre sostantivi maschili anche quando esiste il sinonimo femminile, oppure ad utilizzare parole e un lessico comprensibile a tutti e non selettivo, ecc…».
«I requisiti richiesti da questa certificazione – aggiunge il direttore generale Massimo Tombolini – sono già ampiamente rispettati dal nostro istituto e da tutti i colleghi, ma essendo molto stringenti permetteranno al Banco di fare un ulteriore effettivo salto di qualità sui temi dell’inclusione».
Tra questi requisiti: evitare prassi discriminatorie e appianare eventuali differenze rilevate anche in termini retributivi; garantire pari opportunità di trattamento alle persone in modo indipendente dal genere in cui si riconoscono; promuovere una effettiva equità attraverso politiche e processi che permettano a ognuno di avere le condizioni adeguate a contribuire efficacemente alla vita aziendale e alla propria crescita professionale; creare un contesto che promuova una cultura aziendale e comportamenti grazie ai quali ogni persona possa sentirsi accolta, sicura e libera di esprimere sé stessa; rispettare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata e offrire misure di conciliazione.
…ma costoro, le numerosissime persone di fede islamica che vivono e lavorano pure, anche se non sempre, in Italia, le hanno per caso consultate!!? Con gli italiani non è particolarmente difficile, ma con loro!!? gv