I magnifici cento dei vitalizi regionali:
alle Marche costano 5 milioni l’anno
SOLDI - Nella nostra regione sono circa un centinaio i beneficiari dell’emolumento che grava sulla spesa corrente. Dal 2021 al 2023 c'è stato un incremento di circa il 10% di quanto percepiscono. Ecco l'elenco completo
di Luca Patrassi
Chi segue in questi giorni gli annunci legati alla Finanziaria avrà anche letto che si parla di aumenti salariali per le fasce più deboli e di alcuni euro al mese per i pensionati. Non si parla da tempo della questione legata ai vitalizi degli ex consiglieri regionali che – in caso di loro scomparsa – arrivano al coniuge o ai figli. E’ un po’ come la storiella della scatoletta di tonno che doveva essere aperta in un certo modo. Aperta, la scatoletta è stata aperta, ma giusto forse per vedere da vicino cosa c’era dentro e lasciare il tutto come era.
A parlare di vitalizi in effetti si rischia di far venire l’orticaria ad alcuni e far insorgere altri, asserragliati nelle loro barricate a cinque stelle (nessun riferimento ai pentastellati). La Regione Marche vede uscire dalle proprie casse più o meno cinque milioni di euro all’anno per pagare appunto i vitalizi a quanti, dalla costituzione dell’ente, hanno svolto il ruolo di consigliere regionale. Fino a non molti anni fa chi aveva avuto l’onore di entrare a Palazzo Raffaello da consigliere regionale anche per un solo mese, poteva poi contare per tutta la vita sul vitalizio. Oggi sono circa un centinaio i beneficiari dell’emolumento che grava sulla spesa corrente, la stessa per capirsi della sanità.
Agli inizi il vitalizio era calcolato im base al sistema retributivo: poi, in tempi di tagli e accessi miraggio all’età pensionistica, è arrivata una legge che ha introdotto il contributivo nel calcolo del vitalizio. Ricevi in base ai contributi versati. Come accade per tutti i cittadini italiani. Solo che è poi arrivata la solita leggina vagamente pro-casta che ha stabilito che il montante contributivo andava moltiplicato per 2,5. Non solo il regalo citato, si è deciso anche di legare la somma alla rivalutazione monetaria.
Gli effetti? Nonostante il calo del numero dei beneficiari (per cause naturali) è aumentata la spesa complessiva. Basta andare sul sito del Consiglio regionale delle Marche, sezione amministrazione trasparente, poi “altri documenti” e trovare l’elenco dei signori e signore del vitalizio con indennità crescenti, diversamente da quelle dei comuni cittadini. Per avere un numero di riferimento, dal 2021 al 2023 l’incremento dei vitalizi, per questa “fortunata” platea di cittadini italiani, è stato di circa il 10%. Tra i beneficiari c’è chi nel 2023 è arrivato a percepire un importo lordo annuo di oltre 60mila euro (Silvana Amati, Alfio Bassotti, Pietro Marcolini, Rodolfo Giampaoli, Lidio Rocchi).

L’elenco dei vitalizi del 2023



Vomito!
ho controllato la lista ma non sono tra loro, come si fa a vincere ?
I vitalizi regionali più quelli di Camera e Senato evia discorrendo direi che è impossibile poi fare quadrare i conti della serie e io pago. P.S. nel 2024 teniamo ancora i senatori a vita complimenti vivissimi.
Cioè Giulio Silenzi si becca 54 mila € e rotti di vitalizio? E intanto il popolo italico e beota discuisisce sulle ideologie destra centro sinistra? Mi viene da piangere.
Se passano agli eredi dovrebbero essere chiamati ‘morte-lizi’, non ‘vita-lizi’.
Sono schifato, molti di questi signori, si permettono di farci anche la morale, molti di loro hanno fatto parte di partiti che si definivano e definiscono dalla parte dei lavoratori. Vergogna.
di cosa vi lamentate , ci hanno concesso 3€ al mese di aumento della pensione! proprio non conoscete la gratitudine
Che schifo. E la Regione Marche non stanzia un euro per chi ha isee 0 e nessun reddito
Tolti pochissimi seri, capaci, i veri politici che hanno saputo creare qualcosa per la regione con leggi e strutture per migliorare la vita di tutti vanno bene i vitalizi che dovrebbero rimanere alle mogli come la pensione, cosa c’ entrano i figli ….è veramente vergognoso….
Mi permetto di fare osservare che i costi della politica non sono a mio parere gli stipendi di deputati e consiglieri, bensì le società controllate da Enti pubblici quali Comuni, Regioni, ecc. che sono al di fuori del controllo della politica e dove i partiti, se così si può dire, hanno “mani libere”. Società spacciate per pubbliche quando sono per loro natura a scopo di lucro (es. s.r.l, S.p.a.). Detto questo, ritengo che si assuma delle responsabilità deve necessariamente essere pagato in modo anche che tutti – dico tutti – potrebbero accedere alle cariche elettive senza pregiudicare il proprio lavoro e status economico. Critiche in tal senso ritengo sia fumo negli occhi per distogliere l’attenzione dai veri costi della politica
giusto il compenso economico per chi è chiamato a rivestire cariche pubbliche,ma non il PRIVILEGIO.
I vitalizi, certamente, rappresentano un aspetto problematico e discutibile della politica, ma non costituiscono la principale fonte dei costi della macchina politica né delle conseguenze negative derivanti dalla presenza di figure incompetenti in ruoli di responsabilità. Al giorno d’oggi, anche per svolgere mansioni come quella del bidello, è richiesta una laurea; nelle forze armate, molti dei membri sono laureati, e per diventare docente la semplice laurea non è più sufficiente. Tuttavia, per accedere alla carica di politico non sono previsti requisiti formativi o professionali specifici. Pur riconoscendo che la democrazia consente a ogni cittadino di candidarsi e di essere eletto, sarebbe auspicabile introdurre almeno un livello minimo di preparazione culturale per ruoli cruciali come quelli di ministro o assessore regionale, che richiedono competenze, discernimento e responsabilità.
giovani scappate dall’Italia, il paese delle ingiustizie
Chiaramente anticostituzionale, perchè premia solo una parte di cittadinanza. un pò come la chiesa che non ha pagato Ici e Imu.
Monocamera accorpare regioni comuni vari corpi di polizia lasciando le specifiche regola dei 2-3 mandati la politica non deve essere una professione ma un servizio ben pagato ma a termine.P.S. lo Stato italiano con questo debito cosa fa? Quello che farebbe qualsiasi azienda al mondo cioè vuole ridurre il personale per fare scendere i costi di gestione della serie si è scoperta l’acqua calda.
Yuri Paoletti,
non credo che quello che dice corrisponda alla realtà, personalmente ho fatto parte di una commissione Regionale nel campo dell’edilizia, per l’esattezza Commissione Prezziario Regionale, tutti ingegneri, geometri, ecc. ecc., be io ho soltanto la terza media ma in tutte le discussioni alla fine mi davano sempre ragione. Questo per dire che il titolo di studio non conta niente o quasi se non si hanno le competenze e tanta tanta umiltà e voglia di fare le cose che servono a chi lavora. Ecco cosa manca ai politici e no i titoli di studio che, purtroppo, quasi tutti hanno.
Munafò non é fumo negli occhi pretendere di avere regole per tutti i “pensionati” in riferimento agli aumenti dell’ inflazione. Non pare serio né giusto quel 10% di aumento per chi ha “lavorato” anche solo un mese nel Consiglio regionale estendendo il vitalizio anche ai figli. Questa é stata la politica del passato dei “regali” ad ogni elezione. Ma non si doveva aprire i centri del potere democratico – Senato, Camera,Consigli regionali ecc.- come scatole di tonno? Stolti quegli italiani che ci hanno creduto e purtroppo ancora tanti continuano a crederci.
Chissà, senza questo lavoro, cosa sarebbero stati in grado di fare ? A catena da Merloni ? Sarebbe saltata anche la catena !!
Da rivolta armata