«Rivendichiamo il diritto di riposare,
la malamovida è un problema serio».
Il piano di controlli nei weekend
CIVITANOVA - I residenti del centro tornano a denunciare i disagi causati dalle serate del divertimento «Non ce l'abbiamo con le attività commerciali ma il nostro riposo va tutelato». La Prefettura ha messo a punto la strategia per contrastare episodi di violenza e vandalismo

La prefettura di Macerata
di Laura Boccanera
Movida molesta a Civitanova, la prefettura mette in piedi un piano per contrastare atti di violenza e vandalismo. Intanto i residenti protestano: «Rivendichiamo il diritto di riposare, non ce l’abbiamo con le attività commerciali, ma l’operato delle forze dell’ordine non è sufficiente a risolvere il problema».
Già lo scorso fine settimana c’erano stati maggiori controlli a Civitanova. Nei giorni scorsi, in seguito alla riunione, in prefettura, del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Isabella Fusiello a cui hanno partecipato oltre ai rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, i gestori dei locali di intrattenimento, i commercianti e alcuni comitati di cittadini.
Per attuare quanto deciso e attuare una strategia condivisa ed efficace, nei giorni scorsi si è tenuto in Questura un tavolo tecnico al termine del quale, dice la prefettura in una nota «al fine di prevenire atti di violenza sia sulle persone che sulle cose, il disturbo al riposo delle persone e atti di vandalismo come avvenuto anche nell’ultimo periodo a Civitanova nei pressi di alcuni locali di intrattenimento, è stato messo a punto un piano di intervento che verrà attuato con effetto immediato in occasione dei fine settimana e di serate ritenute comunque più a rischio sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica». La strategia prevede la predisposizione di servizi mirati che saranno modulati con riferimento all’orario che alle aree di intervento. In campo oltre a tutte le forze dell’ordine anche agenti della polizia locale. Inoltre la prefettura sottolinea: «Per quanto riguarda gli istituti di vigilanza coinvolti da alcuni comitati di cittadini, sebbene questi si occupino esclusivamente della tutela dei beni, interagiscono comunque con tutti i rappresentanti degli organi di polizia impegnati nel controllo del territorio per la prevenzione e repressione dei reati nell’ambito di un concetto più volte ribadito di sicurezza partecipata».
Sin qui il fronte dei controlli. C’è poi chi nel centro di Civitanova ci vive. In particolare si tratta dei residenti che abitano nella zona attorno al Donoma (via Mazzini, via Vela, corso Vittorio Emanuele). Sono loro che tornano a parlare dopo l’intervento potenziato delle forze dell’ordine sabato scorso in occasione del concerto del trapper Simba La Rue.
I residenti puntano il dito contro la malamovida e annunciano collaborazione con altre associazioni cittadine e dialogo con le istituzioni sovra comunali per riuscire a risolvere la problematica: «Non vogliamo in alcun modo ostacolare le attività commerciali – dice in un comunicato Alessandro Mazzaferro a nome dei residenti del comitato – qualunque esse siano, ma rivendichiamo i diritto di riposare e vivere tranquilli nelle nostre case, cosa che da anni è venuta meno per la responsabilità di tutti, dei gestori dei locali per scelte discutibili e soprattutto delle amministrazioni che, nel voler legittimare il regolare svolgimento delle attività non sono state mai in grado di difendere e garantire i diritti dei cittadini.
L’operato delle forze dell’ordine lo scorso sabato non è servito ad evitare pesanti disordini, segnale di come il problema sia più serio e grave di quanto vogliano far trasparire il gestore del Donoma Daniele Maria Angelini e il sindaco. È vero che all’interno e nelle vicinanze della discoteca succede poco perché le criticità si riversano in misura esponenziale nelle vie limitrofe e l’azione di polizia e carabinieri si incentra prevalentemente in quella zona e rimane assente altrove.
Non esiste alcun preconcetto verso il Donoma o verso Angelini, tanto che come residenti da anni siamo in prima linea per la stessa problematica durante i mesi estivi. Il problema riguarda tutto un sistema di attività notturne che generano una mala movida che danneggia l’intera città, situazione aggravata dallo scellerato consumo dei territorio attraverso irrazionali costruzioni prive di parcheggi. Proprio per questo, noi residenti dei Centro stiamo già collaborando con diverse associazioni cittadine e, vista la compieta indifferenza dei sindaco verso le nostre istanze, siamo in contatto diretto con gli alti vertici delle forze dell’ordine per poter convogliare verso soluzioni ottimali».
«Sicurezza in corso Dalmazia, grande soddisfazione per l’iniziativa di vigilanza privata»
Movida, Civitanova blindata. Sventata una maxi rissa: in tre nei guai
Rissa e due ragazze prese a calci, individuati quattro giovani
MANDATELI NELLE ZONE INDUSTRIALI!! NESSUNO DIRA’ LORO CHE TOLGONO IL SONNO…
Signor Raffaelli concordo con lei certi locali dovrebbero stare dove non creano problemi al prossimo.
“Goddam”, ma perché i lamentosi che da anni piagnucolano senza ottenere niente, tanto da far pensare che forse tutto sto accanimento non c’è mai stato nonostante le notti da Jack lo Squartatore che allietano Civitanova By Night, non lo invitano loro un trapper. Suggerisco il grande Blek Macigno a cui spiegare che il comandante delle giubbe rosse è il geriatrico gerente del Donoma.
Una volta non si chiamava movida, ma ‘casino’. Bisognerebbe far causa ai titolari dei locali notturni che violano il regolamento comunale in tema di emissioni sonore informandone ufficialmente ARPA Marche e la prefettura. Tra l’altro è difficile (impossibile?) trovare il regolamento comunale nel sito web di Civitanova. Forse proprio non c’è.
…il problema più vero e più serio, comunque, è quello di come sono diventati i ragazzini e i ragazzi di oggi, col ‘diritto’ di poter fare e devastare quel che vogliono, di consumare qualsiasi porcheria, di fregarsene dei genitori (ma poi, dove sono i genitori, forse a far più o meno qual che fanno i bravi figlioli!!?), di seguire gli ‘insegnamenti’ di chi è interessato a formare ‘bande’, a spacciargli tante porcherie, a prendere ‘possesso’ del territorio e creare un tessuto sociale ‘logoro’ perché a loro fa comodo. E’ da lì che bisognerebbe partire, dalle fondamenta e anche della famiglia, tanto ‘schivata’ da molti ‘idealisti’, ma forse oramai è troppo tardi. gv
Bei tempi quando al posto della discoteca c’era un cinema.