«Il Comune non è un’azienda,
avanzo di 2,5 milioni? C’è poco da festeggiare.
Quei soldi andavano spesi per i cittadini»

MACERATA - Spi Cgil punta il dito contro l'ente: «Non ci hanno mai voluto ricevere per un confronto, non è possibile tenere i soldi in cassa quando gli asili nido coprono il 30% del fabbisogno e Imu e Tari schizzano in alto. Chiediamo all’amministrazione di ricordarsi che gestire la cosa pubblica significa avere a cuore il benessere di ogni singolo cittadino, e non solo la matematica dei bilanci»

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Romina-Maccari-SPI-CGIL-Macerata

Romina Maccari, segretaria di Spi Cgil Macerata

C’è poco da festeggiare nell’avere 2,5 milioni di euro di avanzo di amministrazione, secondo lo Spi Cgil. Il sindacato punta il dito sul Comune con una semplice domanda: perché quei soldi non sono stati spesi?

«Ci sorprende e preoccupa che un’amministrazione si vanti di non aver speso risorse pubbliche, quando esistono settori in forte sofferenza – fa sapere Spi Cgil Macerata in una nota – gli asili nido comunali, ad esempio, coprono appena il 30% del fabbisogno. E cosa dire delle tasse locali, come l’Imu e la Tari, che potrebbero essere ridotte per dare un po’ di respiro alle famiglie? E ancora, i servizi socio-assistenziali per gli anziani e le persone in difficoltà, la manutenzione dei parchi, l’edilizia scolastica e la mobilità: tutti ambiti che avrebbero potuto beneficiare di un investimento concreto».

Il sindacato denuncia il fatto di non aver mai ricevuto risposta dal Comune sulle sollecitazioni inviate proprio per avere un confronto in materia di bilancio. «Riteniamo grave che un soggetto come lo Spi Cgil, che porta avanti le istanze delle categorie più in difficoltà, venga escluso dal dialogo con le istituzioni – rimarcano – cosa ci aspettiamo da un Comune? Non certo che tratti il bilancio come una società per azioni, ma che investa le risorse disponibili per il bene collettivo, non per far quadrare i conti come se fosse un’impresa privata. Stiamo riscontrando negli ultimi anni questa tendenza di diverse amministrazioni, come ad esempio Matelica e San Severino, di incensarsi come “buone amministrazioni” per aver fatto avanzo di bilancio. Chiediamo all’amministrazione di Macerata, e a tutte le altre, di ricordarsi che gestire la cosa pubblica significa avere a cuore il benessere di ogni singolo cittadino, e non solo la matematica dei bilanci. Perché i soldi pubblici sono della comunità, e devono tornare alla comunità, non restare fermi in cassa».

 

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