Peste suina, sversamento a Civitanova:
la procura apre un’indagine
INCHIESTA - Nel corso di un trasporto di carcasse caricate su di un camion era fuoriuscito del liquido mentre il mezzo era in sosta. L'ipotesi di reato è la tentata diffusione di una malattia agli animali pericolosa all’economia rurale o forestale

I vigili del fuoco sul posto
di Gianluca Ginella
C’è una indagine della procura sullo sversamento di sangue infetto da peste suina a Civitanova. I fatti risalgono all’8 e 9 settembre quando da un camion in sosta in via Terraccini è stato visto colare del liquido. Il camion trasportava carcasse di 170 maiali abbattuti a Lodi per l’epidemia di peste suina. Il liquido che usciva, stando a quanto emerso sin qui, era sangue perso dalle carcasse.
La procura su quanto accaduto ha aperto un fascicolo e ipotizza il reato di tentata diffusione di una malattia agli animali pericolosa all’economia rurale o forestale. Le indagini sono al momento al loro principio e dovranno chiarire se vi siano state responsabilità da parte di qualcuno.

Quel giorno, dopo la scoperta dello sversamento, si erano concentrati sul posto sia il nucleo speciale dei vigili del fuoco destinato a far fronte al rischio batteriologico, sia gli esperti dell’Arpam per le analisi. Sin da subito è stato escluso che il rischio per la salute.

Il camion, di una azienda del Maceratese, era partito da Lodi con destinazione Latina. Nella città laziale dovevano venire smaltite le carcasse. Il mezzo si era fermato a Civitanova la notte dell’8 settembre. Una sosta che, sosteneva l’azienda, era stata prevista per il cambio degli autisti. Erano stati proprio gli autisti ad accorgersi dello sversamento di liquami. Quel giorno tra l’altro pioveva e questo ha fatto temere che i liquami fuoriusciti dal mezzo potessero essere finiti in fognatura. Una possibilità che, in seguito agli accertamenti, è stata subito esclusa.
Una vicenda che ha comunque suscitato preoccupazione a Civitanova, e per chiedere risposte è intervenuto nei giorni scorsi l’avvocato Giuseppe Bommarito su Cronache Maceratesi (leggi l’articolo).
….. sicuramente le indagini non porteranno buone notizie !!!
Hanno aspettato pure troppo
Sta’ diventando sempre peggio, purtroppo non esiste solamente il COVID.
Non mi intendo di trasporti, ma Latina sta dalla parte opposta di Civitanova, sul versante del Tirreno, non capisco il motivo di allungare o interrompere in questo modo un viaggio. Certo che gli autisti hanno bisogna del cambio, ma bisogna anche tener conto del carico, più è rischioso e meglio sarebbe fare il tragitto più breve che richiede il tempo minore e soste o pernottamenti minori. Anche perché se uno calcola i tragitti per andare da Lodi a Latina credo si impieghino circa due ore e mezzo in più cha da Lodi a Civitanova Marche, non parliamo di decine di ore. Però ripeto …… commento che va preso come fatto da me, cioè una persona che non è del settore.
Pur di arricchirsi le persone sciocche fanno delle stupidaggini incredibili.
Se Bommarito non attirava l’ attenzione su questo fatto che ha tutto di anomalo, sicuramente non si sono rispettate le leggi vigenti per questo tipo di trasporto….poi lamentiamoci e corriamo ai ripari quando tutto è successo; siccome siamo freschi di pandemia non si può soprassedere , chi ha sbagliato per superficialità o furbizia paghi e anche pesantemente.
Può anche essere che Civitanova sia così attrattiva da spingere i camionisti a deviare tanticchio dalle loro rotte per passarvi sia pur soltanto qualche ora ma preferibilmente anche di più.
L’iniziativa della Procura è un atto dovuto a fronte di una versione dei fatti fornita dalla ditta trasportatrice che è semplicemente ridicola ed offensiva dell’intelligenza altrui.
A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, per questo il commento di qualcuno quando qui uscì la notizia, che diceva esserci una o delle ditte che, dalle carcasse animali ricavano farina per allevare i pesci, sarebbe una spiegazione logica dello strano allungamento del percorso. Aspettiamo i risultati dell’indagine.
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