Ad ogni “calata” aggiornare il pescato,
tutti contro il nuovo obbligo:
«Siamo pronti alla protesta»

CIVITANOVA - La normativa europea impone la registrazione continua dell’e-logbook, sindacati e associazioni denunciano: «Burocrazia eccessiva e rischi per la sicurezza in mare»

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pescherecci

Obbligo di aggiornare la quantità di pesce pescato ad ogni “calata”, minacce di scioperi e azioni dimostrative da parte delle marinerie italiane.

Pescatori in protesta pe la nuova normativa europea che impone l’aggiornamento software con i quantitativi di pesce da indicare ogni volta che si cala la rete e non più dopo l’uscita in mare.

I sindacati e le associazioni di categoria parlano di un “eccesso di burocrazia e iperlegislazione” che impedisce l’attività di pesca e “mette a repentaglio la sicurezza”.

A far infuriare le cooperative “Casa del pescatore” e “Associazione civitanovese produttori ittici” è il regolamento europeo e la nuova disposizione in materia di aggiornamento dell’ e-logbook: «Da diversi anni i comandanti di motopescherecci – spiegano le due associazioni  sono obbligati da regolamenti europei a compilare l’e-logbook ovvero il giornale di pesca elettronico su cui vanno caricati i quantitativi di prodotto pescati.

Pescherecci_Foto-LB-1-e1657010769992-325x215Dal 30 settembre tale obbligo già assurdo diverrà ancora più assurdo poiché si chiede al pescatore di compilare il citato e-logbook ad ogni “calata” ovvero ad ogni ritiro a bordo della rete quindi circa ogni ora, indicando ogni chilogrammo di specie di pesce pescato.

L’assurdità della nuova obbligazione sta nel fatto che in mare i pescatori sono sempre impegnati nelle attività tipiche della professione e non hanno tempo materiale da passare al computer e non hanno certo il tempo necessario per inserire nel sistema elettronico tutte le specie di prodotto (decine e decine) e ad ogni “calata” ovvero praticamente ogni ora/ora e mezza.

Si pensi alle giornate di maltempo in cui già è difficile navigare, quando l’acqua a bordo la fa da padrone come potrebbe il pescatore passare ora al computer senza rischiare la propria incolumità.

L’obbligo imposto dall’aggiornamento software dell’e-logbook è oltremodo assurdo se si pensa che già il pescatore comunicava giornalmente quanto pescato, per cui la comunicazione ad ogni “cala” appare proprio un accanimento senza senso se non quello di mettere ancora un ulteriore impedimento all’attività di pesca da parte della commissione europea che ormai da anni si distingue per una legislazione contraria all’attività dei pescatori europei; basti pensare all’obbligo imposto dal “nuovo regolamento controlli” che, nonostante il voto contrario del Governo italiano, impone le telecamere a bordo delle imbarcazioni neanche i marittimi fossero “delinquenti”. II diritto al lavoro, come garantito dalla Costituzione, appare sempre più messo in pericolo da leggi assurde».

(l.b.)


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