«In 8 anni neanche un metro di piste ciclabili,
si fanno le cose come negli anni Settanta»
CIVITANOVA - Fiab mette nel mirino i lavori in viale Vittorio Veneto, via Verga e corso Garibaldi: «Potevano essere buone occasioni, non si è fatto nulla per la mobilità in bici»

Viale Vittorio Veneto dopo i lavori
«Dopo i tanti Bike Festival, i Bimbimbici, le Primavere in Bici, le conferenze sulla transizione ecologica, persino le pedalate fino a Bruxelles, non è stato realizzato un metro di nuova ciclabile negli ultimi otto anni». Parole e musica della Fiab Costa Macerata-Fermo, che punta il dito contro le ultime manutenzioni stradali effettuate dal comune di Civitanova, che non hanno previsto la realizzazione di nuovi tratti ciclabili.

La strada nei pressi della scuola Zavatti
«Come temevamo, anche nei lavori di riasfaltatura di viale Vittorio Veneto, così come accaduto in via Verga e così come a questo punto sarà in corso Garibaldi, non si è approfittato di questi interventi per migliorare la mobilità ciclabile verso le scuole – sottolinea l’associazione – quando l’amministrazione comunale di Civitanova si vanta dei lavori in corso con roboanti comunicati stampa, addirittura con video musicali o riprese effettuate con futuristici droni, si vorrebbe capire di cosa si stiano vantando: per mettere giù asfalto servono solo operai e per progettare la semplice riasfaltarura delle strade sono sufficienti i tecnici comunali; fino a prova contraria i finanziamenti non vengono dalle tasche degli assessori: per cui il sindaco e la giunta di cosa si vantano esattamente? Asfaltare le strade si chiama manutenzione ordinaria. Alla giunta è richiesto dare indirizzi per nuove strategie di sviluppo della città. Saper guardare al futuro, saper accompagnare la transizione che oggi viene chiesta a qualunque amministrazione verso una vita di qualità nei centri urbani. E invece si continua a non far nulla per una mobilità ciclabile e sostenibile. Una presa in giro su tutto il fronte».

Via Monfalcone
La Fiab ricorda che la normativa vigente prevede la necessità di creare una percorrenza ciclabile ad ogni nuova opera. «Ma pure il Biciplan approvato nel 2022 da questo stesso sindaco prevedeva in via Verga, viale Vittorio Veneto, via Monfalcone e via Nelson Mandela le corsie ciclabili per le scuole – continua l’associazione – e il progetto della BiCitanòPolitana, donato al Comune dalla Fiab, prevede nel dettaglio ogni singolo passaggio lungo quelle strade, come fosse un progetto esecutivo. E invece nulla di nulla. A Civitanova le cose si fanno come negli anni Settanta, si riasfaltano le strade riposizionando carreggiate per le auto, ampie e rettilinee, posti auto su entrambi i lati delle strade, assenza completa di banchine, figuarsi fare corsie ciclabili o piste ciclabili. Fermi saldamente all’idea di una città paralizzata in mezzo alle lamiere delle automobili. I ragazzi che frequentano la scuola elementare Silvio Zavatti, la scuola media Annibal Caro e gli istituti superiori del Leonardo Da Vinci, non avevano la possibilità di raggiungere le scuole, così come i tanti impianti sportivi della zona, dalla pista ciclabile del lungomare, senza rischiare la vita, dovendo percorrere le strade in controsenso, oppure transitando su strade a scorrimento veloce, o, peggio, salendo sui marciapiedi con la bicicletta. E purtroppo oggi possiamo dirgli che nonostante i milioni spesi dal Comune, continueranno a non poter andare a scuola in bici ancora per molto tempo. I vertici del Comune hanno deciso che non meritano la loro attenzione».
Riapre viale Vittorio Veneto «Ora al via altri restyling, a partire da corso Garibaldi»
Molto bene avanti così che andiamo bene l’importante è riempirsi di risorse non solo qui ovviamente che ci pagano le pensioni ma per favore……più che altro riempiono le nostre carceri cosa molto importante io onestamente ci manderei coloro che sono stati capaci di fare un debito pubblico monstre che onestamente non so proprio come sarà ripagato.
A quando la ciclopedonale che attraversa il Chienti?
È possibile che solo a Civitanova non si riesca a portarla a termine? Siamo gli ultimi… In tutte le Marche!!
Deve cambiare la classe dirigente ma, Civitanova, in 78 anni di elezioni, non è stata capace di esprimerne una decente.
Senza urbanistica e bilancio partecipati, le decisioni saranno ancora e sempre prese nelle segrete stanze, seguendo logiche lontane dal bene comune.
La responsabilità di tutto è sì della maggioranza, ma anche dell’opposizione, che spesso non fa quello che le compete, ossia non controlla ciò che fa la maggioranza e quindi non interviene.
Ecco qui Ciarapica in una meravigliosa e rarissima istantanea. Si tratta della numero 34654334. Lo si vede in bici mentre fa quello che ha fatto sempre: pubblicizzarsi. Da un bel pezzo ne ha dette talmente tante sulle ciclo pedonali che quasi potrebbe riuscire a far dimenticare tutte le sue inutili, deprecabili, superflue, insignificanti, inverosimili ecc. ecc. repliche come quella che magari potrebbe tirare fuori in questo caso, anche se ultimamente a delle noti dolenti non ha infierito su se stesso e forse farebbe meglio a farlo anche questa volta. Che c’è da dire, è il primo cittadino ed è inutile che qualcuno si appresti a dire” figuriamoci l’ultimo, non fa più ridere.. Come civitanovesi siamo tutti uguali. Più grossa stamattina non mi viene e allora mi accontento. Tutti dovremmo essere soddisfatti di quello che abbiamo, però che non ci si porti per i fondelli e che soprattutto tutto sia chiaro. Per la prima purtroppo inutile sperarci, per la seconda è fisiologico che non ci sia mai niente di trasparente. Almeno fino al giorno dell’Argameddon , dove si squarceranno tutte le piste ciclo promesse da Ciarapica e lui, casco in testa salterà fuori dall’infuocata fenditura inseguito da tutti gli impegni presi e mai mantenuti che lo rincorrono per togliergli la bicicletta, le scarpe, il casco può tenerlo e che a piedi,sull’ inquinatissimo sito archeo-ciclo dalla spiaggia e lungo il Chienti dovrà vedersela con tutti i veleni trasformati in orridi serpenti. L’articolo dice tutto, io mi diverto, Ciarapica pure e si va avanti senza nemmeno la soddisfazione di poterlo eleggere nuovamente a sindaco. Ma si è laureato, e chissà forse aspirerà ad un posto più idoneo a lui dove anche se non parla male non starebbe,anzi. Finché parla di Cosmari con quei poveracci che a forza di salire e scendere si troveranno con le reni spezzate, mica vanno in bicicletta da un lato all’altro dell’obiettivo fotografico…. Oppure in altre occasioni dove può perdere anche tempo, soldi mai, sto parlando chiaramente della paga , extra in questo genere di esercizio non esistono, dove la sua presenza è indispensabile come quella di tutti gli altri. Ma come disse il Profeta.” Arriverà anche per loro il giorno, non che non avranno più gli occhi per piangere, ma parti edili da divorare e poi da evacuare. Stupidata: chi li scoccia a quessi. Aggiungo per gli sportivi indirizzo figurina del grande ciclista. Per il momento purtroppo non scorgo personaggi che giudico abbastanza affidabili per prossimo consiglio ma mai ho visto elementi talmente ” brutti” nel senso civitanovese: ” se si brutto fra!”.
La colpa è dei cittadini che hanno rieletto il sindaco nonostante aveva già dimostrato di essere inadeguato. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
…una pista ciclabile in Viale Vittorio Veneto!!? Mi sembra che ce ne sia una parallela a quel viale a poche decine di metri!!! Servirebbe a cosa, a togliere ulteriori parcheggi!!? gv
E BRAVO G.V. CERTO CHE CE NE E’ UNA PARALLELA E SAREBBE TROPPO PER LA NOSTRA CITTA’ AVERNE UNA PER OGNI SCUOLA. MA CON QUELLE BUSBANE CHE ABBIAMO LA CREATIVITA’VALE AL MASSIMO PER VITA VITA. CON QUINTALI DI TAVOLI PEMMAGNA’EBBASTA.
PS=LA BUSBANA CIARAPI’ IL PONTE LO FARA’ MAI!?
E noi di Corridonia cosa dovremmo dire delle piste ciclabili, non dico del capoluogo, dove le strade sono in salita, ma di San Claudio, dove è tutta pianura. La pista ciclabile con tanto di info-point-bike doveva essere una realizzazione della passata amministrazione del Partito Democratico. Anzi, doveva essere il fiore all’occhiello dell’assessore Monica Sagretti, che tanto si era spesa per amore della sua contrada e della sua amata chiesetta rurale di San Claudio al Chienti, come aveva scritto sul suo post. Un amore traboccante da campagna elettorale tale da fare piangere di commozione anche chi non amava le biciclette…
L’info-point-bike c’è, ma dove è la pista ciclo-pedonale da Civitanova per Macerata promessa? Così avevano chiesto due giovani coniugi civitanovesi di nome Piero e Silvia. Incazzati marci poiché non avevano trovato realmente sulla strada ciò che era stato scritto sulla carta… No, la pista ciclo-pedonale tanto sofferta per farla realizzare e reclamizzata come realizzazione dell’amministrazione di Sinistra non c’è. E non ci sarà. Rimarrà l’info-point-bike costato soldi pubblici buttati via solo per le cervellotiche pretese irrealizzabili (allucinanti e costosissime) di un’assessore, a cui oggi è rimasto solo lo sforzo di firmare una petizione all’arcivescovo di Fermo Rocco Pennacchio di cacciare dall’amata chiesetta rurale di San Claudio chi ha cercato di realizzare un flusso turistico verso Carlo Magno e la sua capitale Aquisgrana qui a San Claudio, dove invece sembra che essere ignorati e ignoranti (della verità storica) sia una condizione di felicità.
Fare una posta ciclabile in Corso Garibaldi e Via Veneto significherebbe togliere tutta una fila di parcheggi in una zona indispensabile dove sono sempre pieni, mi sembra assurdo tanto più che poche decine di metri di distanza c’è già tutta la ciclabile sul lungomare. Un’altra ciclabile avrebbe semmai più senso lungo la statale.
…allora, in tutta Civitanova, facciamo tutte, ma proprio tutte, piste ciclabili, in modo che, nei prossimi dieci venti anni, il Giro d’Italia passerà sempre qui da noi!!! gv p.s.: e poi, di cosa si lamenta il caro Attilio, quando in realtà a Civitanova abbiamo la pista ciclabile più grande d’Europa (ciclabile, ‘elettrico ciclabile’, ‘monopattinabile’…), che mi risulta sia in Corso Umberto…e non mi si venga a dire che i ‘poveretti’ con la bici sono costretti, per la pericolosità (che, comunque, c’è), a passare sul marciapiedi, poiché parallele al corso ci sono numerose vie, poco trafficate dalle automobili, che potrebbero benissimo essere usate!!! Pedalate, gente, pedalate (come pedalo io…), ma dove è meno pericoloso e SI PUO’!!!