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«Cosmari, per la prima volta
cda eletto senza l’unanimità:
nomine fatte col manuale Cencelli»

RIFIUTI - Pd Recanati all'attacco del centrodestra dopo il via libera ai nuovi vertici dell'azienda: «si rincorre il privato e il timore per un'apertura è sempre più concreto». Rincara la dose l'ex deputato potentino Mario Morgoni: «Operazione predatoria e tracotante. Gattafoni si è espresso esplicitamente a favore di un termovalorizzatore»

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Valentina Mordini, segretaria del Pd Recanati, e Mario Morgoni, ex deputato dem

«Nomine fatte seguendo alla lettera il manuale Cencelli». Anche la sezione recanatese del Pd, dopo l’affondo di ieri del segretario provinciale Angelo Sciapichetti, è fortemente critico nei confronti del centrodestra dopo il voto che ha ridisegnato i vertici del Cosmari.

valentina-mordini-e1638783976821-298x400«Nomine che lasciano una certa amarezza in bocca – affermano i dem leopardiani – ci sentiamo di condividere le perplessità e le preoccupazioni di quei 12 Comuni del nostro territorio che hanno deciso di non votarlo: è la prima volta che un nuovo cda Cosmari non viene approvato all’unanimità. È noto pure il periodo di difficoltà che nei mesi scorsi ha determinato la circolazione di voci sulla ricerca di un partner privato che avrebbe corrotto una governance pubblica, per noi irrinunciabile nella gestione di settori sensibili e strategici come quello dei rifiuti. La nostra opposizione alla proposta è stata fermissima e si è concretizzata con la presentazione di una mozione condivisa in consiglio con la maggioranza. Un ottimo passaggio politico dove tutta la rappresentanza politica recanatese si è unita per difendere comuni interessi. Lo stesso spirito avrebbe dovuto animare i rappresentanti della destra in Provincia, che anziché puntare alla rendita delle poltrone, avrebbero dovuto selezionare profili con grandi competenze nel settore. Le soluzioni si trovano non certo rincorrendo il privato, timore che a questo punto si fa sempre più concreto, ma nominando un consiglio altamente qualificato, capace di raccogliere le grandi sfide proposte dal settore».

Il Partito democratico ricorda anche la questione discarica, che riguarda da vicino anche Recanati. «Una spada di Damocle che pende sulla testa di noi recanatesi – ribadiscono i dem – se è vero che la nomina di un rappresentante esperto come Alfredo Mancinelli e la delega specifica sul tema della discarica consegnata al consigliere Brizi ci rassicura sulle buone intenzioni dell’amministrazione recanatese, non possiamo chiudere gli occhi sulla minaccia di una discarica sul nostro territorio che da oggi si fa più concreta».

morgoni-elezioni-1-325x244A rincarare la dose arriva Mario Morgoni, ex deputato e candidato sindaco del centrosinistra nella vicina Potenza Picena, città che esprime il nuovo presidente Paolo Gattafoni. «Nella condizione più critica nella quale si trova il Cosmari dalla sua nascita, la destra decide di assestargli il colpo di grazia con una operazione predatoria e tracotante – accusa Morgoni – anziché guardare alle sfide oltremodo difficili che la più grande azienda pubblica della provincia di Macerata deve affrontare, gli accoliti della Meloni si sono preoccupati di aggiustare le caselle interne con tanti saluti alla competenza, all’interesse pubblico e ai cittadini che pagheranno il conto salato di questa scelta dissennata. Il rinnovo del consiglio di amministrazione, che poteva essere l’occasione per far nascere un progetto innovativo di risanamento e di rilancio, fortemente e unitariamente concepito e condiviso, ha visto la destra regionale e provinciale protagonista di una delle pagine peggiori che la politica potesse scrivere. Rifiuto totale di ogni accordo e di ogni benché minima condivisione che coinvolgesse, a prescindere dalle appartenenze, amministratori di ogni espressione politica e civica, esperti e le comunità interessate. Nessun ragionamento aperto sulle linee programmatiche, nessuna volontà di cercare figure con adeguate competenze in materia, di comprovate esperienze imprenditoriali ed ecologiche, organizzative o politiche all’altezza del compito. A parte il legittimo stupore per la scelta del presidente, sconcerta il fatto che nessuna delle figure nominate, meritevoli di totale rispetto a livello personale, possieda oggettivamente i requisiti minimi necessari per affrontare la fase che il Cosmari dovrà gestire. Addirittura il presidente ha più volte pubblicamente assunto una esplicita posizione a sostegno della realizzazione di un termovalorizzatore. Sarà quella la nuova strategia del Cosmari? Esiste una strategia degna di questo nome? Il neo presidente, tra le altre cose, risulta anche beneficiario di una serie di incarichi professionali da parte del Cosmari; l’ultimo, per un importo di 12mila euro, conferitogli appena lo scorso mese di maggio, in piena campagna elettorale amministrativa a Potenza Picena dove l’avvocato Gattafoni era candidato con Fratelli d’Italia. Dopo l’incarico come psicologa alla sorella della direttrice generale, un’altra testimonianza dell’uso privatistico delle aziende pubbliche da parte della destra, altro che merito. A questo punto è lecito chiedersi se la destra provinciale abbia consapevolmente deciso di mettere in liquidazione il Cosmari, magari offrendolo a prezzi di saldo a soggetti privati, o se si tratti di totale irresponsabilità politica e istituzionale. In ogni caso saranno i cittadini della provincia di Macerata a pagare le dure conseguenze di questo disastro. Già oggi le tariffe Tari continuano ad aumentare ed a togliere soldi a cittadini e imprese.  L’unica, magra consolazione, è che la destra ha deciso di fare tutto da sola e alla fine sarà fin troppo facile individuare il responsabile di questa annunciata disfatta».

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