Aggressione alla moglie in stazione,
l’uomo ammette e si difende dal Gip:
«Volevo che se ne andasse»
TOLENTINO - Il 36enne è stato arrestato martedì e oggi è comparso in tribunale. Ha detto che i dissidi sono nati perché lei gli aveva confessato un tradimento (in seguito aveva detto di esserselo inventato). Disposto il divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico
«L’aggressione a mia moglie? Tutto è cominciato quando a maggio mi ha confessato di aver avuto un rapporto extraconiugale, in seguito lo ha negato ma volevo che se ne andasse perché non ce la facevo più a vivere in questa situazione», così in sintesi l’operaio di 36 anni che lo scorso martedì ha aggredito la consorte alla stazione di Tolentino. Oggi è comparso davanti al giudice Daniela Bellesi, del tribunale di Macerata, per la convalida dell’arresto. Le contestazioni sono maltrattamenti in famiglia e lesioni.
Ad assistere il 36enne è l’avvocato Francesca Forconi. L’uomo oggi ha dato la sua versione dei fatti (oltre all’episodio di martedì gliene viene contestato un altro, avvenuto l’11 giugno).
Il 36enne ha ammesso l’aggressione alla stazione di Tolentino, ha spiegato che voleva che la moglie se ne andasse e raggiungesse la sua famiglia e che l’aveva portata a prendere il treno. La donna però non voleva più partire e a quel punto è avvenuta l’aggressione. L’uomo al giudice ha detto che i rapporti si erano deteriorati perché la moglie a maggio gli aveva detto di averlo tradito, in seguito aveva negato dicendo che se l’era inventato. All’uomo viene contestato anche un altro episodio, che risale all’11 giugno, anche in quel caso, dice l’accusa, avrebbe picchiato la donna. Il 36enne ha negato di aver picchiato la donna in quel caso. Lei non aveva sporto denuncia. Nel corso delle indagini sono stati sentiti anche i vicini di casa che sostengono di non aver mai sentito liti.
Al termine dell’udienza il giudice ha modificato la misura cautelare degli arresti domiciliari, in divieto di avvicinarsi alla moglie con braccialetto elettronico. Per il giudice non ci sarebbero i gravi indizi per il reato di maltrattamenti mentre sono provate le lesioni per i fatti di martedì. Anche perché l’aggressione in stazione è stata ripresa dalle telecamere.
(Gian. Gin.)
una donna non si tocca neanche con un fiore. Però poteva tranquillamente mollarla in mezzo alla campagna, legittimamente
Per il sig. Passaretti. Una donna si tocca e come, certamente non con la violenza ma con il suo consenso. D’altronde ‘mollarla’ significa usarle violenza. Apertis verbis.