«Sempre difficile per le aziende
trovare personale qualificato:
così ci rimette tutto il sistema»
CONFARTIGIANATO con il presidente territoriale Enzo Mengoni: «Il mismatch nel reperimento di alcune professioni incide indubbiamente in maniera negativa sulla competitività delle nostre imprese, bloccando la spinta degli investimenti»

Enzo Mengoni
«Come abbiamo con rammarico sottolineato più volte, è sempre difficile per le nostre imprese trovare personale qualificato in molti settori e, nonostante la crescita generale dell’occupazione, il mismatch nel reperimento di alcune professioni ha dei costi non indifferenti per tutto il sistema». Sono le parole del presidente di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli-Fermo Enzo Mengoni
Secondo il report dell’Ufficio Studi dell’associazione, nelle Marche notiamoche sono state 68.290 le risorse difficili da reperire nel 2023, cioè il 48,6% del totale: sopra la media nazionale. «Il costo del mismatch connesso a lunghi tempi di ricerca dei lavoratori per le micro e piccole imprese italiane è di 13,2 miliardi di euro, pari allo 0,81% del valore aggiunto – spiega Confartigianato – Andando a livello provinciale, si evidenzia che tale incidenza è più elevata della media nazionale nelle tre province di riferimento: Ascoli Piceno, 0,85% del valore aggiunto provinciale e 42 milioni di euro di valore aggiunto prodotto in meno a causa di ricerche durate oltre 6 mesi; Fermo, 0,88% del valore aggiunto e 33 milioni di valore prodotto in meno; Macerata, 0,85% del valore aggiunto e 66 milioni di euro di valore prodotto in meno».
Secondo l’associazione, sull’aumento dell’occupazione potrebbe contribuire l’orientamento delle imprese che, a fronte della difficoltà di reperire manodopera, potrebbero aver trattenuto i lavoratori anche in misura superiore al fabbisogno. «Andando – specifica infatti Confartigianato – a fare una classificazione sulle pratiche maggiormente adottate dalle imprese (con dieci addetti o più) per trattenere e/o attrarre le persone, notiamo: Ascoli Piceno, il 57,9% adotta almeno una pratica e tra le tre più attivate: il 29,9% punta sulla possibilità di incremento salariale; il 22,9% sulla flessibilità negli orari; il 16,7% su gradi crescenti di autonomia sul lavoro in relazione a specifiche competenze o mansioni; Fermo, il 53% adotta almeno una pratica e tra le tre più attivate: il 27,1% punta sulla possibilità di incremento salariale; il 22,4% su flessibilità negli orari; il 16,2% su gradi crescenti di autonomia sul lavoro in relazione a specifiche competenze o mansioni; Macerata, il 67% adotta almeno una pratica e tra le tre più attivate: il 33,9% punta sulla possibilità di incremento salariale; il 27,1% su flessibilità negli orari; il 20,6% su gradi crescenti di autonomia sul lavoro in relazione a specifiche competenze o mansioni; Nelle Marche il 62,6% delle aziende adotta almeno una pratica».
«Il mismatch nel reperimento di alcune professioni incide indubbiamente in maniera negativa sulla competitività delle nostre aziende, bloccando la spinta degli investimenti – aggiunge Mengoni – Anche per questo motivo notiamo come gli imprenditori si stiano orientando nel trattenere le risorse strategiche, adottando più pratiche che sicuramente migliorano la qualità del lavoro stesso dei dipendenti. Ma è chiaro che ciò da solo è insufficiente. Come abbiamo recentemente riportato, l’occupazione under 35 è in crescita nel rapporto 2023/pre-covid nell’Ascolano (+1,8%) e Maceratese (+0,8%), meno nel Fermano (-6,7% ma in lieve ripresa paragonato al 2022, con un -1,3%). Quello che dobbiamo più in generale potenziare è la formazione per diminuire il divario che si crea nel marcato del lavoro tra domanda e offerta. In tale direzione abbiamo un nuovo progetto che presenteremo in questi giorni».
Occorre assumere personale non italiano, non c’è alternativa. Quindi occorre sensibilizzare e convincere la ministra, la dr.ssa Marina Elvira Calderone.
Con l’occasione ecco la notizia di oggi: https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/07/04/calderone-ieri-ispezionate-310-aziende-66-irregolarita_9eec34d5-607f-43fe-8f5e-eba6ffc869a0.html
Marchigiani braccini corti. Le persone qualificate semplicemente vanno altrove e qua si prendono gli stranieri perché così conviene. Questa è la realtà
Bravo signor Iacobini altro lavoro agli immigrati, così quando non resterà più neanche un posto si verrà a mangiare da lei
Per il sig. Monaro. Guardi che gli immigrati già ci sono e lavorano, pensi ad esempio al personale medico straniero, infermieri e dottori, che lavorano in Italia.