«Macerata prima, Civitanova ora
Basta puzza sotto al naso
Il calcio non cambia i piani della Lube volley»
LO SFOGO dell'ad e vicepresidente durante la presentazione della campagna abbonamenti. Pretende rispetto per un club che in 35 anni di storia - anche quella recente - ha vinto tutto. «Il progetto che è nato a Treia non va a togliere nulla alla pallavolo, da tempo abbiamo avviato un percorso con al centro i giovani». VIDEO
di Marco Cencioni
«Siccome siamo di Treia quelli di Macerata c’avevano la puzza al naso, poi ci siamo trasferiti a Civitanova e anche qui hanno la puzza sotto al naso. Dopo queste parole qualcuno dirà “l’abbonamento alla Lube non la farò sicuramente” ma è meglio così perché chi ci sceglierà avrà una motivazione vera per farlo».

Albino Massaccesi, vice presidente della Lube
Albino Massaccesi è un fiume in piena. Durante la presentazione della campagna abbonamenti della Lube il vice presidente della società di volley si lascia andare ad uno sfogo di quasi mezz’ora. Pretende rispetto per la storia «di una società che fa sport di squadra nella regione al vertice da sempre, difficile trovarne una così nelle Marche» e per la passione e competenza di chi la gestisce «abbiamo vinto tanti scudetti, e sfiorati altri, in annate in cui il nostro budget era inferiore alle altre competitor. E’ sempre tutto normale quando si parla dei nostri risultati e non è possibile».
Ce n’è per tutti, per qualcuno in particolar modo ma senza fare mai i nomi, con un tono che non si alza mai ma che fa un rumore assordante. L’orgoglio di chi è stato sempre in prima linea prende vita e urla per dire basta ad una serie di voci, di chiacchiere come le etichetta, perché «voglio essere realista e diretto, dopo tantissimi anni di pallavolo voglio dire cosa penso».

Albino Massacessi questa sera in conferenza con Giuseppe Cormio
Massaccesi inizia dopo aver specificato che il discorso calcio «è una scelta della proprietà che non c’entra niente con il volley, sembra che vada a togliere qualcosa alla squadra di pallavolo ma non è assolutamente così perché da tempo abbiamo avviato un percorso in una direzione ben precisa che è sotto gli occhi di tutti. E vedere qualcuno che si allontana dal sostenerci perché c’è una squadra che non è dichiaratamente organizzata per vincere uno scudetto, ma solo per giocare bene, far crescere talenti e ottenere risultati è inconcepibile. Vorrei ricordare che la nostra società ha 35 anni e io sono qua dall’inizio – sottolinea il vice presidente del club cuciniero – e qualcuno dice che la Lube si è anche stancata, ma magari ci si dimentica che quando abbiamo iniziato nel mondo della pallavolo c’erano Mediolanum, Messaggero, Benetton, Cuneo, Panini Modena: di queste hanno chiuso tutte, imprenditori con dieci volte la potenzialità della Lube sono scappati. Oggi pensare che noi abbiamo la necessità di ridurre o di non fare spese è folle. Per avere un giocatore importante non si può spendere il doppio del valore dell’atleta e quindi non abbiamo ridotto l’investimento per il gusto di ridurre ma per una costatazione di fatto della situazione attuale».

La Lube e la festa in Comune a Macerata per uno degli scudetti vinti
Massaccesi vira sul discorso ospitalità: «La nostra è una società che per 35 anni ha lavorato e non per partecipare. Nell’ultimo ventennio siamo i più vincenti, l’impegno del club è stato pesante ma con risposte non del tutto adeguate. Abbiamo avuto problemi nel far capire che la parola Lube serviva alle nostre amministrazioni che ci hanno ospitato anche a farsi un po’ di pubblicità e credo che se la sono fatta con il nostro nome. I primi anni ci chiedevano se Macerata fosse un paese della Calabria, ecco quanto era conosciuta. Credo che il nostro impegno abbia avuto dei riscontri anche per la città che ci ha ospitato come in questo momento la città che ci ospita si trova nella stessa identica situazione del capoluogo».
Massaccesi sottolinea: «Sembra che ultimamente qualcuno si sia offeso perché Giulianelli ha detto che siamo ospiti, qualche volta neanche graditi, a Macerata come lo siamo a Civitanova e qualcosa di vero c’è sicuramente. Si legge di tutto e di più e qualcuno dice “Finalmente tornano a Treia”, personaggi che sarebbe bene che neanche parlassero. Va di moda dire che per noi hanno fatto il palazzetto, che lo utilizziamo in esclusiva e che non lo concediamo a nessuno, che è stato un regalo, che è tutto gratis: sono obbligato a far parlare la storia».

L’Eurosuole Forum di Civitanova
Il vice presidente biancorosso ripercorre tutte le tappe. «Nel 2014 abbiamo ricevuto una richiesta di colloquio con l’amministrazione civitanovese del momento che ci chiedeva se ci saremmo trasferiti, insieme al Montegranaro basket che era in Serie A, qualora fossero stati in grado di costruire un palas. Abbiamo dato l’ok e la disponibilità a gestire il palazzetto che sembra una cosa semplice ma non lo è. Si dice che il Comune ci abbia dato un contributo di 70mila euro all’anno per la gestione, la situazione è che la cifra dell’Ente viene data alla proprietà di questo palasport che per 30 anni non è del Comune ma di chi l’ha costruito».

Pioggia nel palas
Massaccesi spiega: «Un aiuto quindi a pagare un mutuo fatto dall’amministrazione di due milioni in vent’anni da pagare al credito sportivo e per far sì che fosse concesso il primo impegno è stato che il Comune metteva 70mila euro all’anno. Oltre a questa situazione c’è stata la firma di una fidejussione, per farla breve in venti anni la rata è sull’ordine dei 130-140 mila euro all’anno. In tutto questo, la proprietà ha anche il diritto di scegliere la denominazione del palas che va a coprire quel mutuo che si paga anno per anno. E lo gestiamo perché la proprietà l’ha assegnato dicendo di portarlo avanti noi con tutte le condizioni per fare in modo che possa essere utilizzato da qualsiasi società voglia utilizzarlo.
Siamo così entrati in un palas vuoto per la modica somma, spesa solo per il necessario per fare la Serie A di 250mila euro. Più la manutenzione adeguata all’impianto e ce ne vuole tanta considerando anche qualche difetto strutturale, qualche problema quando piove, i 150mila euro per adeguare illuminazione: tutte spese che restano al palas, che restano ai civitanovesi.

Il sold out nel palazzetto di Civitanova
Spendiamo, in economia, 180-200mila euro all’anno per tutta la macchina: questi sono i regali che ci sono stati dati a Civitanova. Altre squadre spendono 70-80mila euro all’anno, altri hanno un contributo di gestione, perfino le società di altri sport nel Comune hanno la possibilità di avere la gestione con esclusiva pertinenza. E in tutto questo c’è anche la questione che sarebbe un palazzetto che usiamo solo noi e che non lo vogliamo dare in affitto a nessuno. Solo per fare un concerto, ad esempio, e non per tutto il costo dell’evento ma solo entrare, ci vogliono 200mila euro. Noi siamo in grado di dare palas a chi lo vuole se non c’è la partita nel fine settimana, con relativi costi per l’affitto come dovunque avviene».

La Lube dello Scudetto 2022
Le parole di Massaccesi sgorgano sicuramente a partire da un constatazione sportiva: «La nostra è una piazza particolare, va di moda dire che se non giochiamo per vincere lo scudetto non sia interessante venire a vedere le partite, questa non è un filosofia che possiamo continuare a sposare – specifica – . Negli ultimi dieci anni Modena ha vinto pochissimo, ogni inizio stagione apre la campagna abbonamenti e dopo quattro giorni arriva a quota 1500. Ci sono appassionati che seguono la squadra e hanno la pallavolo nel cuore e ogni domenica la partita è un punto di riferimento, cosa che qui vedo relativamente.
Dopo aver detto queste cose non ho nessun problema se si schierano tutti insieme contro di noi, dagli amministratori ai dirigenti delle varie società sportive a tutti coloro che pensano che qui noi ci divertiamo e abbiamo tutto gratuitamente – conclude -. Dobbiamo far sapere a tutti come stanno le cose per fare in modo che si spendano con coscienza i 20-30 euro per venire al palazzetto di Civitanova. Perché questa non è una realtà di Treia e della Lube ma è di Civitanova. Sono a disposizione di chi si sentirà offeso infine: questi ragazzi meritano di avere un pubblico come qualsiasi altra squadra di questo campionato»,
La Lube Civitanova lancia “Gimme Five” Al via la campagna abbonamenti
Io invece mi chiedo quando finirà la prosopopea di questa gente. E, soprattutto, quando inizieranno a chiedersi perché sono invisi da tutti, ovunque vadano e in qualsiasi sport si cimentino. Forse è proprio a causa di questo atteggiamento di superiorità che manifestano in ogni occasione? C’è un vecchio adagio che mi ripeteva sempre mia nonna: “poli stà cent’anni sotto un camì…”. E, ahimè, questo camino non ha ancora insegnato nulla a queste persone tronfie di presunzione, con un “io” ipertrofico” che deborda in ogni dove spargendo a destra e a manca potere, denaro, megalomania, trionfalismo. Lo dimostra il recente interessamento al mondo del calcio: si vuole avviare una nuova avventura rivolta a far crescere le risorse del territorio? Bene, lo si faccia con umiltà, partendo da figure del territorio senza scomodare personaggi come Federico Giunti (uomo squisito, di grandi valori che spero si renda conto presto che, evidentemente, la provincia di Macerata non gli porta fortuna). Poi, mi consenta signor Massaccesi, lei non può permettersi di citare gente la cui ignoranza sfiora il ridicolo (quelli che credono che Macerata sia un comune della Calabria) e vantarsi di aver accreditato questa città grazie alla pallavolo: Macerata è una città meravigliosa ricca di storia, arte e cultura e chi non la conosce è un troglodita che non merita neppure di essere citato, né da lei né da nessun altro. Grave ciò che detto, tanto grave che dovrebbe accomunare, per una volta, sportivi maceratesi e civitanovesi nel manifestarle il disprezzo che merita.
concordo in tutto su quanto scritto dal signor Alessandro Savi non tolgo ne aggiungo.
Li avete già presi per i fondelli la popolazione di Treia specialmente quei super tifosi che venivano da altri comuni o frazioni con la pallavolo Civitanova con la scusa del palazzetto poi negli ultimi tempi vedevo meno tifosi di Macerata perciò fate attenzione a certi proclami per favore !!!…
Albino non ti curar di loro ma guarda e passa….La Lube e’ un’eccellenza in tutti i sensi e quindi desta invidia tra alcuni italiani…..se il palazzetto continua ad esser pieno…
Una Provincia che ha paura del grande con il solito dilemma MACERATA – CIVITANOVA MARCHE. Quando degli imprenditori in questo caso della LUBE riescono a valorizzare il comprensorio attraverso lo sport ci sono sempre quelli che tirano fuori il solito campanilismo, prima MACERATA ora CIVITANOVA M. La LUBE squadra è una realtà e tutti noi dobbiamo crederci compresa la classe politica, soprattutto la politica deve ringraziare questi imprenditori appassionati della palla a volo che guarda caso nessuno ne parla crea lavoro per tante famiglie (di Macerata dove secondo una tradizione ci deve stare solo il lavoro statale) in passato si è rifiutato industrie sulla produzione di elettromedicali…. ci si rispondeva (noi siamo la città dei servizi) quante famiglie maceratesi lavorano alla LUBE ? molte i posti statali sono finiti allora ringraziamo le iniziative di questi Imprenditori che mettono mano al loro portafoglio per amore dello sport e della loro terra noi tifosi dobbiamo solo difenderli e scrollarci di dosso questo stupido campanilismo molto sorpassato dai tempi. Macerata ha bisogno di Civitanova M. come Civitanova ha bisogno di Macerata. Forza LUBE coraggio siete molto avanti da questo modo di comportamento e di mentalità il maceratese non è il modenese Voi siete al passo con i tempi e la vostra produzione sembra che lo stia dimostrando. Buona Strada Ivano Tacconi Macerata
Ok quindi visto lo stesso teatrino qui a macerata anni fa…tra quando vi trasferite anche da civitanova? Direzione…Ancona? O pesaro?