«Un museo completamente dimenticato,
simbolo di un’estate senza visione culturale»
CIVITANOVA - Ivo Costamagna e Francesco Pio Frattaruolo criticano l'abbandono del museo della arti e tradizioni popolari che rischia di venire trasferito dagli eredi e punta il dito sulla gestione di istituzioni e associazioni per cui il Comune paga l'affitto ma che rimangono chiuse

Il “Biroccio” contenuto nel museo delle arti e tradizioni popolari
«Il “Museo delle arti e delle tradizioni popolari”, aperto nel 1992 a Civitanova Alta dal sindaco Augusto Frinconi, è oggi ridotto a un magazzino abbandonato. Questa struttura, che custodisce lo storico “Biroccio”, un simbolo della tradizione agricola locale, potrebbe essere un punto di riferimento culturale regionale. Tuttavia, rischia di scomparire nell’indifferenza generale, con i proprietari degli attrezzi in mostra pronti a riprendersi tutto se la situazione non migliora». A lanciare l’allarme sono Ivo Costamagna e Francesco Pio Frattaruolo di Riformisti uniti che sottolineano l’inadeguatezza di una gestione culturale «fatta solo di canzonette».

Francesco Pio Frattaruolo e Ivo Costamagna
A finire nel mirino il sindaco Fabrizio Ciarapica che detiene tutte le deleghe in questione, spettacoli ed eventi e cultura. «Nonostante un’estate apparentemente ricca di iniziative, Civitanova manca di un vero programma turistico-culturale – sostengono – le recenti scelte dell’amministrazione comunale sollevano perplessità, specialmente quando città vicine, un tempo considerate satellite, ora superano Civitanova in termini di presenze e qualità degli eventi.
Molti eventi organizzati appaiono improvvisati e incoerenti, con manifestazioni culinarie tenute in location private senza chiara motivazione e sponsorizzate da associazioni private insieme al Comune. Questa confusione di ruoli e finalità mostra una mancanza di trasparenza e di un progetto definito per la città. Il sindaco Ciarapica sembrava avere un chiaro progetto di rilancio per questi settori strategici. Tuttavia, parafrasando Edoardo Bennato, sembra che “sono solo canzonette”».
L’ex sindaco socialista sostiene anche la necessità di una mappatura degli spazi pubblici sottolineando anche lo spreco di risorse che l’affitto di alcuni locali in centro per Fototeca e altre associazioni che però rimangono chiuse al pubblico: «La gestione degli spazi pubblici è carente, senza un impegno concreto per acquisirli e ristrutturarli, anche utilizzando i fondi europei del Pnrr. È urgente mappare i luoghi disponibili, compresi quelli dati in uso a privati, per far diventare Civitanova Alta un vero centro culturale di livello regionale. Ci sono, ad esempio, enti ed istituzioni sociali e culturali che fanno parte della storia migliore della nostra città che sono, di fatto, chiuse, quasi dismesse, anche se per le stesse, si paga un affitto “fuori mercato”.
Sono enti che in altre città, come avveniva in passato anche a Civitanova, collaborano quotidianamente con l’amministrazione comunale anche per qualificare eventi e manifestazioni non solo estive. Ci riferiamo, soltanto per fare alcuni esempi, alla Società operaia di mutuo soccorso, alla Fototeca comunale: non basta affidarla ad una nuova, onerosa e non sappiamo quanto adeguata associazione, per ridarle lo slancio e la qualità dell’impegno generoso, competente e disinteressato di chi l’ha fondata».
Quando non c’è ritorno per alcune tasche, non si prendono decisioni?
…eppure molti vengono da lì appena appena una generazione prima!!! Mah, forse venendo in città, le origini scompaiono, anche se credo che, come dicevano i ‘vecchi’…’cent’anni sotto un camì…’ ‘Come è bella la città, come è grande la città, come è viva la città, come è allegra la città’…appunto!!! gv