Invasione di tifosi sul parquet,
partita di basket femminile U15
finisce con due squalifiche del campo

MATELICA - Il Giudice sportivo ha comminato quattro giornate per la Thunder e tre per Pink Terni. Una tifosa locale ha anche tentato di colpire un arbitro. Accuse reciproche tra le società. «Una giocatrice ospite ha fatto gesti di scherno al pubblico». La risposta degli umbri: «Un uomo ha cercato di colpire una nostra atleta e da lì è partito tutto»

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canestro-basket-pallacanestrodi Marco Pagliariccio

Stangata del Giudice sportivo su Thunder Matelica e Pink Basket Terni dopo i fatti accaduti martedì al palasport di Borgo Nazario Sauro, a Matelica, al termine della partita di pallacanestro femminile tra le formazioni Under 15 delle due società, conclusasi con la vittoria delle umbre per 57-58.

Sono state infatti comminate tre giornate di squalifica al campo delle ospiti per «invasione del campo di gioco, commessa da più persone avvenuta a partita terminata ma prima che tutti gli aventi diritto siano rientrati negli spogliatoi» (squalifica convertita in ammenda da 825 euro), mentre le matelicesi ne hanno rimediate quattro «per invasione del campo di gioco commessa da più persone avvenuta a partita terminata ma prima che tutti gli aventi diritto siano rientrati negli spogliatoi, con tentativo di aggressione da parte di una tifosa che, proferendo minacce agli arbitri, tenta di colpire uno al volto con uno schiaffo», provvedimento convertito in multa da 825 euro e una partita da disputare a porte chiuse.

Sulla vicenda sono intervenute entrambe le società con rispettivi comunicati. Stringate, all’interno della nota relativa al match, quelle della società matelicese del presidente Euro Gatti, che parla di «atteggiamento poco rispettoso tenuto dal pubblico della squadra ospite e, ancor più grave, quello di una giocatrice della squadra ternana, che nonostante la vittoria si è rivolta al pubblico matelicese con gesti inopportuni e di scherno, creando una certa confusione tra i presenti al termine dell’incontro. Purtroppo questi sono episodi spiacevoli che mettono in secondo piano il vero senso dello sport, specialmente a livello giovanile».

Lunga e articolata è invece la ricostruzione della Pink Basket Terni. «Un racconto parziale e non equo quello riportato dalla società Thunder Matelica – scrive il club umbro – da quelle che sono state le decisioni dell’organo federale ci sembra che quanto detto dalla società matelicese non sia così corretto. Ovviamente non condividiamo quanto deciso dagli organi federali ma non sapendo cosa abbiano scritto gli arbitri, non possiamo commentare oltre. E’ certo il fatto che i nostri genitori entrano in campo come quelli di Matelica ma questi insultano gli arbitri tentando di colpirli (citando il giudice sportivo). Le sanzioni, comunicate dal giudice sportivo ci sembrano totalmente inadeguate in quanto paritarie. La nostra squadra, intesa come ragazze, tecnici e quei pochissimi genitori presenti (sei per la precisione) sono stati male accolti già da inizio partita. Provocazioni continue dagli spalti, offese profuse per tutti, clima ostile sin dai primi minuti. La reazione finale di una delle nostre giocatrici, che ha esultato sotto la curva della tifoseria opposta, non la vogliamo giustificare, ma la interpretiamo come una reazione giovanile ed impetuosa al trattamento ostile. Di sicuro non giustifichiamo la reazione fisica ed inadeguata del signore, di cui sappiamo il nome, che agitando un paletto verso la ragazza, ha portato alla necessità di intervenire in campo per tre adulti in difesa della stessa, determinando così l’invasione di campo da parte nostra. Abbiamo lasciato Matelica con la tristezza nel cuore, ma con la stretta di mano e le scuse reciproche con alcune giocatrici della Thunder, più sportive e corrette degli adulti. Le dichiarazioni offensive nei confronti della società Pink Basket Terni e di conseguenza della famiglia proprietaria del club hanno generato un danno d’immagine notevole e quindi nei prossimi giorni il consiglio della società valuterà la possibilità di intraprendere lei vie legali nei confronti della società Thunder Matelica. Vogliamo chiudere facendo i complimenti alle ragazze di casa che hanno combattuto fino all’ultimo secondo contro le nostre ragazze».

Il fatto arriva a pochi giorni da un altro episodio che ha “macchiato” una partita di basket giovanile: l’aggressione con una manata ad un arbitro 18enne nel corso di Senigallia-Montegranaro di categoria Under 14 da parte di un genitore montegranarese, conclusasi con la squalifica per cinque giornate del campo veregresne e un Daspo per l’autore del gesto.


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