Cerimonia per i due fascisti uccisi,
il Comune dribbla le polemiche:
«Nessun significato politico»

SAN SEVERINO - Dopo le critiche della famiglia di uno dei due discendenti per cui è stata organizzata la commemorazione, arrivano anche quelle del Pd: «Siamo perplessi di fronte a questa decisione». La spiegazione dell'amministrazione: «Si vuole semplicemente ricordare la morte di due nostri concittadini». Il consigliere d'opposizione Francesco Borioni: «Da adesso in poi la sindaca farà una cerimonia per ogni cittadino settempedano deceduto?»

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La sindaca Rosa Piermattei

«La cerimonia del 25 marzo, nel rispetto di tutti, non avrà altro significato, fa sapere l’amministrazione comunale, se non quello per cui è stata patrocinata». Prova a dribblare le polemiche l’amministrazione comunale di San Severino dopo il caso della commemorazione per l’80 anniversario della morte di Camillo Fulvi e Alberto Sfrappini, due fascisti uccisi dai partigiani il giorno dopo l’eccidio nazifascista di Valdiola. I primi mal di pancia per l’organizzazione di questa cerimonia, organizzata dall’Associazione combattenti e reduci e dal Comune, si erano avuti fin da subito con l’Anpi che ha annunciato che non parteciperà. Poi ieri l’intervento critico della famiglia Fulvi. «Nessun componente della nostra famiglia è stato mai interpellato prima di organizzare l’iniziativa – hanno detto i discendenti di Camillo Fulvi – E non ci è stato chiesto nemmeno se fosse opportuno organizzare un gesto pubblico per l’80esimo della morte del nostro congiunto. Lo riteniamo grave: anche per questo nessuno di noi parteciperà. Siamo infine preoccupati per le possibili strumentalizzazioni politiche o ideologiche di un avvenimento che ha ferito nell’intimo la nostra famiglia».

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Il manifesto della commemorazione

Oggi anche il Pd è intervenuto sulla questione. «Siamo perplessi di fronte alla decisione del Comune – dicono i dem – Siamo certi che ci sia stata una attenta valutazione alla trattazione di questo argomento? Che non ci sia il rischio di andare incontro a tentativi di parificazione, più che di pacificazione sui fatti avvenuti? La narrazione dei fatti è stata affidata a personalità competenti e che siano in grado di garantire una trattazione valida dal punto di vista storico? Gli stessi familiari delle vittime hanno dichiarato di non essere stati coinvolti, asserendo di preferire, come negli anni precedenti, una commemorazione privata per i loro congiunti al riparo da strumentalizzazioni ideologiche e politiche. Non possiamo che condividere questa linea in quanto riteniamo, che la storia ha già espresso un giudizio univoco su questi fatti e una amministrazione comunale debba valutare in maniera precisa la ricaduta delle proprie azioni, le quali espongono la stessa amministrazione e la città tutta. Temiamo invece che i nostri amministratori abbiano aderito e patrocinato questa iniziativa con grande superficialità ed approssimazione, ci auguriamo, senza considerare i possibili rischi: prima di tutto quello di scadere nella strumentalizzazione. Chiediamo pertanto al sindaco e alla Giunta tutta, di chiarire in maniera precisa ed inequivocabile, in base a quali presupposti è stato concesso il patrocinio, quali sono gli intenti e le motivazioni che stanno alla base di questa scelta; tanto più che il Comune, oltre che concedere gli onori istituzionali, richiede anche la partecipazione di tutto il Consiglio Comunale e degli alunni delle scuole cittadine. Confidiamo che il sindaco prenda posizione al più presto su queste circostanze e risponda pubblicamente ai giusti interrogativi e alle fondate perplessità che questa vicenda ha sollevato in larga parte della popolazione».

Ed ecco dunque la spiegazione dell’amministrazione comunale. «L’Amministrazione comunale – si legge nella nota del Comune – ricordando che nel 2022 la città è stata insignita dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, della onorificenza della Medaglia d’oro al merito Civile per la partecipazione alla lotta partigiana, in relazione alle polemiche che hanno fatto seguito all’annunciato ricordo di Camillo Fulvi Alberto Sfrappini a ottant’anni dalla loro scomparsa, intende ribadire che la cerimonia, promossa e organizzata dalla Associazione combattenti e reduci della provincia di Macerata, vuole semplicemente ricordare la morte di due nostri concittadini. La manifestazione, inoltre, cade a ridosso dell’anniversario dell’Unità d’Italia, celebrazione che richiama all’unione e al vero senso della storia della nostra nazione».

 

«Sarebbe bene riflettere prima di concedere, con troppa disinvoltura: patrocini, allori e pubbliche commemorazioni alla presenza delle istituzioni e, addirittura, degli alunni delle scuole – critica il consigliere di opposizione Francesco Borioni –  I morti vanno tutti rispettati, ma senza mai dimenticare chi lottava dalla parte giusta e chi, invece, da quella sbagliata. Da adesso in poi la sindaca farà una cerimonia per ogni cittadino settempedano deceduto. Così giusto per ricordare, semplicemente».


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