«Allarme moda, in altre regioni
è attiva la Zona economica speciale
e i distretti delle Marche soffrono»

CONFARTIGIANATO E CNA sottolineano: «Su 8 milioni di euro circa di cassa integrazione erogata per tutti i settori delle Marche, escluso quello edile, la metà è per il settore tessile, calzatura e abbigliamento, in forte aumento dal novembre 2023»

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Moira Amaranti

«Complici diversi indicatori quali l’incontrollata inflazione mondiale, l’aumento delle materie prime, le tensioni internazionali, la frenata del Pil tedesco e di altri Paesi, le sovrastimate produzioni post covid e le stagioni cosiddette indefinite, la situazione del settore moda Marche sta diventando decisamente impegnativa».

A lanciare un “allarme moda” sono le presidenti regionali del settore di Confartigianato e Cna, Moira Amaranti e Doriana Marini, in vista dell’appuntamento mondiale per eccellenza dedicato al comparto, la Milano Fashion Week che apre con le fiere più importanti per il distretto calzaturiero e per l’intero settore produttivo della moda marchigiana.

«Lo si evince dai dati della Cassa Integrazione Ordinaria dell’Ebam (Ente Bilaterale Artigianato Marche) che, seppur fermi al 31 ottobre 2023, danno il senso delle forti preoccupazioni di molte piccole imprese del settore che stanno utilizzando l’unico e importante ammortizzatore sociale dedicato, l’Fsba, impiegandolo fino al limite massimo delle 26 settimane nel biennio 2023-2024 – si legge in una nota-. Su 8 milioni di euro circa di cassa integrazione erogata per tutti i settori delle Marche, escluso quello edile, la metà è per il settore tessile, calzatura e abbigliamento, in forte aumento dal novembre 2023. Il problema più grande è che questo periodo di critico mutamento è diverso da quelli precedenti perché si è in stand-by senza avere prospettive concrete di ripartenza e senza gli strumenti idonei che permettano alle imprese di ammortizzarne gli effetti. Ricordiamo infatti che, i nostri distretti soffrono anche la concorrenza di regioni limitrofe che godono di Zone ad Economia Speciale.

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Doriana Marini

Mentre il rapporto Istat Nazionale indica un nuovo record per l’occupazione, con la disoccupazione ai minimi storici dal dicembre 2008, il nostro settore moda va in controtendenza e proprio per questo, oggi più che mai, ha bisogno di aiuti mirati. È giunto il momento di agire – proseguono le presidenti – ancor di più sul fronte delle imprese della moda che vanno aiutate con tutti gli strumenti già in essere ma con diverse prospettive economiche.

Sarebbe pertanto utile integrare la cassa integrazione, dedicare politiche sul credito e prevedere specifici crediti d’imposta. Importanti sono le politiche dei bandi della Camera di Commercio delle Marche e della Regione Marche che con l’occasione ringraziamo. Queste misure danno linfa vitale ai nostri imprenditori che frequentano i palcoscenici internazionali delle fiere creando ricchezza ai nostri territori.

La grande adesione a questi bandi però, fa sì che purtroppo molti imprenditori non riescano ad usufruirne per mancanza di risorse disponibili. È per questo che auspichiamo si possano integrare maggiormente le risorse a disposizione, per incentivare sempre di più le imprese alla ormai imprescindibile via dell’internazionalizzazione».



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