Quale futuro per il Maceratese?
Le prospettive non sono rosee

L'INTERVENTO di Ugo Bellesi - Le preoccupazioni di Pietro Marcolini per l’economia, il messaggio del rettore John Mc Court per i giovani e l’allarme di Giuseppe Bommarito sulla mafia ci inducono a serie riflessioni sulla nostra provincia come sulle Marche

- caricamento letture
tipicità-grappolo-doro-pro-loco-potenza-picena-FDM-17-325x217

Il giornalista Ugo Bellesi

di Ugo Bellesi

Nella nostra città, come anche nel nostro ambito provinciale, si parla sempre di tanti argomenti. Si tengono dibattiti e convegni sulla pittura, sulla musica, sullo sport, sul terremoto del 2016, sull’intelligenza artificiale, sul turismo, sui tartufi e persino sui vincisgrassi.

Non che questi argomenti non siano pertinenti ed abbiano una valenza di tutto rispetto, ma perché trascurare invece i segnali di allarme che ci giungono da più parti o che percepiamo chiaramente nella nostra vita quotidiana? È come se i problemi più d’attualità, quelli della crisi demografica, della fuga dei laureati, della carenza di medici e di infermieri, della chiusura costante dei negozi nei vari centri storici, della diffusione della droga, degli episodi di violenza ecc… non ci riguardassero affatto. Eppure non mancano i messaggi di allarme che di tanto in tanto, nelle pagine dei nostri quotidiani, ci vengono lanciati da alcune personalità cui stanno a cuore le sorti di questa città e di questo territorio.

PietroMarcolini

Pietro Marcolini

Tra i più recenti ricordiamo quello di Pietro Marcolini, docente universitario, che in una intervista ha dichiarato: «La traiettoria di sviluppo economico della provincia di Macerata è cambiata radicalmente negli ultimi 20 anni e va inserita nel contesto regionale e nazionale in peggioramento complessivo. Occorre notare che la provincia di Macerata cresce meno della media regionale, che a sua volta peggiora la propria posizione nel ranking nazionale, precipitando, insieme all’Umbria, tra le regioni in transizione di sviluppo. I dati più preoccupanti riguardano il confronto con le altre province regionali che presentano un andamento comparato migliore, cui si aggiunge un confronto sfavorevole anche con le province abruzzesi e umbre nel periodo post sisma». È chiaramente una situazione da cui bisogna tentare di tirarsi fuori cercando finanziamenti sia dal Governo che dalla Regione per sostenere una ripresa che, a quanto pare, invece si sta allontanando. Ad esempio i progetti del Pnrr destinati alle Marche potrebbero risollevare le sorti delle aziende che vi saranno impegnate. Essi infatti debbono sempre avere valenza per sostenere l’economia del territorio. Ma per la nostra situazione economica sarebbe già importante che qualche progetto riguardante le regioni (o anche le province) vicine possa avere prospettive favorevoli per la nostra viabilità stradale come per i collegamenti ferroviari. D’altra parte le nostre aziende sono rimaste indietro anche per avere internet veloce, se è vero come è vero che nelle Marche solo tre imprese su 10 sono dotate di connessione a banda larga. E in questo la nostra regione è fanalino di coda in Italia.

McCourt_Unimc_FF-20-325x217

Il rettore John Mc Court durante l’inaugurazione dell’Anno accademico

Un altro aspetto della situazione è stato evidenziato (e non era la prima volta) dal rettore dell’Università di Macerata, John McCourt, in occasione della festa con i laureati di 25 e 50 anni fa. Egli si è soffermato in particolare sul futuro dei giovani ed ha detto: «Dobbiamo cercare di mantenere questi giovani nel territorio regionale, che ha bisogno di laureati. Non dimentichiamo che l’Italia ha la percentuale più bassa d’Europa di laureati. E’ questo un freno per la crescita del Paese. I laureati dobbiamo averli qui e inserirli nel mondo del lavoro con stipendi dignitosi che spesso, specie agli inizi, non sono dignitosi». Altrettanto significativa un’altra sua frase: «L’Università sviluppa la libertà e l’indipendenza di pensiero, essenziali per la cultura del territorio». Si tratta di concetti molto perentori ai quali bisognerebbe dar seguito con delle iniziative appropriate. Innanzitutto cercando di eliminare il problema della carenza di posti letto. D’altra parte anche il desiderio di Macerata di puntare tutto sul richiamo turistico cozza inevitabilmente contro la mancanza di strutture alberghiere adeguate. Si era fatta l’ipotesi di creare il cosiddetto “albergo diffuso” utilizzando gli appartamenti vuoti del centro storico (alcuni di proprietà del Comune) ma non se n’è fatto nulla. Più difficile da affrontare il problema dei posti di lavoro per i giovani che in loco sono quasi introvabili. Per i laureati poi c’è prepotente l’attrazione verso le regioni del Nord, se non addirittura verso altri paesi europei, dove gli stipendi sono molto più dignitosi di quelli italiani.

incintro-con-gratteri-bommarito-civitanova-FDM-9-325x216

L’avvocato Giuseppe Bommarito

Allarmante l’intervento di Giuseppe Bommarito, che ancora una volta denunzia la presenza della mafia nelle Marche con i problemi che ne conseguono come la diffusione della droga. Egli esordisce addirittura lamentando «la grave assenza nelle Marche di un centro operativo della Dia (Direzione investigativa antimafia) o almeno di una sua sezione». Questo perché «A partire dagli anni Settanta le indagini giudiziarie hanno dimostrato non la mera presenza, ma il radicamento ormai decennale, su basi solide e non occasionali, di tutte le mafie italiane e di buona parte di quelle straniere. Il vero cuore della criminalità organizzata si trova più a sud, nella zona di Civitanova e del suo hinterland e nel Fermano. E si chiama ‘Ndrangheta, la mafia più potente e più ricca del mondo». E più oltre Bommarito parla di coltivazioni di cannabis e di «riciclaggio (ben 777 operazioni sospette segnalate nel 2022 nelle Marche) acquistando tutto ciò che è possibile» tanto che sulla costa «si sono fatti avanti per acquistare chalet». E infine conclude sottolineando che «la costa sta diventando un luogo privilegiato di riciclaggio e sta affogando in un fiume continuo di cocaina» per non parlare «del gioco d’azzardo legale e illegale, dell’usura, dell’alcol distribuito pure ad adolescenti». La situazione è veramente preoccupante per non dire drammatica. Senza dimenticare però che le forze dell’ordine fanno del tutto per stroncare proprio il traffico della droga ed i sequestri sono quasi giornalieri: l’ultimo sequestro riguardava addirittura 250 chili di droga. Anche nelle scuole gli uomini in divisa si prodigano a spiegare agli studenti i pericoli cui si va incontro consumando droga. Ma è chiaro che, come ha sottolineato Bommarito, la presenza nelle Marche di una sezione della Dia sarebbe determinante almeno per evitare che il fenomeno mafioso prenda definitivo possesso della nostra regione.

Le istituzioni spesso fanno riferimento alla collaborazione delle famiglie per inculcare nei loro figli il rischio che si corre venendo coinvolti nel giro della droga, diventando prima consumatori e poi addirittura spacciatori. Ma quante sono le famiglie i cui componenti si ritrovano insieme a pranzo e a cena per affrontare questi problemi? Quasi mai, specialmente se i genitori hanno una occupazione con orari diversi. Questo perché lo stipendio di un solo genitore spessissimo è insufficiente per garantire alla famiglia un decente tenore di vita. Quindi sperare nella collaborazione della famiglia diventa una illusione anche perché i ragazzi troppo spesso e troppo presto vogliono avere una vita indipendente preferendo la compagnia degli amici.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X